Agrivoltaico in Cile: ciliegi e pannelli solari uniti contro la scarsità d’acqua

05 ago 2025
1999

A Teno, nella Regione del Maule, è attivo un progetto pilota che punta a integrare colture frutticole e produzione fotovoltaica, ottimizzando le risorse idriche e migliorando la qualità per l’export. L’iniziativa è guidata dal Centro de Energía dell’Università del Cile e da SERC.

Nel comune di Teno, Regione del Maule, è stato implementato un sistema agrivoltaico su un frutteto di ciliegi che consente di produrre contemporaneamente frutta da esportazione ed energia solare. Il progetto, promosso dall’AgrivoltaicLab del Centro de Energía dell’Università del Cile e sostenuto da SERC Chile, mira a trasformare il modello agricolo di fronte agli effetti del cambiamento climatico, in particolare alla scarsità d’acqua.

L’iniziativa è sviluppata in collaborazione con l’azienda NobleFruit S.A., la società di ingegneria Cenit, il consorzio idrico tecnologico COTH2O e beneficia del finanziamento di CORFO. L’installazione prevede una struttura elevata di pannelli solari con sistema di inseguimento solare, che si adatta al movimento del sole e permette il passaggio delle macchine agricole sotto la sua ombra.

Progetto innovativo in Cile

«Questo è uno dei primi progetti nel Paese che combina produzione di energia e frutticoltura nello stesso spazio. Stiamo valutando sul campo gli effetti dell’ombreggiamento su parametri chiave come calibro e colore della frutta, consumo idrico e risposta del coltivo a eventi estremi» ha dichiarato Rodrigo Palma, direttore di SERC Chile.

Ombra che protegge e produce

I pannelli solari riducono la radiazione diretta, diminuendo l’evaporazione e, di conseguenza, il fabbisogno irriguo. Parte dell’energia prodotta viene utilizzata per azionare una pompa centrifuga da 22 kW (circa 29,5 CV) che alimenta l’impianto di irrigazione del frutteto, mentre l’eccedenza viene immessa nella rete elettrica attraverso il modello di NetBilling, generando un’entrata aggiuntiva per il produttore.

Dal punto di vista tecnico, il sistema rileva variabili come umidità e temperatura del suolo, fotosintesi, vento e radiazione solare. I dati vengono confrontati con un’area di controllo priva di copertura fotovoltaica, consentendo di produrre evidenze scientifiche per future applicazioni.

Secondo Marcia Montedonico, ricercatrice del Centro de Energía, questa tecnologia è «altamente replicabile in aree agricole soggette a stress idrico o esposte a ondate di calore, poiché permette di mantenere condizioni microclimatiche più stabili e favorevoli alla coltivazione».

Tendenza internazionale

L’agrivoltaico non è una prerogativa cilena. Esperienze simili in Francia, Giappone e California hanno dimostrato che questo approccio consente di mantenere la produttività agricola diversificando al contempo la matrice energetica. In alcuni casi, come nei vigneti del sud della Francia, si è osservato un incremento nel contenuto di polifenoli e una maggiore resilienza alle siccità prolungate.

In questo contesto, il Cile si inserisce in una tendenza globale che punta a integrare soluzioni sostenibili in agricoltura, particolarmente rilevante in un’industria frutticola che affronta crescenti requisiti ambientali imposti dai mercati internazionali.

Fonte testo e immagine: www.diariofruticola.cl


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