Il 2026 si apre con un segnale di rallentamento per le esportazioni cilene di ciliegie. A gennaio il valore complessivo ha raggiunto 1,227 miliardi di dollari (circa 1,129 miliardi di euro), secondo i dati diffusi da Fresh Fruit, un risultato nettamente inferiore rispetto ai due anni precedenti.
Nel gennaio 2025 il comparto aveva toccato quota 1,537 miliardi di dollari (circa 1,414 miliardi di euro), mentre nel gennaio 2024 si era spinto fino a 1,887 miliardi di dollari (circa 1,736 miliardi di euro). Una flessione significativa, soprattutto considerando il peso strategico di questo mese: gennaio rappresenta infatti uno snodo cruciale della stagione, concentrando una parte rilevante del fatturato annuale.

Campagna 2025/26: confronto con le stagioni precedenti
Analizzando l’andamento cumulato della campagna 2025/26, da novembre a gennaio, il valore delle esportazioni si attesta a 2,486 miliardi di dollari (circa 2,287 miliardi di euro).
Anche in questo caso il confronto evidenzia una dinamica meno brillante rispetto al recente passato:
- Campagna 2024/25 (novembre-gennaio): 2,620 miliardi di dollari (circa 2,410 miliardi di euro)
- Campagna 2023/24 (novembre-gennaio): 2,516 miliardi di dollari (circa 2,314 miliardi di euro)
Il dato attuale si colloca dunque sotto la stagione precedente e leggermente al di sotto anche rispetto al 2023/24, confermando una fase di raffreddamento dopo i picchi degli ultimi anni.
Cina leader incontrastata: assorbe l’88% dell’export di gennaio
Nonostante il calo complessivo, la geografia delle esportazioni resta sostanzialmente invariata. La Cina si conferma di gran lunga il primo mercato di destinazione per le ciliegie cilene.
Nel solo gennaio 2026, verso il mercato cinese sono confluiti 1,075 miliardi di dollari (circa 0,989 miliardi di euro), pari all’88% del totale esportato nel mese. Una quota che ribadisce la fortissima dipendenza del settore dal gigante asiatico, soprattutto nel periodo chiave legato al Capodanno lunare.
Alle spalle della Cina si collocano:
- Stati Uniti: 47 milioni di dollari (circa 43,24 milioni di euro) a gennaio 2026
- Taiwan: 27 milioni di dollari (circa 24,84 milioni di euro)
Compaiono inoltre alcuni Paesi europei, tra cui Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito, ma con incidenze decisamente più contenute rispetto ai mercati asiatici e nordamericani.
Le regioni cilene protagoniste dell’export
Sul piano territoriale interno, la Región del Libertador General Bernardo O’Higgins mantiene la leadership come principale area di origine delle esportazioni, pur registrando un calo dei valori. Questa regione rappresenta il 53% del valore totale esportato.
Seguono:
- Región del Maule: 31%
- Región de Valparaíso: 9%
La concentrazione produttiva in queste aree conferma la centralità della zona centro-meridionale del Cile nella filiera cerasicola nazionale.
Quali prospettive per il resto della stagione?
Il rallentamento registrato a gennaio 2026 solleva interrogativi sull’evoluzione della campagna 2025/26, soprattutto in un contesto fortemente dipendente dalla domanda cinese.
Con gennaio che incide in modo determinante sul risultato complessivo, la performance dei mesi successivi sarà decisiva per riequilibrare il bilancio stagionale.
Per il settore cileno delle ciliegie, sempre più orientato all’export premium e ai grandi mercati asiatici, la sfida resta quella di consolidare i volumi e diversificare le destinazioni, riducendo la vulnerabilità legata alla concentrazione geografica delle vendite.
Fonte: fruchthandel.de
Fonte immagine: Stefano Lugli
Cherry Times - Tutti i diritti riservati