Alla fine del 2025, il mercato globale delle ciliegie si trova a fare i conti con una delle crisi più significative degli ultimi anni. Prezzi in picchiata, domanda in affanno e un’offerta sempre più abbondante delineano un quadro che desta forte preoccupazione per l’inizio del 2026.
Con la chiusura dell’anno alle porte, la situazione nei principali mercati di destinazione delle ciliegie – Cina, Europa, Stati Uniti e America Latina – evidenzia una tendenza comune: un surplus di prodotto che il mercato fatica ad assorbire. Secondo diversi report di analisti e società specializzate, questa condizione di squilibrio tra offerta e domanda potrebbe accentuarsi ulteriormente nei primi mesi del 2026.
Alla base di questa pressione al ribasso sui prezzi vi è un aumento dell’offerta, trainato principalmente da una strategia espansiva del Cile, leader mondiale nella produzione ed esportazione di ciliegie. Il Paese ha infatti ampliato il volume delle esportazioni e anticipato la finestra commerciale, riversando sul mercato un’ingente quantità di frutta in tempi più ravvicinati.
Questa anticipazione ha portato a un’accumulazione di prodotto in fase precoce, generando un effetto domino sui prezzi. Il risultato? Un calo medio del 25% su base annua, con punte del 50% nel mercato cinese.

Cina: specchio e motore
In quanto primo mercato di destinazione per le ciliegie cilene, la Cina rappresenta il barometro dell’intero comparto. I numeri raccolti durante la settimana 51 del 2025 non lasciano dubbi: i prezzi medi, in particolare per la varietà Santina, risultano inferiori del 40% rispetto allo stesso periodo del 2024 e di circa il 60% rispetto al 2023.
Questa caduta senza precedenti riflette un mutamento profondo nel posizionamento del prodotto: da merce rara e ricercata, la ciliegia è passata a bene comune, caratterizzato da una forte segmentazione qualitativa.
Europa e Americhe
La tendenza al ribasso si osserva anche in altri mercati chiave. Ad Amburgo, in Germania, il prezzo medio FOT (Free On Truck) delle ciliegie ha registrato una flessione del 15%. Nei Paesi Bassi, il calo si attesta al 9%, mentre a San Paolo (Brasile) le quotazioni all’ingrosso hanno subito una correzione del 15%, nonostante una partenza di stagione promettente. Anche negli Stati Uniti, i prezzi Shipping Point (equivalenti al FOB origine) evidenziano una dinamica simile.
Pur trattandosi di medie, queste cifre mostrano un trend chiaro: l’intero mercato globale è sotto pressione, con poche eccezioni.
La radiografia del mercato
Un recente rapporto di Smartcherry, illustrato da Agustín Cornejo di QC Fruits, offre uno spaccato approfondito della situazione in Cina. Nella sola settimana 51, il Paese ha importato circa 1.500 container di ciliegie a un prezzo medio di 8,1 dollari (circa 7,40 €) al chilo, con buona tenuta qualitativa. Ma è nella settimana 52 che si è raggiunto il picco, con 4.300 container, un aumento del 180% rispetto alla settimana precedente.
E il flusso non si arresta: le prime settimane di gennaio prevedono l’arrivo di altri 7.500 container complessivi, in un momento in cui la domanda inizia a rallentare dopo il picco delle festività natalizie e del Capodanno cinese.
Con il venir meno del supporto festivo, gennaio si preannuncia come il mese più critico dell’intera stagione 2025-2026.
Qualità e differenziazione
Dal report emergono ulteriori dettagli cruciali. Secondo Luna Yao, dirigente della società di importazione cinese Fujian Sanvirtue, la qualità della frutta arrivata nelle ultime settimane è risultata molto eterogenea. Mentre le ciliegie premium sono riuscite a mantenere prezzi stabili e un buon turnover, i lotti di qualità media o inferiore – spesso affetti da problemi di pitting, mollizia o muffe – hanno faticato a trovare sbocco, con forti ribassi nei listini.
La varietà Santina, dominante nella prima parte della stagione, appare particolarmente vulnerabile nella fase finale, con un calo qualitativo che ne limita la conservabilità. All’opposto, la Lapins si profila come l’elemento chiave per determinare l’evoluzione del mercato da qui a fine stagione.
Prospettive per il 2026
Il 2025 si chiude con segnali inequivocabili: la settimana 52 ha segnato il massimo storico di volume settimanale e ha messo in evidenza un mercato sempre più selettivo, in cui solo la qualità top riesce a ottenere una remunerazione adeguata.
Per l’industria esportatrice di ciliegie, si impone ora una riflessione strategica: pianificazione più accurata, segmentazione dei mercati e gestione rigorosa della qualità saranno indispensabili per evitare ulteriori scivoloni nei primi mesi del 2026.
Fonte: masp-lmneuquen-com.cdn.ampproject.org
Fonte immagine: Yicai Media Group
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