L'olio di vinaccioli mira a ridurre il marciume grigio nelle ciliegie

29 set 2026
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Un progetto dell’Universidad Autónoma de Chile, sostenuto dalla Fundación para la Innovación Agraria (FIA), sta sviluppando un bioinput ottenuto da semi d’uva ozonizzati per ridurre il marciume grigio delle ciliegie durante la post-raccolta.

Il marciume grigio, causato dal fungo Botrytis cinerea, è uno dei problemi che può compromettere la qualità delle ciliegie dopo la raccolta, soprattutto durante lo stoccaggio, il trasporto e la commercializzazione.

Di fronte a questa problematica, un gruppo di ricerca dell’Universidad Autónoma de Chile sta lavorando a un’alternativa ottenuta da un sottoprodotto dell’industria vitivinicola.

L’iniziativa, denominata “Tecnologia verde per la frutticoltura del futuro: oli ozonizzati di semi d’uva contro il marciume grigio delle ciliegie”, è sostenuta dalla Fundación para la Innovación Agraria (FIA) e prevede l’utilizzo di olio di semi d’uva ozonizzato per limitare la crescita del fungo e ridurre le perdite di frutta durante la post-raccolta.

Semi d’uva come alternativa per la gestione del marciume

Il progetto punta a valorizzare i semi d’uva, sottoprodotto dell’attività vitivinicola, per ottenere un olio successivamente sottoposto a un processo controllato di ozonizzazione. La ricerca ne valuterà la capacità di contrastare Botrytis cinerea, microrganismo responsabile del marciume grigio.

La proposta mette in relazione due attività particolarmente rilevanti per la Regione del Maule: la vitivinicoltura e la produzione di ciliegie.

L’utilizzo di un materiale proveniente dall’industria vinicola potrebbe consentire di sviluppare un’alternativa destinata a proteggere un frutto di elevato valore commerciale, secondo un approccio legato all’economia circolare.

“Stiamo studiando come trasformare un sottoprodotto dell’industria vitivinicola in uno strumento utile per la frutticoltura. Vogliamo offrire un’alternativa che contribuisca a proteggere la qualità delle ciliegie, ridurre le perdite e favorire processi produttivi più puliti e sostenibili”, ha dichiarato la Dott.ssa Yaneris Mirabal Gallardo, ricercatrice dell’Universidad Autónoma de Chile e responsabile del progetto.

Le prove misureranno gli effetti sulla qualità delle ciliegie

La ricerca prevede test di laboratorio e, successivamente, prove su ciliegie conservate in condizioni controllate. Oltre a determinarne la capacità di ridurre il marciume, il gruppo di ricerca analizzerà se l’applicazione dell’olio possa avere effetti sulle caratteristiche commerciali del frutto.

Tra i parametri che saranno valutati figurano consistenza, colore, peso, sapore e aspetto delle ciliegie. Questi fattori saranno fondamentali per stabilire se l’alternativa possa passare dalla fase sperimentale a una possibile applicazione nei processi di post-raccolta.

Angela Blanco, responsabile dell’innovazione di FIA, ha dichiarato: “L’esportazione delle ciliegie richiede applicazioni di fungicidi prima del confezionamento.

Ridurre questi trattamenti e prevenire i marciumi in modo più pulito rappresenta un’importante opportunità, oltre a consentire una minore esposizione dei lavoratori ai prodotti chimici”.

La ricerca punta a un’applicazione su scala più ampia

Oltre a determinare l’efficacia del bioinput, il gruppo di ricerca studierà le condizioni necessarie per un eventuale utilizzo su scala più ampia, considerando aspetti tecnici, economici e applicativi nei centri di confezionamento.

La ricerca prende inoltre in considerazione la possibilità che una soluzione di questo tipo possa essere successivamente valutata anche su altri frutti sensibili alle malattie fungine, tra cui mirtilli, fragole e uva da tavola.

Lo sviluppo di questo olio ozonizzato crea quindi un collegamento tra due filiere produttive presenti nel Maule: la valorizzazione dei sottoprodotti della vitivinicoltura e la protezione della frutta durante la post-raccolta.

I risultati delle prove consentiranno di stabilire fino a che punto questa alternativa possa diventare uno strumento utile per ridurre le perdite e introdurre nuove strategie di gestione nella frutticoltura.

Fonte immagine: Reporte Agricola

Valentina Lagos
Reporte Agricola


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