Ciliegie cilene, unità e mercati alternativi per una stagione 2025/26 sostenibile

21 lug 2025
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Alejandro García-Huidobro (Prize) e Antonio Walker (SNA) lanciano un appello all'industria cilena: più cooperazione interna e apertura verso nuovi mercati per garantire sostenibilità e crescita.

L’export cileno di ciliegie si trova a un bivio cruciale. Alejandro García-Huidobro, fondatore e direttore generale di Prize, una delle principali aziende esportatrici del Paese, ha lanciato un messaggio chiaro durante il recente Global Cherry Summit a San Francisco de Mostazal: serve più coesione tra i protagonisti della filiera e una strategia condivisa per diversificare i mercati, a partire già dalla stagione 2025/26.

Una sfida comune

«Dobbiamo concentrarci sui frutti che generano maggior valore. Il successo dipenderà da un’industria unita al 100%, capace di rappresentarsi pienamente e di applicare obiettivi comuni», ha dichiarato García-Huidobro, sottolineando la necessità di un’azione collettiva e coordinata.

Riferendosi alla prossima stagione, ha parlato di un vero e proprio "dilemma del prigioniero": se tutti gli attori collaborano – ad esempio adottando standard condivisi su calibro e qualità – ci sarà un sacrificio iniziale, ma il risultato sarà vantaggioso per tutti. A suo avviso, è fondamentale una nuova struttura di governance del Comitato Ciliegie del Frutto Cileno, che dia voce non solo agli esportatori, ma anche ai produttori.

Crescita moderata

Per Prize, la crescita nel 2025/26 sarà in linea con quella dell’intero comparto, stimata intorno al 6%. «Non abbiamo nuovi impianti in produzione perché cinque anni fa abbiamo scelto di diversificare i nostri investimenti verso altri Paesi. Oggi possiamo affrontare il futuro con serenità e ottimismo», ha affermato García-Huidobro.

Sulla questione della concentrazione nei mercati, in particolare la Cina, ha aggiunto: «Se lavoriamo bene, potremmo portare la quota cinese all’80% nel giro di cinque anni. Ma è il volume che ci ha messo in difficoltà: un aumento del 50% in pochi anni ha accentuato criticità su qualità, logistica e condizioni commerciali. È il momento di cambiare passo, e la buona notizia è che la soluzione è nelle nostre mani».

La visione di Antonio Walker

Anche Antonio Walker, presidente della Sociedad Nacional de Agricultura (SNA), ha ribadito l’importanza della coesione industriale, sottolineando al contempo le grandi opportunità ancora inesplorate in Cina. Secondo Walker, molti consumatori cinesi non conoscono ancora il prodotto ciliegia, ed è quindi fondamentale investire nella promozione.

Ma non solo Asia: «Dobbiamo puntare anche su America Latina, Europa e Stati Uniti. L’Asean, con i suoi 700 milioni di abitanti, rappresenta un’area strategica, così come il Medio Oriente, il Nord Africa e l’India, dove stiamo già costruendo relazioni promettenti», ha aggiunto.

Un settore chiave

Walker ha infine ricordato che il comparto ciliegie rappresenta il 50% del valore dell’export frutticolo cileno, generando oltre 3 miliardi di dollari (circa 2,76 miliardi di Euro) l’anno, con 80.000 ettari coltivati e circa 350.000 posti di lavoro. Per questo, ha auspicato un rafforzamento della collaborazione pubblico-privata.

«Il futuro delle ciliegie non dipende dai mercati, ma da noi. Se miglioreremo qualità e condizione del prodotto, potremo affrontare qualsiasi sfida. Il Ministero dell’Agricoltura, delle Finanze, dell’Economia e degli Esteri devono essere partner strategici per sostenere un’industria che ha un forte impatto sociale nei territori rurali del Cile», ha concluso.

Fonte testo e immagine: eurofruitmagazine.com


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