Gestione D.suzukii in Emilia-Romagna su ciliegio: monitoraggio e strategie di Produzione Integrata

20 dic 2024
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A distanza di una decina di anni dal primo ritrovamento ufficiale del moscerino asiatico Drosophila suzukii in Emilia-Romagna (2013), è possibile fare un bilancio attendibile relativo alla gestione di questo temibile parassita del ciliegio con particolare riferimento all’area tipica di coltivazione IGP del ciliegio di Vignola in Provincia di Modena.  

In questa zona, il Consorzio Fitosanitario di Modena è particolarmente impegnato in diverse attività di supporto specialistico e ricerca a favore dei produttori di ciliegio. Fra le diverse attività realizzate, quella relativa al monitoraggio annuale del parassita è ritenuta fra le più importanti per orientare i consulenti tecnici e produttori nelle più corrette strategie di difesa.

Il monitoraggio si basa in primo luogo sull’impiego di trappole attivate con attrattivi alimentari in grado di catturare gli adulti. Quelle attualmente utilizzate sono le Decis trap® perché più pratiche nell’impiego (maggiore selettività, raccolta insetti più agevole) rispetto ad altre sperimentate nel passato.

L’attività di monitoraggio viene completata dall’analisi settimanale allo stereomicroscopio di campioni di frutti prossimi alla maturazione per verificare le ovideposizioni che si possono trovare fin dalla fase di inizio invaiatura sulle cultivar più precoci (fine aprile).

I dati raccolti da circa 10 siti di monitoraggio, integrati dai dati previsionali del modello fenologico "SUZ-S", vengono utilizzati per creare i Bollettini settimanali per la difesa contro D. suzukii, pubblicati nella sezione News del sito www.fitosanitario.mo.it nel periodo aprile-luglio.

Immagine 2: Andamento delle catture nel comprensorio di Vignola, provincia di Modena.

Tenendo conto che nel vignolese la campagna cerasicola si sviluppa in 2 mesi circa, e che gran parte dei ceraseti è composto da cultivar a diversa maturazione, è buona norma iniziare gli interventi tempestivamente ad inizio invaiatura delle varietà più precoci per poi proseguire le applicazioni, a partire dalla fase sensibile, anche per le altre cultivar più tardive.

I Bollettini sono pertanto utili nel “guidare” gli interventi sulla base dei dati provenienti dalle catture e dalla presenza ed intensità delle ovideposizioni.

I Disciplinari di Produzione Integrata dell’Emilia-Romagna consentono l’impiego di alcuni insetticidi (Spinosine, Cyazypyr, Acetamiprid, Piretriodi) che, se impiegati correttamente, nel rispetto dei tempi di carenza e dei residui ammessi, presentano un buon livello di efficacia nei confronti del pericoloso parassita esotico.   

In generale nell’area coltivazione in esame, ove sono presenti aziende altamente specializzate, il controllo di D. suzukii si può ritenere accettabile e perdite parziali si possono verificare limitatamente alle varietà più tardive. La presenza in campo di elevate percentuali di cracking dei frutti non raccolti a seguito di precipitazioni intense, così come il rallentamento delle raccolte per problemi di scarsa recettività dei mercati sono fattori che possono favorire le infestazioni.

Per questi motivi gli impianti con protezioni antipioggia presentano generalmente livelli di attacco inferiori ai ceraseti “scoperti” anche per la maggior protezione al dilavamento degli insetticidi impiegati.  La situazione può risultare più problematica in aziende isolate, meno specializzate situate in aree collinari, o in aziende biologiche ove i mezzi tecnici a disposizione sono più limitati.

Sebbene l’attuale gestione integrata di D. suzukii non rappresenti un fattore limitante la coltivazione per il ciliegio, risulta indispensabile proseguire nella ricerca di metodi di controllo più sostenibili. Le principali linee di indagine che il Consorzio Fitosanitario di Modena sta conducendo, riguardano le barriere meccaniche (protezioni multifunzionali), i prodotti alternativi (sistemi Attract&Kill) e la partecipazione al programma nazionale di lotta biologica attraverso l’introduzione del parassitoide esotico Ganaspis brasiliensis recentemente rinominato G. kimorum.

Stefano Caruso, Giacomo Vaccari
Consorzio Fitosanitario di Modena


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