Coperture nei ceraseti in Italia: effetti su microclima e fisiologia del ciliegio

23 mar 2026
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Negli ultimi anni la cerasicoltura ha dovuto affrontare sfide sempre più complesse legate alla variabilità climatica. Piogge intense durante la fase di maturazione dei frutti, eventi grandinigeni e periodi di forte caldo possono compromettere la qualità e la quantità della produzione.

Per ridurre questi rischi, molti ceraseti moderni sono stati dotati di sistemi di copertura. Queste strutture vengono utilizzate principalmente per proteggere i frutti dalla pioggia, che può causare il cracking, ma anche da grandine, vento e radiazione solare eccessiva. Oltre a proteggere fisicamente le piante, le coperture modificano però anche l’ambiente di crescita del frutteto.

Proprio per comprendere meglio questi effetti è stato sviluppato il progetto di ricerca CHOICE (Optimizing Cherry Physiological Performance through the Correct Choice of Multifunctional Covers), realizzato grazie alla collaborazione tra diversi gruppi di ricerca italiani, tra cui l’Università di Bologna, l’Università di Modena e Reggio Emilia e l’Università di Napoli Federico II.

L’obiettivo del progetto è stato quello di capire come le diverse coperture influenzino il microclima del ceraseto e come queste modifiche si riflettano sulla fisiologia delle piante di ciliegio.

Quando si installa una copertura sopra un ceraseto, alcune condizioni ambientali cambiano in modo evidente. La prima riguarda la radiazione solare, cioè la quantità di luce che raggiunge la chioma delle piante. Le reti e i film plastici utilizzati come coperture riducono in parte la radiazione fotosinteticamente attiva (PAR), cioè la luce utilizzata dalle piante per la fotosintesi. Tuttavia, questa riduzione non comporta sempre effetti negativi.

Molte coperture, infatti, aumentano la componente di luce diffusa. A differenza della luce diretta, la luce diffusa riesce a penetrare meglio all’interno della chioma e a raggiungere anche le foglie situate nelle zone più interne. Questo può migliorare la distribuzione della luce tra le foglie e permettere a una parte maggiore della chioma di partecipare alla fotosintesi.

Le coperture influenzano anche la temperatura dell’aria all’interno del ceraseto. L’effetto di ombreggiamento riduce generalmente le temperature massime durante le ore più calde della giornata. Questo può essere particolarmente utile durante l’estate, quando le temperature elevate e la forte radiazione solare possono causare stress termico alle piante. In molti casi le coperture contribuiscono anche a rendere più stabile il microclima dell’impianto, riducendo gli sbalzi termici durante la giornata.

Un altro fattore

Un altro fattore importante è il deficit di pressione di vapore (VPD), che indica la domanda evaporativa dell’atmosfera. In condizioni di forte radiazione e bassa umidità relativa, il VPD aumenta e le piante perdono più acqua attraverso la traspirazione. Le coperture tendono a ridurre il VPD perché limitano la radiazione solare e riducono la ventilazione all’interno dell’impianto. Questo significa che l’atmosfera sotto copertura richiede meno acqua alle piante, contribuendo a ridurre la traspirazione e a migliorare lo stato idrico.

Queste modifiche del microclima influenzano direttamente alcuni processi fisiologici fondamentali del ciliegio. Uno dei più importanti è la fotosintesi, il processo con cui le piante utilizzano la luce per produrre energia sotto forma di carboidrati. In teoria una riduzione della radiazione potrebbe ridurre l’attività fotosintetica.

Tuttavia, i risultati ottenuti nel progetto CHOICE mostrano che questo effetto dipende molto dalla struttura della chioma. Nei sistemi di coltivazione moderni, caratterizzati da portinnesti nanizzanti e da chiome relativamente aperte, la luce diffusa generata dalle coperture può compensare la riduzione della radiazione diretta. In queste condizioni la fotosintesi rimane su livelli adeguati perché la luce viene distribuita meglio tra le foglie.

