La produzione di ciliegie in Sudafrica continua ad aumentare grazie alla crescita del mercato interno

19 ott 2026
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La domanda locale acquista un peso crescente nella filiera delle ciliegie sudafricane. Negli ultimi cinque anni, una quota sempre maggiore del raccolto è rimasta entro i confini nazionali: una tendenza rafforzata, nella campagna 2024/25, dalla flessione dei prezzi all’esportazione.

Secondo il rapporto di Hortgro, la produzione è aumentata del 17% rispetto alla stagione precedente. Il comparto conferma così un percorso di espansione che nel 2020 aveva registrato una crescita del 78%, pur attraversando campagne meno favorevoli.

Tra queste figura il 2022/23, quando i volumi erano diminuiti di quasi il 30% su base annua dopo un raccolto particolarmente abbondante. L’aumento più recente consolida quindi il recupero della cerasicoltura sudafricana.

La domanda interna cambia gli equilibri della filiera

La trasformazione più significativa riguarda la destinazione dei frutti. Stando alle quote riportate nel testo di partenza, oltre il 60% delle ciliegie viene assorbito dal mercato nazionale, mentre il 35% prende la strada dell’export.

Il cambiamento si è delineato soprattutto nelle ultime tre stagioni: la produzione è cresciuta, ma le quantità esportate sono rimaste sostanzialmente stabili. Nel 2024/25, le spedizioni internazionali hanno raggiunto 1.254 tonnellate, contro 2.064 tonnellate destinate al mercato interno.

Per i produttori, la domanda sudafricana rappresenta dunque uno sbocco sempre più rilevante, capace di accompagnare l’espansione dei raccolti.

Prezzi export in calo del 27%

A rafforzare questo orientamento contribuisce la contrazione dei prezzi all’esportazione.

Nella campagna 2024/25, il valore per tonnellata è sceso del 27%, passando da quasi 9.000 dollari (circa 7.998 euro), equivalenti a 150.000 rand (circa 8.111 euro), nel 2023/24, a 6.600 dollari (circa 5.865 euro), pari a 110.000 rand (circa 5.948 euro).

Il ridimensionamento viene ricondotto a una normalizzazione delle quotazioni dopo il mercato particolarmente favorevole del 2023.

La tenuta della domanda interna ha tuttavia sostenuto il valore complessivo del comparto, rimasto negli ultimi tre anni intorno a 18,6 milioni di dollari (circa 16,53 milioni di euro), ossia 310 milioni di rand (circa 16,76 milioni di euro).

Il mercato nazionale si conferma così un’opportunità remunerativa per i cerasicoltori locali.

Royal Hazel, Royal Tioga e Lapins guidano le superfici

Sul fronte varietale, le maggiori quote della superficie coltivata spettano a Royal Hazel, Royal Tioga e Lapins, rispettivamente con il 13%, l’11% e il 9%.

Royal Hazel mantiene il primato, ma nel 2024/25 registra una riduzione del 10% su base annua, con una superficie di poco superiore a 280 acri (circa 113,31 ettari).

Restano invece stabili Royal Tioga e Lapins, che occupano rispettivamente 215 e 185 acri (circa 87,01 e 74,87 ettari).

A distinguersi nella prospettiva di medio periodo è Royal Tioga: dal 2020 la sua superficie è aumentata del 357%, un’espansione che potrebbe avvicinarla alla varietà oggi più diffusa.

Il Regno Unito resta il principale sbocco estero

Pur con una quota dell’export in diminuzione rispetto al raccolto complessivo, i volumi diretti oltreconfine mantengono una sostanziale stabilità.

Il Regno Unito assorbe il 60% delle esportazioni sudafricane di ciliegie fresche, confermandosi il principale mercato di destinazione.

Seguono l’Europa, indicata separatamente nel testo con il 18%, il Medio Oriente con il 12% e l’Asia con il 9%. Stati Uniti e Canada rappresentano meno dell’1%.

Per la filiera sudafricana, la prospettiva è quella di un equilibrio in evoluzione: il mercato interno sostiene il valore della produzione, mentre gli sbocchi internazionali continuano ad assorbire volumi stabili.

L’andamento dei prezzi e l’ulteriore crescita dei raccolti contribuiranno a orientare le prossime scelte commerciali.

Fonte: freshfruitportal.com

Fonte immagine: Stefano Lugli


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