I bombi potrebbero contribuire a combattere le malattie batteriche del ciliegio

05 ott 2026
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I bombi potrebbero diventare alleati ancora più preziosi nei ceraseti. Oltre a favorire l’impollinazione, questi insetti sono infatti in grado di trasportare batteriofagi direttamente sui fiori di ciliegio, contribuendo così a contrastare alcune malattie di origine batterica.

È quanto emerge da uno studio condotto dall’Università di Warwick, nel Regno Unito, che ha sperimentato un sistema di distribuzione biologica capace di sfruttare il normale comportamento dei bombi per portare sulle infiorescenze virus naturali specificamente attivi contro determinati batteri.

Batteriofagi trasportati dai bombi fino ai fiori

Il sistema messo a punto dai ricercatori prevede che i bombi, nel momento in cui lasciano la colmeia, attraversino un tubo contenente una formulazione in polvere arricchita con batteriofagi. Le particelle aderiscono così al corpo degli insetti con un meccanismo simile a quello con cui viene raccolto il polline.

Durante le prove effettuate su fiori di ciliegio sia reali sia artificiali, i bombi nativi della Gran Bretagna della sottospecie Bombus terrestris audax sono riusciti a trasferire i batteriofagi fino all’88% dei fiori coinvolti nella sperimentazione.

Una volta depositati sulle infiorescenze, i batteriofagi hanno determinato una significativa riduzione delle popolazioni batteriche.

L’obiettivo: contrastare il cancro batterico del ciliegio

L’idea è nata durante alcune visite nei frutteti effettuate dai ricercatori per raccogliere campioni e individuare batteriofagi naturali potenzialmente efficaci contro il cancro del ciliegio.

La malattia è provocata dal batterio Pseudomonas syringae ed è indicata dagli studiosi come una delle patologie batteriche più dannose per la produzione di ciliegie.

Poiché numerosi produttori utilizzano già i bombi per migliorare l’impollinazione, il gruppo di ricerca ha valutato la possibilità di assegnare agli insetti una seconda funzione: trasportare i batteriofagi da un fiore all’altro durante la loro normale attività.

Virus naturali altamente specifici

I batteriofagi sono virus presenti diffusamente in natura, dal suolo all’acqua fino alle stesse piante. La loro particolarità è la capacità di infettare specifici batteri.

Mojgan Rabiey, fitopatologa specializzata nella protezione biologica delle colture presso il Warwick Crop Centre, sottolinea proprio questo aspetto: ogni batteriofago presenta un’elevata specificità nei confronti dei batteri che può attaccare.

Questa caratteristica consente quindi di selezionare i batteriofagi capaci di colpire i microrganismi responsabili delle malattie, limitando l’impatto sui batteri benefici presenti nell’ambiente circostante.

Una possibile alternativa più mirata per la difesa dei frutteti

Secondo il gruppo di ricerca, questa modalità di distribuzione potrebbe rendere più precisa la protezione delle colture frutticole e contribuire a diminuire la dipendenza da pesticidi e antibiotici convenzionali.

La tecnica, inoltre, potrebbe avere applicazioni più ampie rispetto alla sola cerasicoltura. I ricercatori ritengono infatti che il sistema possa essere adattato ad altre colture nelle quali i fiori rappresentano un’importante porta d’ingresso per le infezioni batteriche.

Tra le specie già considerate figurano anche melo e pero, sulle quali gli studiosi stanno esplorando l’impiego dei batteriofagi come strumento di protezione.

Dai test sperimentali alle prove con i produttori

Uno degli aspetti su cui punta il progetto è la semplicità del sistema. Secondo la ricercatrice Shannon Greer, la distribuzione dei batteriofagi attraverso i bombi non richiede particolari attrezzature.

Dopo i risultati ottenuti nella fase sperimentale, il passaggio successivo indicato dal gruppo dell’Università di Warwick sarà quindi verificare il trattamento direttamente insieme ai produttori.

Se l’approccio confermerà la propria efficacia anche nelle condizioni operative dei frutteti, bombi e batteriofagi potrebbero affiancare in futuro la loro funzione naturale a nuove strategie di difesa biologica, combinando impollinazione e protezione delle colture in un unico sistema.

Fonte: www.vidarural.pt

Fonte immagine: Pierre Williot Shutterstock


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