Importanza del portainnesto nella produzione di ciliegie

20 giu 2023
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La coltivazione del ciliegio sta subendo una rivoluzione radicale. Infatti, i ceraseti di ultima generazione si sono allontanati dal sistema di impianto tradizionale, e non solo in termini di varietà coltivate.

Attraverso una drastica riduzione delle dimensioni degli alberi, l'utilizzo di portainnesti nanizzanti consente di aumentare la densità di impianto che può raggiungere quasi 7.000 piante per ettaro. La presenza di alberi di dimensioni ridotte consente di facilitare e accelerare tutte le operazioni colturali, in particolare la raccolta, portando ad una notevole riduzione dei costi. Alcuni esempi di portinnesti nanizzanti sono: Gisela®5, Gisela®6 e Pi-Ku® 1. 

Sono già disponibili numerosi dati relativi alle caratteristiche dei portinnesti e ai livelli di produttività delle cultivar, ed è noto che i portinnesti nanizzanti tendono a presentare una maggiore efficienza produttiva. In uno studio precedente si è scoperto che le combinazioni di portinnesti Gisela®5 riducono lo sviluppo della cultivar e inducono una fruttificazione precoce.

Tuttavia, alcuni studi hanno evidenziato che i portinnesti nanizzanti possono avere un effetto negativo sulla dimensione dei frutti. Inoltre, va sottolineato che le prestazioni del portinnesto possono variare a seconda di numerosi fattori quali l'ambiente, la gestione culturale, la cultivar e l'habitus produttivo, tra gli altri.

Una ricerca condotta presso l'Università di Bologna ha studiato il comportamento fisiologico di due portinnesti nanizzanti, Pi-Ku® 1 (più nanizzante) e Gisela® 6 (più vigoroso), innestati su Sweet Saretta e Sweet Valina. Queste varietà sono state selezionate in base al loro diverso habitus produttivo: la prima, autofertile e che produce principalmente su dardi; la seconda, autoincompatibile e che produce principalmente su singole gemme a fiore poste alla base dei rami di un anno. 

Il portinnesto più vigoroso, Gisela® 6, ha indotto sulle cultivar una maggiore crescita vegetativa, mostrandosi quindi un portinnesto adatto a sistemi di impianto meno intensivi.  Questa competitività sbilanciata in favore dei germogli ha evidenziato come la traslocazione dell'acqua e dei carboidrati verso i frutti sia stato più efficiente in entrambe le varietà innestate sul portainnesto Pi-Ku® 1.

Dalle misure fisiologiche eseguite si è notato come i parametri di fotosintesi fossero simili tra le piante, indipendentemente dal portinnesto su cui erano innestate. Questo risultato dimostra come anche i portinnesti nanizzanti siano in grado di mantenere le stesse performances fisiologiche, con ripercussioni positive sulla produttività. Infatti, ciò si è tradotto in un aumento delle dimensioni dei frutti, e di un maggior contenuto in zuccheri e sostanza secca alla raccolta nelle piante innestate su Pi-Ku® 1. 

Tabella 1. Parametri qualitativi dei frutti al momento della raccolta. Lettere diverse corrispondo a differenze significative (p<0,05). Fonte: Speciale Ciliegio, Frutticoltura n.5, giugno 2020.Mentre l'assimilazione dei carboidrati da parte dell'albero non è risultata influenzata in modo significativo dalla vigoria, la maggiore capacità dei frutti di attrarre acqua e nutrienti sui portinnesti nanizzanti sembra essere dovuta ad un'alterazione dei gradienti di potenziale idrico tronco-frutto e tronco-germoglio che favorisce la traslocazione delle risorse verso il frutto, anche se l'elevata piovosità durante il periodo di prova ha impedito di apprezzare appieno queste differenze.

Infine, questo comportamento sembra non essere influenzato dalla cultivar e dall'habitus produttivo, confermando una tendenza generale di maggiore efficienza produttiva tra i portinnesti nanizzanti.

Melissa Venturi
Università di Bologna (IT)


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