Porte aperte sul mercato cinese per le ciliegie sudafricane

17 set 2026
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Il Sudafrica conquista per la prima volta l’accesso al mercato cinese per le proprie ciliegie fresche.

Il protocollo fitosanitario firmato a Pechino l’8 settembre 2026 apre una nuova prospettiva commerciale per un comparto ancora piccolo rispetto a quello cileno, ma in rapida espansione e con un elemento distintivo: la possibilità di arrivare in Cina tra due e tre settimane prima dei grandi volumi provenienti dal Cile.

L’intesa rappresenta uno degli obiettivi perseguiti negli ultimi anni dall’industria frutticola sudafricana e consente alle ciliegie del Paese di entrare ufficialmente nel principale mercato importatore mondiale.

A sottoscrivere l’accordo, durante la nona Riunione ministeriale sulle misure sanitarie e fitosanitarie, sono stati il ministro dell’Agricoltura sudafricano Willie Aucamp e Sun Meijun, ministra dell’Amministrazione generale delle dogane della Cina (GACC).

La firma conclude un percorso fatto di valutazioni tecniche, ispezioni e attività necessarie per soddisfare i requisiti fitosanitari imposti da Pechino.

Aucamp ha definito il risultato una tappa importante per l’agricoltura nazionale. È infatti la prima volta che il Sudafrica riesce a concludere due protocolli di accesso agricolo con la Cina in meno di un anno.

Il precedente accordo, firmato nell’ottobre 2025, riguardava cinque categorie di frutta a nocciolo: albicocche, pesche, nettarine, susine e susine europee fresche.

Cina, un mercato delle ciliegie da 3,3 miliardi di dollari (circa 2,86 miliardi di euro)

I numeri spiegano perché l’accesso alla Cina fosse considerato strategico. Secondo i dati ufficiali diffusi dal Governo sudafricano, nel 2025 la Cina ha importato circa 586.900 tonnellate di ciliegie, per un valore vicino a 3,3 miliardi di dollari (circa 2,86 miliardi di euro).

Il Paese asiatico resta di gran lunga il principale mercato mondiale per questo frutto e concentra una quota rilevante degli scambi provenienti dall’emisfero sud nei mesi che precedono il Capodanno cinese.

Per il Sudafrica, l’apertura offre quindi l’opportunità di diversificare maggiormente le destinazioni commerciali e, allo stesso tempo, accompagnare la crescita della produzione nazionale.

Le autorità stimano inoltre che il nuovo sbocco possa favorire investimenti in frutteti, infrastrutture, centri di confezionamento e logistica. Con l’aumento delle attività lungo la filiera potrebbero essere creati circa 600 nuovi posti di lavoro.

Dazio zero per le esportazioni sudafricane

Il via libera fitosanitario arriva in un momento favorevole anche sul fronte tariffario.

Dal 1° maggio 2026, la Cina applica infatti un regime temporaneo di dazio zero per i prodotti sudafricani che rispettano le relative regole di origine. La misura resterà inizialmente in vigore fino al 30 aprile 2028.

Per le ciliegie, il Governo sudafricano ha sottolineato come questa condizione consenta l’ingresso nel mercato cinese con un’aliquota dello 0%, rafforzando la competitività del prodotto rispetto ad altri fornitori.

Per beneficiare dell’agevolazione, gli esportatori dovranno rispettare le regole di origine previste e presentare il relativo certificato al momento dell’ingresso della merce in Cina.

Una produzione ancora limitata, ma in forte espansione

Le dimensioni della cerasicoltura sudafricana restano molto lontane da quelle dei maggiori esportatori mondiali, a partire dal Cile. La crescita delle superfici coltivate mostra però un comparto in evidente sviluppo.

Secondo Hortgro, organismo rappresentativo dell’industria sudafricana della frutta decidua, gli ettari coltivati a ciliegio sono passati da appena 185 nel 2012 a 819 nel 2024.

Un’indagine realizzata nel 2025 e riferita al 99% delle piantagioni nazionali ha rilevato che circa il 58% delle ciliegie sudafricane è destinato all’esportazione, mentre il 28% viene commercializzato sul mercato interno.

Nella stagione 2024/25 il Regno Unito ha assorbito il 60% delle esportazioni, seguito dall’Unione Europea con il 18% e dal Medio Oriente con il 12%.

La crescita ha accelerato ulteriormente nel 2025/26.

Hortgro ha comunicato un aumento delle esportazioni di ciliegie del 111%, fino a raggiungere 487.871 casse, uno degli incrementi più rilevanti tra le diverse categorie di frutta a nocciolo sudafricana.

Tra le ragioni dell’espansione figura anche l’entrata in produzione di nuovi ettari piantati negli anni precedenti.