Le coperture influenzano anche la conduttanza stomatica, cioè il grado di apertura degli stomi. Gli stomi sono piccole aperture presenti sulla superficie delle foglie che regolano gli scambi gassosi tra la pianta e l’atmosfera. Attraverso gli stomi entra l’anidride carbonica necessaria per la fotosintesi e viene rilasciato vapore acqueo durante la traspirazione.

Quando il VPD è molto alto, le piante tendono a chiudere gli stomi per ridurre la perdita di acqua. In presenza di coperture, invece, la riduzione della domanda evaporativa permette agli stomi di rimanere più aperti, favorendo gli scambi gassosi e mantenendo attiva la fotosintesi.

Un altro aspetto

Un altro aspetto molto importante riguarda il bilancio idrico della pianta, cioè l’equilibrio tra l’acqua assorbita dalle radici e quella persa con la traspirazione. Durante il progetto CHOICE è stato osservato che le piante coltivate sotto copertura presentano spesso uno stato idrico migliore rispetto a quelle coltivate in pieno campo.

Questo è stato verificato attraverso la misura del potenziale idrico fogliare, un parametro che indica il livello di stress idrico della pianta. In molti casi le piante sotto copertura hanno mostrato valori di potenziale idrico meno negativi, segno di una minore perdita d’acqua e di condizioni fisiologiche più favorevoli.

Per analizzare questi aspetti sono state realizzate diverse prove sperimentali in ceraseti sperimentali e commerciali. Le prove hanno confrontato parcelle dotate di differenti tipologie di copertura con parcelle di controllo prive di protezione. All’interno delle parcelle sono stati installati sensori per monitorare continuamente le condizioni microclimatiche, tra cui radiazione fotosinteticamente attiva, temperatura dell’aria, umidità relativa e velocità del vento. Questo monitoraggio ha permesso di quantificare con precisione le modifiche ambientali causate dalle coperture.

Parallelamente sono state effettuate misure ecofisiologiche sulle piante. Gli scambi gassosi fogliari sono stati misurati con analizzatori portatili, strumenti che consentono di determinare direttamente il tasso di fotosintesi, la conduttanza stomatica e la traspirazione delle foglie.

Le misure sono state effettuate in diversi momenti della giornata e in varie fasi della stagione vegetativa, in modo da osservare come la risposta delle piante cambiasse in funzione delle condizioni ambientali. Oltre a queste misure, è stato valutato lo stato idrico delle piante attraverso la misura del potenziale idrico fogliare mediante camera a pressione.

I risultati complessivi

I risultati complessivi del progetto hanno evidenziato che gli effetti delle coperture dipendono molto dalle caratteristiche del sistema colturale. Nei ceraseti moderni, con portinnesti poco vigorosi e chiome ben illuminate, le coperture possono contribuire a migliorare lo stato idrico delle piante e a ridurre lo stress termico senza compromettere la fotosintesi. In impianti più vigorosi e con chiome molto dense, invece, una riduzione eccessiva della radiazione potrebbe limitare l’attività fotosintetica delle foglie interne.

Per questo motivo la scelta della copertura non dovrebbe essere basata solo sulla protezione dei frutti, ma anche sulle caratteristiche dell’impianto. Il vigore del portinnesto, la densità di impianto e la struttura della chioma sono tutti fattori che influenzano la risposta delle piante alle coperture.

Le ricerche condotte nell’ambito del progetto CHOICE mostrano quindi l’importanza di adottare un approccio più mirato nella scelta dei sistemi di copertura, in modo da ottimizzare sia la protezione dei frutti sia il funzionamento fisiologico delle piante.In conclusione, le coperture multifunzionali rappresentano uno strumento sempre più importante per la gestione dei ceraseti moderni.

Oltre a ridurre i rischi legati agli eventi climatici avversi, queste strutture possono contribuire a creare condizioni microclimatiche più favorevoli alla fisiologia della pianta. Comprendere come le coperture influenzano il microclima e i processi fisiologici del ciliegio è quindi fondamentale per migliorare l’efficienza degli impianti e rendere la produzione cerasicola più stabile e sostenibile nel tempo.

Fonte immagine: Valente

Francesca Galizia
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