Le temperature sottozero e i danni causati dalle gelate potrebbero ridurre le esportazioni di quasi un quarto, secondo un rapporto dell'USDA.
Le esportazioni statunitensi di ciliegie fresche dovrebbero diminuire di quasi un quarto, attestandosi a 62.000 tonnellate nella stagione 2026/27, a seguito di un calo del 20% della produzione causato dalle gelate che hanno colpito diverse aree del Paese nei primi mesi dell'anno.
Secondo quanto riportato dall'USDA, le condizioni climatiche avverse hanno interessato sia le coltivazioni di amarene che quelle di ciliegie dolci, portando a una previsione di produzione complessiva pari a 317.200 tonnellate.
Nel frattempo, le temperature primaverili elevate negli Stati Uniti occidentali hanno determinato un anticipo della raccolta delle ciliegie dolci in California e nello Stato di Washington rispetto al normale calendario stagionale.

Produzione di ciliegie dolci
Per le ciliegie dolci si prevede una diminuzione di circa 60.000 tonnellate, con una produzione che dovrebbe attestarsi a 277.000 tonnellate. I danni provocati dalle gelate nel Pacifico nord-occidentale degli Stati Uniti, infatti, sarebbero più che sufficienti a compensare la ripresa produttiva registrata in California.
I principali mercati esteri di destinazione delle ciliegie fresche statunitensi, in termini di volumi, sono Canada, Corea del Sud, Taiwan, Cina e Messico.
In questi mercati internazionali, gli Stati Uniti si trovano generalmente a competere soltanto con Canada e Cina.
Prospettive per il mercato delle esportazioni
Secondo il rapporto, ciò significa che, nonostante la prevista contrazione delle esportazioni, è improbabile che gli Stati Uniti perdano quote di mercato in questi Paesi. Questo scenario potrebbe facilitare una ripresa delle esportazioni statunitensi di ciliegie fresche nelle prossime stagioni, grazie a raccolti più abbondanti, come già avvenuto dopo la ridotta produzione della stagione 2022/23.
Un avvio di stagione anticipato
Nella prima parte della stagione, secondo il rapporto, le esportazioni nei mesi di aprile e maggio hanno registrato un aumento del 44% su base annua, grazie alla maggiore produzione della California e all'anticipo della campagna determinato da temperature primaverili insolitamente elevate.
Tuttavia, la campagna cerasicola californiana si è conclusa anticipatamente, anche a causa delle precipitazioni verificatesi durante la raccolta.
Nei mesi di giugno e luglio, invece, le esportazioni, provenienti principalmente dal Pacifico nord-occidentale degli Stati Uniti, hanno registrato una flessione del 32%.
Le esportazioni di amarene rappresentano ogni anno meno del 2% del totale. Per la stagione in corso, la produzione è prevista in diminuzione di quasi 24.000 tonnellate, attestandosi intorno alle 40.000 tonnellate. La maggior parte del raccolto sarà destinata alla trasformazione industriale.
Fonte immagine: Stefano Lugli
Mike Knowles
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