Pitting nel ciliegio: variabilità genetica e indicatori fisiologici della resistenza nel post-raccolta

05 giu 2026
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La suscettibilità al pitting superficiale è una criticità nel post-raccolta del ciliegio dolce, con conseguenze rilevanti sulla conservabilità e sul valore commerciale dei frutti destinati ai mercati nazionali ed esteri. Questo disordine fisiologico, caratterizzato dalla comparsa di depressioni superficiali in seguito a sollecitazioni meccaniche durante raccolta, movimentazione e trasporto, può compromettere fino all’80% della produzione commercializzata.

Un recente studio condotto presso il centro di ricerca di Holovousy, nella Repubblica Ceca, ha analizzato le relazioni tra genotipo, composizione biochimica del frutto, stadio di maturazione e resistenza al pitting superficiale in 35 accessioni di ciliegio dolce, offrendo indicazioni utili per il miglioramento genetico e la gestione post-raccolta.

Lo studio, sviluppato su due annate consecutive, ha evidenziato una marcata variabilità genetica nella risposta al danno meccanico. L’indice di danno (Damage Index, DI), utilizzato come parametro quantitativo di suscettibilità al pitting, ha mostrato valori compresi tra 1,18 e 2,87. L’accessione ‘10072’ si è distinta come la più resistente, mantenendo una stabilità elevata tra anni e stadi di maturazione, mentre ‘16806’ è risultata la più suscettibile. I risultati confermano quindi che la componente genetica rappresenta il principale fattore determinante della resistenza al pitting, con alcune accessioni capaci di mantenere prestazioni costanti anche in condizioni ambientali differenti.

Tra i parametri fisiologici analizzati, il contenuto in sostanza secca totale è emerso come il miglior indicatore di resistenza meccanica. È stata evidenziata una correlazione negativa tra contenuto in sostanza secca e indice di danno: all’aumentare della sostanza secca diminuiva la suscettibilità al pitting. Questo dato suggerisce che frutti caratterizzati da maggiore densità dei tessuti e migliore integrità strutturale siano meno predisposti alla formazione di depressioni superficiali durante la conservazione. La sostanza secca è quindi un parametro di elevato interesse operativo, nonché facilmente determinabile.

Acido ascorbico

Anche l’acido ascorbico ha mostrato una relazione favorevole con la resistenza al pitting. Le accessioni più resistenti presentavano infatti concentrazioni più elevate di vitamina C rispetto ai genotipi suscettibili. L’acido ascorbico potrebbe contribuire indirettamente alla stabilità delle membrane cellulari e all’equilibrio redox dei tessuti, limitando i fenomeni ossidativi che accelerano la degradazione della parete cellulare dopo il danno meccanico.

Più complessa è risultata invece l’interpretazione del ruolo della capacità antiossidante totale. Contrariamente a quanto ipotizzato in precedenti lavori, lo studio ha evidenziato una correlazione positiva tra elevata attività antiossidante e maggiore suscettibilità al pitting. Questo comportamento può dipendere dalle diverse vie metaboliche coinvolte nei vari genotipi e dall’interazione tra antiossidanti, attività enzimatica e rimodellamento della parete cellulare. Anche antociani e polifenoli hanno mostrato correlazioni deboli con la resistenza meccanica, indicando che il fenomeno è regolato da interazioni fisiologiche molto più articolate rispetto alla semplice concentrazione di metaboliti antiossidanti.

Lo stadio di maturazione ha influenzato sensibilmente la composizione biochimica dei frutti, con incrementi significativi di antociani, sostanza secca e acido ascorbico nei frutti raccolti a maturazione avanzata. Tuttavia, tali variazioni non hanno determinato differenze statisticamente significative nell’indice di danno, evidenziando come la genetica mantenga un ruolo predominante rispetto alla maturazione del frutto.

Condizioni ambientali

Le differenze osservate tra le due annate hanno inoltre confermato il forte impatto delle condizioni ambientali. Temperature, precipitazioni e radiazione solare hanno influenzato accumulo di sostanza secca, contenuto in composti fenolici e consistenza dei tessuti del frutto, contribuendo alla variabilità interannuale della suscettibilità al pitting.

Nel complesso, lo studio fornisce indicazioni utili per il miglioramento genetico del ciliegio dolce e per la gestione della qualità post-raccolta. L’identificazione di accessioni altamente resistenti come ‘10072’ apre prospettive per lo sviluppo di cultivar più tolleranti ai danni meccanici, mentre parametri come sostanza secca e contenuto di acido ascorbico potrebbero diventare strumenti rapidi di screening nei programmi di breeding e nella selezione commerciale di frutti destinati ad una più lunga conservazione.

Fonte: Suran, P., Danková, V., Bílková, A., & Plecitá, L. (2025). Influence of Genotype, Maturity Stage and Year on Surface Pitting Susceptibility and Related Physiological Traits in Sweet Cherry (Prunus avium L.). Plants, 15(1), 63.

Fonte immagine: Mundoagro

Andrea Giovannini
Dottore di Ricerca in Scienze e Tecnologie Agrarie, Ambientali e Alimentari - Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree, Università di Bologna, IT


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