L’utilizzo di sistemi di protezione è una strategia sempre più diffusa nella frutticoltura moderna, in particolare nel ciliegio dolce, coltura sensibile agli eventi climatici avversi.
Un recente studio ha analizzato gli effetti delle coperture antipioggia autoventilanti sul microclima del ceraseto nelle condizioni australiane (New South Wales), fornendo indicazioni utili per comprendere il potenziale di questi sistemi in un contesto di cambiamento climatico.
I risultati mostrano che tali coperture non si limitano a proteggere fisicamente le piante ed i frutti, ma determinano variazioni delle condizioni in termini di temperatura e umidità relativa, con effetti che dipendono anche dal contesto climatico stagionale.

Condizioni calde
In condizioni calde, definite da temperature massime giornaliere pari o superiori a 27°C, le coperture hanno mostrato un effetto mitigante sulla temperatura massima dell’aria, con riduzioni fino a circa 4°C rispetto al controllo non coperto.
Contestualmente, è stato osservato un incremento dell’umidità relativa minima, nell’ordine del 17%, indicando una riduzione dello stress evaporativo.
Al contrario, in condizioni più fresche (temperature massime inferiori a 27°C), l’impatto delle coperture sul microclima è risultato limitato, suggerendo un comportamento dinamico del sistema in funzione delle condizioni ambientali.
Accumulo termico
Un aspetto interessante è l’accumulo termico, espresso come Growing Degree Hours (GDH).
Nonostante la riduzione delle temperature massime, le piante sotto copertura hanno accumulato una maggiore quantità di GDH rispetto al controllo, grazie ad una permanenza più prolungata in prossimità della temperatura ottimale per lo sviluppo.
Questo aspetto potrebbe tradursi in un’accelerazione dei processi fenologici e, potenzialmente, in un anticipo della maturazione, anche se tale ipotesi richiede ulteriori conferme sperimentali.
Le temperature elevate (>30-34°C) sono note per compromettere processi chiave quali l’accumulo di zuccheri e antociani e per favorire anomalie fiorali come la formazione di pistilli doppi.
Vantaggio agronomico
Su questo tema, la capacità delle coperture autoventilanti di attenuare i picchi termici rappresenta un vantaggio agronomico significativo, con potenziali ricadute positive sulla qualità commerciale dei frutti.
Parallelamente, l’aumento dell’umidità relativa minima potrebbe portare ad una possibile riduzione dei fabbisogni irrigui, a seguito di una minore evapotraspirazione. L’analisi su scala di chioma ha evidenziato differenze microclimatiche tra i diversi livelli verticali, con effetti limitati ma statisticamente significativi su alcuni parametri qualitativi.
In particolare, i frutti raccolti nella porzione inferiore della chioma (1,5 m) hanno mostrato una maggiore consistenza rispetto a quelli della parte superiore (2,5 m), senza differenze rilevanti in termini di peso, dimensione o contenuto zuccherino.
Questo risultato suggerisce una possibile interazione tra microclima locale e qualità del frutto, meritevole di ulteriori approfondimenti. È stata inoltre osservata una notevole variabilità degli effetti, sia tra stagioni diverse sia all’interno della stessa stagione.
Tale variabilità sottolinea l’importanza di un monitoraggio microclimatico a livello aziendale, mediante sensori in campo, al fine di ottimizzare la gestione delle coperture in funzione delle condizioni specifiche. Inoltre, il confronto con altri sistemi di protezione evidenzia come le coperture autoventilanti, grazie ad una maggiore ventilazione, possano evitare gli eccessi termici tipici di strutture più chiuse, come i tunnel.
Variabilità climatica
In conclusione, le coperture antipioggia autoventilanti emergono come uno strumento efficace per la modifica del microclima nel ciliegio dolce in Australia, in grado di ridurre lo stress termico in condizioni di alte temperature critiche, senza alterare significativamente il microambiente in condizioni meno estreme.
In un contesto di crescente variabilità climatica, l’adozione di queste coperture potrebbe contribuire alla stabilità produttiva e alla qualità della produzione, pur richiedendo ulteriori studi per chiarire le interazioni con i parametri qualitativi e le dinamiche fenologiche della coltura.
Fonte: Song, X., Fearnley‐Pattison, J., Kelley, J. M., Allingham, D., Lawson, J., & Benter, A. (2026). Effects of Rain Covers on Orchard Microclimate in Sweet Cherries (Prunus avium L.). New Zealand Journal of Crop and Horticultural Science, 54(1), e70110. https://doi.org/10.1002/nzc2.70110
Fonte immagine: Waldis
Andrea Giovannini
Dottore di Ricerca in Scienze e Tecnologie Agrarie, Ambientali e Alimentari - Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree, Università di Bologna, IT
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