Il confronto con il Cile passa dalla finestra commerciale

In termini di quantità, il Sudafrica non è ancora un concorrente paragonabile al Cile.

Il Southern Hemisphere Fresh Fruit Trade Statistical Yearbook 2026 indica che nella stagione 2024/25 il Cile ha rappresentato circa il 97% delle esportazioni di ciliegie dell’emisfero sud, superando le 625 mila tonnellate. Nello stesso periodo il Sudafrica ne ha esportate meno di mille.

La variabile più interessante non riguarda però i volumi, bensì il calendario.

Secondo rappresentanti dell’industria sudafricana, alcune aree produttive del Paese possono raggiungere il mercato cinese tra due e tre settimane prima dell’arrivo dei maggiori quantitativi cileni.

Una finestra precoce che potrebbe diventare commercialmente interessante perché coincide con un periodo caratterizzato da una disponibilità inferiore di prodotto e, potenzialmente, da prezzi più elevati.

La strategia sudafricana, almeno nella prima fase, sembra quindi orientata non tanto a sfidare il Cile sul terreno dei grandi volumi, quanto a conquistare uno spazio specifico nella parte iniziale della stagione cinese.

Con l’espansione delle piantagioni e l’ingresso in piena produzione dei frutteti più giovani, l’evoluzione di questa strategia sarà uno degli elementi da osservare nelle prossime campagne dell’emisfero sud.

Dalla frutta a nocciolo alle ciliegie

L’accesso per le ciliegie si inserisce in un progetto più ampio con cui il Sudafrica punta a rafforzare la propria presenza ortofrutticola in Cina.

Nell’ottobre 2025 i due Paesi avevano già siglato il protocollo per l’apertura simultanea del mercato ad albicocche, pesche, nettarine, susine e susine europee fresche.

Nel febbraio 2026 è poi partito il primo importante carico nell’ambito di quell’accordo: circa 20.000 casse di susine, principalmente delle varietà African Delight e Ruby Star, sono state spedite da Franschhoek verso la Cina.

La ciliegia era diventata nel frattempo il successivo obiettivo prioritario. All’inizio del 2026, il Governo sudafricano aveva anticipato l’intenzione di concludere il protocollo nel corso dell’anno, indicando la stagione 2026/27 come possibile punto di partenza per le prime spedizioni.

Arándanos? Ora il Sudafrica punta sui mirtilli

L’offensiva commerciale non si conclude con le ciliegie. Durante la visita in Cina, Willie Aucamp ha confermato che anche i negoziati per consentire l’accesso dei mirtilli freschi sudafricani hanno raggiunto una fase avanzata.

La Cina ha già trasmesso al Sudafrica una bozza di protocollo fitosanitario per la revisione. Il ministro ha chiesto ai gruppi tecnici di accelerare l’esame del documento e il coordinamento delle osservazioni, con l’obiettivo di provare a concludere l’accordo entro la fine del 2026.

Secondo Aucamp, restano ancora numerose opportunità da sviluppare tra i due Paesi. Il dossier mirtilli rientra nella strategia di ampliare progressivamente il numero di prodotti agricoli sudafricani autorizzati a entrare nel mercato cinese.

Durante la missione a Pechino, il ministro ha inoltre incontrato il ministro cinese dell’Agricoltura e degli Affari rurali Zhang Zhu. Tra i temi affrontati figurano la cooperazione sulla biosicurezza, con particolare riferimento all’afta epizootica, e nuove possibilità di accesso al mercato per i prodotti agricoli del Sudafrica.

Aucamp ha partecipato anche al South Africa-China Fruit Trade Business Forum, organizzato da FruitSA per mettere in contatto esportatori sudafricani e operatori, buyer e importatori cinesi.

Un nuovo protagonista nella stagione dell’emisfero sud

L’arrivo delle ciliegie sudafricane in Cina non cambia nell’immediato gli equilibri dominati dal Cile, ma aggiunge un nuovo Paese produttore dell’emisfero sud al mercato più importante e remunerativo per il comparto.

Il Sudafrica parte da dimensioni molto più contenute, ma può contare su tre fattori significativi: superfici in espansione, accesso a dazio zero e una finestra commerciale che può precedere l’arrivo dei grandi quantitativi cileni.

La reale portata dell’apertura emergerà nelle prossime stagioni, quando gli esportatori potranno misurare sul campo la risposta del mercato cinese e un numero crescente di giovani frutteti raggiungerà la piena produzione.

Per l’intera filiera cerasicola dell’emisfero sud, e in particolare per il Cile, monitorare l’evoluzione di nuovi origini come il Sudafrica diventerà quindi sempre più importante. La Cina resta il centro del commercio mondiale delle ciliegie, ma il numero dei Paesi intenzionati a conquistarne una quota continua a crescere.

Fonte: www.diariofruticola.cl

Fonte immagine: Stefano Lugli


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