Le nuove varietà di Top Plant Vivai e le sperimentazioni sui portinnesti

22 dic 2023
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Prima di tutto piante di albicocco, poi sono arrivati gli altri alberi da frutto: melo, pero, pesco, nettarine, susino e ovviamente ciliegio. Top Plant Vivai, da più di 30 anni, risponde alla richiesta di piante certificate che produce per frutticoltori italiani ed esteri. Oggi a gestire il vivaio veneto è Enrico Mazzon, figlio di Claudio Mazzon che con i fratelli Morini fondò l’azienda nel 1989. Ed è proprio con Enrico Mazzon che abbiamo voluto approfondire il metodo di lavoro, in particolare su ciliegio, di Top Plant Vivai.

Come scegliete le nuove varietà di ciliegio da inserire in catalogo?

“Il nostro approccio è lo stesso per tutte le piante che produciamo: mettiamo in test tantissime varietà e, in base ai risultati, decidiamo se inserire o meno in catalogo una varietà. E’ sempre una scelta attentamente ponderata. Non ci appassiona infatti l’idea di proporre tantissime varietà. Solitamente una nuova varietà va a sostituirne una vecchia".

"L’importante è coprire tutto il calendario e proporre varietà valide, varietà cioè che siano un ottimo investimento per i nostri clienti. Le varietà che proponiamo devono fare reddito, devono essere gestibili, di qualità, con costi contenuti, produttive, costanti e con ottime caratteristiche in termini commerciali".

"Per in nostri test ci affidiamo a cerasicoltori di fiducia, che conosciamo da anni, anche nel loro metodo di lavoro. Sono gli stessi agricoltori che, con il loro feedback, ci confermano la validità di una nuova varietà. L’innovazione è sempre importante ma deve essere ben ponderata”.

Areko

C’è qualche novità interessante al vivaio per quanto riguarda la cerasicoltura?

“Abbiamo introdotto, come nuove varietà, Areko (maturazione 15 – 25 giugno) e Henriette (maturazione 20 giugno – 5 luglio), due varietà tardive, di pari epoca di Kordia e Regina. Secondo me sono due varietà molto promettenti perché hanno un’ottima pezzatura, colore scuro e un’ottima durata in pianta, oltre a durezza e dolcezza".

"Per quando riguarda Henriette poi ha anche acidità bassa. Le stiamo entrambe commercializzando da un po’ e c’è richiesta, sia dall’Italia che dall’estero. Stanno suscitando molto interesse. Per noi hanno tutte le caratteristiche per avere un futuro, ma sarà il mercato a dirci se sarà veramente così”.

Areko

Sono cambiate le richieste dei vostri clienti a causa del cambiamento climatico?

“Per i mercati dove operiamo noi non abbiamo la problematica del fabbisogno di ore di freddo quindi non abbiamo riscontrato la richiesta di basse ore di freddo. Per quanto riguarda il cracking, è una problematica molto sentita ma ad oggi esistono varietà tolleranti, non completamente resistenti".

"Per esempio, varietà Black Star e Grace Star hanno un’ottima tolleranza. Devo dire che il modo di concepire gli impianti è cambiato negli anni. Oggi, se parliamo di impianti di grandi dimensioni che abbiamo seguito, la tendenza è quella di ridurre il più possibile il numero di varietà non riducendo però il periodo di raccolta".

"L’idea è quindi mettere varietà che abbiano una buona tenuta in pianta, questa strategia ha la sua rilevanza per i costi di manodopera. Sono fondamentali varietà affidabili, come lo sono le varietà della serie Sweet. Si sa che il cambiamento climatico aumenta il rischio di imprevisti ed avere una varietà affidabile è fondamentale”.

Henriette

Dal punto di vista dei portainnesti, state testando qualche nuovo portainnesto?

“Stiamo facendo prove, su piccoli appezzamenti presso alcuni nostri clienti, con Gisela 12, Gisela 13 e Gisela 17. Siamo al terzo a anno di prove in campo ed è ancora presto per potersi pronunciare. Ovviamente i portainnesti sono stati messi in prova, scientificamente, dai ricercatori ma poi è fondamentale verificare come si comportano in condizioni reali, di campo, in coltivazioni commerciali. Per introdurre un nuovo portainnesto occorrono minimo 10 anni".

"Per descrivere in breve questi nuovi portainnesti possiamo dire che il Gisela 12 ha radici più profonde rispetto al Gisela 6 pur avendo lo stesso vigore, è più resistente alla siccità, ai climi caldi ed ha un migliore ancoraggio. Il Gisela 13 ha vigore simile al Gisela 6 ma è meno esigente in termini di qualità del suolo e si adatta al ristoppio".

"Il Gisela 17 ha una vigoria simile al Maxma14, può essere piantato in terreni più poveri. E’ un portainnesto robusto, con buon ancoraggio e è adatto al ristoppio. Quelle elencate sono tra le principali caratteristiche che contraddistinguono i portainnesti, ma ci sono comunque molte altre particolarità e differenze che li contraddistinguono”.

Henriette

Se dovesse dare un consiglio spassionato a un cerasicoltore che deve impiantare un nuovo impianto? Cosa direbbe?

“L’importante è scegliere con cura la combinazione varietà/portainnesto. Scegliere combinazioni il cui comportamento è noto ed eventualmente affidarsi a un consulente, a un tecnico che conosca le varietà. Noi come azienda vivaistica non seguiamo il post-impianto".

"Ovviamente se c’è bisogno di un parere siamo sempre disponibili, ma non accettiamo incarichi specifici. Conosciamo bene le nostre varietà a catalogo e quindi, quando si tratta di fare una scelta, siamo nella posizione di dare consigli a chi lo richiedesse”.


Barbara Righini

Immagini: Top Plant Vivai


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