Azienda Giovanni Quercia, come la serie Sweet funziona a Bisceglie

11 ago 2023
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L'azienda Giovanni Quercia è un'azienda a conduzione familiare sita a Bisceglie (Puglia). L'attività gestisce un totale di 120 ettari, di cui 105 ettari adibiti ad oliveto e i restanti 15 interamente dedicati alla produzione di ciliegie. Per Cherry Times ha parlato il titolare dell'azienda Giovanni Quercia.

Come nasce la storia della vostra azienda?

Il terreno è sempre stato di famiglia. Nel 1973 alcuni parenti lo misero in vendita e lo acquistai per iniziare l'attività. All'epoca avevamo solo 2 ettari e abbiamo lavorato duramente tutto questi anni per raggiungere i 120 ettari che abbiamo ora. Ad oggi l'azienda viene gestita a livello familiare, assieme a mia moglie e due dei miei figli.

Giovanni Quercia.

Possedete 15 ettari di ceraseto. Che scelte avete adottato a livello varietale?

Per quanto riguarda le varietà abbiamo deciso di puntare su varietà precoci e medio-precoci. Alcune delle varietà, in minor parte, sono tra le più comuni in zona, come Grace Star o Giorgia. Se parliamo di Grace Star possiamo dire che nell'ultimo periodo sta avendo un successo notevole, anche se si tratta di una delle varietà più tenere.

Parlando di Giorgia, invece, dobbiamo dire che purtroppo non sta vivendo un periodo facile ultimamente, in queste zone molti agricoltori la stanno piano piano sostituendo con varietà più resistenti al caldo. Con il clima che abbiamo qui la pianta purtroppo subisce troppi danni. 

L'altra parte di ceraseto, la maggior parte parte in realtà, è invece coperta dalle varietà della serie Sweet, come Sweet Aryana, Sweet Lorenz e Sweet Gabriel. Parliamo di ottime varietà che danno veramente un riscontro ottimo a livello di prodotto.

Sulle varietà precoci abbiamo puntato molto su Sweet Aryana, purtroppo però è stata quella che ha avuto più problemi di cracking. Questo per via dell'umidità che, anche non eccessiva, ha dato problemi di spaccature. Fortunatamente le altre varietà non hanno dato problemi di questo tipo.

Un'altra varietà di Stefano Lugli che ci ha davvero stupito è stata Sweet Marisa. Dobbiamo dire che è un po' tenerina, ma parliamo davvero di una bellissima ciliegia e di un prodotto ottimo. Come varietà ha un alto tasso di allegagione, e potando in maniera corretta, neanche troppo, porta davvero a belle pezzature.

Oltre a queste varietà ne abbiamo altre distribuite su un ettaro che si trova nella zona delle Murge. Qui abbiamo altre varietà come Lapis, Ferrovia e Staccato. L'anno scorso purtroppo non siamo stati in gradi di raccogliere molto in quella zona; quest'anno invece abbiamo avuto ottimi risultati e siamo stati in grado di raccogliere tutto il prodotto.

Anche se devo dire che in quella zona il periodo di maturazione, condizionato dal clima più freddo, non è proprio congeniale. Infatti le piante maturano circa 7 giorni dopo e si sovrappongono al periodo di maturazione di altre regioni e si patisce un po' di concorrenza. Ad esempio, la Sweet Marisa matura intorno al 20 di maggio, la Ferrovia invece inizia dal 27 maggio.

Diciamo che se tendenzialmente iniziamo a raccogliere a Bisceglie intorno al 27/28 aprile, nella zona delle Murge partiamo dai primi giorni di giugno.

Per quanto riguarda l'impianto, utilizzate coperture? O avete adottato altre soluzioni?

Per quanto ci riguarda non utilizziamo coperture di nessun genere, nè antipioggia nè antigrandine. Non utilizziamo nemmeno quelle anti insetto. Il problema delle coperture odierne è che, se da un lato portano grandi benefici e protezione alla coltivazione, dall'altro costituiscono un vero e proprio investimento, e non da poco.

Ad oggi quali criticità state constatando?

Devo dire che tendenzialmente non abbiamo chissà quali problematiche. Se devo indicarne alcune, però, mi verrebbe da dire sicuramente l'armillaria, che come sappiamo bene è un fungo devastante per le piante. Ultimamente abbiamo notato un aumento del fenomeno e stiamo cercando di lavorare per limitarlo. Al contrario, fortunatamente, non abbiamo avuto chissà quali problemi con la Drosophila che, come sappiamo, ha dato davvero filo da torcere al Nord Italia.

Un altro classico problema, risolvibile ma non sempre, è quello della manodopera. Per le nostre superfici servono almeno 15 persone per la stagione. Possiamo contare sulla famiglia, ma necessariamente servono più persone. Purtroppo non possiamo nemmeno fare riferimento a cooperative o ad agenzie, in questa zona non sono presenti e quindi siamo costretti ad usare altre modalità.


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