Le precipitazioni registrate nel Cile centro-meridionale stanno creando condizioni favorevoli alla diffusione di patogeni fungini e batterici, con potenziali conseguenze per diverse colture frutticole. Tra le specie più esposte figurano ciliegio, mirtillo, pomacee e vite, soprattutto nelle fasi di sviluppo di fiori e giovani germogli.
A richiamare l'attenzione sui rischi fitosanitari è Daina Grinbergs, ricercatrice e responsabile del Laboratorio di Fitopatologia dell'Instituto de Investigaciones Agropecuarias (INIA) Quilamapu, che sottolinea l'importanza di intervenire preventivamente per limitare le infezioni e tutelare la qualità dei raccolti.
La combinazione di elevata umidità e temperature moderate può infatti favorire la moltiplicazione e la dispersione di numerosi microrganismi patogeni, aumentando la vulnerabilità dei frutteti proprio durante alcune delle fasi più delicate del ciclo produttivo.

Ciliegie e mirtilli: le infezioni possono manifestarsi dopo la raccolta
Uno degli aspetti più critici riguarda la capacità di alcuni funghi di infettare i tessuti vegetali senza provocare immediatamente sintomi evidenti.
È il caso di patogeni come Botrytis e Alternaria, che possono colonizzare i fiori e determinare successivamente fenomeni di marciume sui frutti, con danni che emergono soltanto durante la maturazione, la raccolta o la conservazione.
Per il settore cerasicolo, questa dinamica rappresenta una criticità particolarmente rilevante, perché la comparsa tardiva delle alterazioni può compromettere la qualità commerciale delle ciliegie e limitarne la destinazione ai mercati internazionali.
Secondo Grinbergs, la manifestazione dei marciumi durante la raccolta o lo stoccaggio rende più complesso stabilire se una partita di frutta possa affrontare un lungo trasporto verso i mercati esteri oppure debba essere indirizzata al consumo interno.
Il problema, quindi, non si esaurisce nella perdita di produzione in campo, ma può estendersi alle successive fasi della filiera, influenzando le possibilità di esportazione e la gestione commerciale del raccolto.
Per questo motivo, il monitoraggio delle condizioni ambientali e dello stato sanitario delle piante assume un ruolo centrale fin dalle prime fasi di sviluppo dei frutti.
Malattie del legno: l'umidità favorisce la diffusione dei patogeni
Le conseguenze delle precipitazioni non riguardano esclusivamente fiori e frutti. L'eccesso di umidità può contribuire anche alla diffusione di microrganismi responsabili di malattie del legno, che interessano diverse specie arboree.
Tra gli agenti segnalati dall'INIA figurano batteri appartenenti ai generi Pseudomonas e Xanthomonas, oltre a funghi come Cytospora, Chondrostereum, Calosphaeria e Neofusicoccum.
In presenza di condizioni climatiche favorevoli, questi organismi possono aumentare la propria attività e trovare maggiori opportunità di diffusione all'interno dei frutteti.
Una delle principali strategie di contenimento consiste nella riduzione delle fonti di inoculo, attraverso l'individuazione e la rimozione dei residui legnosi infetti.
La permanenza in campo di materiale vegetale contaminato può infatti contribuire alla conservazione dei patogeni e facilitarne la successiva dispersione.
Un'attenzione particolare deve essere riservata anche alle ferite presenti sulle piante, che possono rappresentare possibili vie d'ingresso per gli agenti responsabili delle infezioni.
Prevenzione nei ceraseti: coperture, trattamenti e gestione della potatura
In un contesto caratterizzato da precipitazioni frequenti, la gestione fitosanitaria richiede un approccio preventivo, capace di combinare interventi agronomici e strategie di protezione delle colture.
Nei ceraseti dotati di sistemi di copertura, ad esempio, le strutture possono contribuire a ridurre l'esposizione diretta della vegetazione alla pioggia e, di conseguenza, alcune delle condizioni che favoriscono lo sviluppo dei patogeni.
Grinbergs richiama inoltre l'utilità di trattamenti fungicidi preventivi, sia di origine chimica sia biologica, accompagnati da un'adeguata rotazione delle sostanze attive nell'ambito delle strategie di gestione delle malattie.
Per quanto riguarda le patologie del legno, alla rimozione del materiale infetto deve affiancarsi una gestione attenta delle operazioni colturali.
In particolare, è opportuno limitare le ferite non necessarie e prestare attenzione ai tagli di potatura, che possono costituire punti di accesso per diversi microrganismi patogeni.
L'obiettivo è ridurre contemporaneamente la presenza di inoculo e le possibilità di infezione, soprattutto nei periodi in cui le condizioni meteorologiche aumentano la pressione fitosanitaria.
Qualità delle ciliegie ed export: la prevenzione comincia in campo
Le indicazioni dell'INIA Quilamapu evidenziano quanto la gestione delle malattie fungine e batteriche sia strettamente collegata alla qualità commerciale della frutta.
Per una coltura come il ciliegio, la cui produzione può essere destinata anche a mercati lontani, la sanità dei frutti al momento della raccolta non rappresenta l'unico elemento da considerare: eventuali infezioni sviluppatesi in campo possono manifestarsi nelle fasi successive, influenzando la conservabilità del prodotto.
In questo scenario, il controllo delle fonti di inoculo, la protezione dei tessuti più sensibili e il monitoraggio costante dei frutteti diventano strumenti fondamentali per contenere i rischi.
La sfida per i produttori sarà quindi anticipare le condizioni favorevoli alle infezioni, intervenendo prima della comparsa dei sintomi e salvaguardando la qualità della frutta lungo l'intera filiera commerciale.
Fonte: reporteagricola.cl
Fonte immagine: Stefano Lugli
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