Difficile situazione per i frutticoltori dell’Aragona, alle prese con il divario tra i costi di produzione e il compenso ricevuto per i loro prodotti. Nel caso delle ciliegie, ad esempio, la differenza supera 0,70 euro al chilogrammo: il produttore percepisce 0,50 euro/kg, mentre i soli costi della manodopera raggiungono 1,20 euro/kg.
A quest’ultima cifra il frutticoltore deve inoltre aggiungere il costo dei mezzi tecnici, come fertilizzanti e acqua per l’irrigazione, che continuano ad aumentare.
La situazione è ulteriormente aggravata dalle condizioni climatiche avverse e dai bassi prezzi applicati dalla distribuzione.

Il rischio per il settore
Secondo l’Associazione regionale degli agricoltori e allevatori dell’Aragona (ARAGA), tutto ciò potrebbe portare alla scomparsa del settore. L’organizzazione ha quindi richiesto un incontro con il Dipartimento dell’Agricoltura per affrontare il problema.
«Noi produttori possiamo sostenere questa situazione per una campagna, al massimo due, ma arriviamo a un punto in cui ci decapitalizziamo a tal punto da non riuscire più a sostenere neppure i costi della raccolta.
Saremo quindi costretti ad abbandonare le aziende agricole», denunciano da ARAGA.
Il problema non è nuovo, poiché si è già verificato nelle campagne precedenti, e non riguarda soltanto le ciliegie. La stessa situazione interessa anche altri frutti, come le pesche.
I prezzi delle pesche
Per quelle destinate alla produzione di succo, il settore della distribuzione aveva inviato ai produttori lettere nelle quali veniva indicato un prezzo di acquisto pari a 0,08 euro/kg, ovvero 80 euro alla tonnellata, mentre per le pesche destinate alla trasformazione in conserve il prezzo era di 0,20 euro/kg.
«Con questi prezzi non vale la pena raccogliere la frutta: è più conveniente lasciarla a terra e passarci sopra con una trinciatrice», afferma l’organizzazione.
ARAGA spiega che i prezzi offerti in campo ai produttori sono «ridicoli» e denuncia inoltre l’enorme divario tra l’importo corrisposto agli agricoltori e il prezzo al quale la stessa frutta viene venduta al consumatore finale.
In alcuni casi, infatti, il produttore può ricevere circa 0,70 euro per un chilogrammo di frutta il cui prezzo all’origine dovrebbe aggirarsi intorno a 1,50 euro/kg.
Il divario nella filiera
Per gli stessi prodotti, il consumatore finale può arrivare a pagare più di cinque euro.
L’organizzazione agricola chiede soluzioni e interventi alle amministrazioni regionali e nazionali per invertire questa tendenza. Ritiene inoltre necessaria una revisione della legge sulla filiera alimentare, così da evitare la scomparsa delle aziende frutticole nella comunità autonoma dell’Aragona.
Se questa perdita dovesse concretizzarsi, le conseguenze non riguarderebbero soltanto il comparto agricolo, ma avrebbero ripercussioni anche sulle aree produttive, sulla coesione territoriale e sulla salvaguardia delle zone rurali dell’Aragona, regione leader nella produzione di diversi frutti, tra cui le ciliegie.
Fonte: www.eleconomista.es
Fonte immagine: Stefano Lugli
Eva Sereno
El Economista
Cherry Times - Tutti i diritti riservati