Come quantificare in modo accurato il numero di fiori a disposizione degli impollinatori - in particolare le api selvatiche - su alberi da frutto come il ciliegio?
Questa è una questione ecologia attuale e concreta: informazioni di questo tipo sono fondamentali per comprendere meglio le relazioni tra struttura della vegetazione, disponibilità di risorse e dinamiche delle popolazioni di insetti impollinatori, che oggi sono sotto pressione per il cambiamento ambientale e l’uso del suolo.
Il punto di partenza degli autori della ricerca condotta è la consapevolezza che i metodi tradizionali di conteggio dei fiori — basati su osservazioni manuali a terra o su fotografie bidimensionali — sono spesso imprecisi, laboriosi e non utilizzabili su larga scala.
Per superare questi limiti, i ricercatori propongono un approccio innovativo: l’uso di nuove tecnologie di scansione tridimensionale (3D) mediante laser (LiDAR) e nuvole di punti (point clouds) per catturare con dettaglio la forma e la struttura degli alberi.

Scansione tridimensionale
Con questa tecnica, ogni albero viene digitalizzato nella sua interezza e le informazioni spaziali 3D vengono combinate con altri dati per stimare il numero di fiori presenti su ciascuna pianta.
Nel dettaglio, il team ha raccolto una serie di dati di campo, includendo conteggi manuali, fotografie e registrazioni laser di una popolazione di alberi di ciliegio selvatici.
I dati 3D non sono semplici immagini: sono delle nuvole di punti altamente dettagliate, in cui ogni punto rappresenta una porzione superficiale della pianta catturata dal sistema LiDAR.
Gli algoritmi sviluppati dagli autori analizzano queste nuvole per stimare con precisione la geometria dei rami, la disposizione dei fiori e la loro densità spaziale.
Algoritmi e modello
In pratica, il modello “impara” a riconoscere la forma e la distribuzione tipiche dei fiori di ciliegio all’interno del volume scansito, permettendo di estrapolare una stima del numero totale di fiori e del potenziale materiale a disposizione per gli impollinatori.
Un aspetto cruciale trattato nell’articolo riguarda la validazione di questo metodo: gli autori confrontano i risultati del modello 3D con i dati rilevati manualmente in campo, mostrando che le stime derivate dalle nuvole di punti sono altamente correlate con i conteggi reali.
Questo indica che la modellizzazione 3D non è solo teoricamente interessante, ma anche praticamente efficace e potenzialmente utilizzabile su larga scala, ad esempio per valutare la qualità dei fiori presenti in frutteti, sistemi agroecologici o paesaggi naturali dove la biodiversità degli impollinatori è un indicatore ecologico chiave.
Dal punto di vista ecologico, il lavoro ha implicazioni significative.
Implicazioni ecologiche
La quantità e la distribuzione dei fiori influenzano direttamente la forza e la salute delle popolazioni di api e altri impollinatori: una maggiore disponibilità di fiori può sostenere migliori tassi di sopravvivenza e di riproduzione, mentre zone con pochi fiori possono diventare colli di bottiglia per la biodiversità degli insetti.
Infine, gli autori suggeriscono che approcci simili potrebbero essere adattati ad altri alberi da frutto e piante da fiore, aprendo la strada a una nuova generazione di strumenti quantitativi per monitorare le risorse ecologiche e supportare strategie di conservazione degli impollinatori in un momento in cui la loro protezione è sempre più critica.
Fonte: Schindler, Z., F. Fornoff and C. Morhart 2025. Lasers, Flowers, Bees: Modeling the Number of Flowers and Bee Forage on Cherry Trees Using 3D Point Clouds. Bull Ecol Soc Am 106(4):e70033. https://doi.org/10.1002/bes2.70033
Fonte immagine: Stefano Lugli
Melissa Venturi
Università di Bologna
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