Danese, un Hydrocooling System direttamente in campo

03 nov 2023
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Danese Group potrebbe presto portare direttamente in campo un DHS (Hydrocooling System), che lavorerebbe quindi a distanza pressoché zero dal momento della raccolta delle ciliegie. Il gruppo veneto che da oltre 35 anni si occupa di gestione del freddo, non solo in ambito ortofrutticolo, è al lavoro per annullare il tempo che intercorre fra lo stacco della ciliegia dalla pianta e il momento in cui la temperatura viene abbattuta, con il sistema ‘Danese Hydrocooling System’ appunto.

“Abbiamo avuto richieste dai nostri clienti e quindi abbiamo già soluzioni progettate, i preventivi sono in corso di esame”, ha detto a Cherry Times Matteo Danese, titolare di Danese Group. D’altra parte l’azienda è famosa per la progettazione su misura personalizzata, sempre in base alla richiesta di uno specifico cliente e mai a listino.

“I DHS in campo che abbiamo progettato sono alimentati da un generatore di energia elettrica. Visto l’interesse degli ultimi tempi per quanto riguarda i sistemi agrovoltatici, in futuro tutto potrebbe essere. La Danese Group è sempre aperta all’innovazione”.

Ciliegie e catena del freddo, mai interromperla

Le ciliegie sono fra i frutti più delicati e deperibili, sono frutti cosiddetti aclimaterici, il loro processo di degradazione inizia quindi subito dopo lo stacco dalla pianta. Per mantenere la qualità è necessaria una gestione impeccabile della catena del freddo poiché, in condizioni di elevata temperatura e bassa umidità relativa dell’aria, le ciliegie iniziano il loro decadimento con imbrunimento dei peduncoli, avvizzimento del frutto, perdita di lucentezza intenerimento della polpa, calo di peso e sviluppo di processi infettivi.

Il fattore che maggiormente influenza la conservazione e la vita commerciale delle ciliegie è proprio la temperatura. E’ stato dimostrato che ritardi nell’avvio della catena del freddo, dal momento della raccolta, e il suo mantenimento hanno un’influenza sulla shelf-life. Il raffreddamento rapido infatti rallenta la respirazione dei frutti, il loro rammollimento e la disidratazione dei peduncoli. Avviare in ritardo la catena del freddo aumenta anche il rischio di infezioni batteriche o fungine in caso di presenza di ferite cutanee sul frutto (M. Muňoz e altri, 2017).

DHS di Danese, da 25 a 10 gradi in 15 minuti

Il sistema DHS che Danese Group ha immesso sul mercato per la prima volta nel 2017 aumenta la shelf-life del prodotto. Grazie all’utilizzo di acqua addizionata di ozono, le ciliegie oltre ad essere raffreddate sono anche sanificate: “Le ciliegie vengono sottoposte a una doccia di acqua refrigerata filtrata e trattata con ozono. 

Il prodotto arriva dal campo a una temperatura fra i 25 e i 30 gradi, con l’acqua a 4-5 gradi, in 15 minuti di tempo si raggiungono tranquillamente i 10 gradi. Un normale raffreddamento in celle frigo può richiedere anche una giornata intera e si sa che ogni ora in raffreddamento vale una giornata di shelf-life.

L’acqua gelida poi è recuperata, raffreddata nuovamente e riutilizzata. Si tratta di un sistema a circuito chiuso”, ha raccontato ancora Matteo Danese e poi ha continuato: “Abbiamo clienti nel veronese che ci hanno raccontato che, grazie al DHS, ora possono commercializzare le ciliegie fino all’Asia”.

Anche il sistema di sanificazione con acqua miscelata all’ozono ha la sua importanza per quanto riguarda la durata del prodotto e il mantenimento della sua qualità post-raccolta: “Il prodotto non sanificato, se imperfetto, ammaccato, tende a contaminare altre ciliegie.

Abbiamo visto che, grazie all’uso dell’ozono, si blocca la contaminazione. Certo non è possibile risanare una ciliegia danneggiata, ma si evita che altre ciliegie vengano contaminate da batteri, virus e muffe. Inoltre il prodotto viene idratato”, ha detto ancora Danese.

DHS e catena del freddo rispettata, si risparmia energia

Da non sottovalutare, soprattutto in un periodo in cui i costi di produzione sono in aumento, i riflessi sul consumo energetico dell’utilizzo dell’Hydrocooling System di Danese Group: “Il prea-abbattimento della temperatura del prodotto consente un importante risparmio energetico nel processo di conservazione.

I nostri motori sono dotati di tecnologia inverter che permette il dosaggio della potenza mano a mano. Le nostre vasche di acqua gelida sono coibentate e questo permette una dispersione veramente minima. Alcuni clienti spengono l’impianto di notte e la mattina seguente la temperatura dell’acqua si è alzata di un solo grado.

Riutilizzare la stessa acqua poi ha il vantaggio di non dover ogni volta partire da acqua a temperatura di pozzo. L’importante, e questo lo suggerisco sempre ai clienti, è non interrompere la catena del freddo. Una volta che la temperatura delle ciliegie è stata abbattuta, anche la lavorazione, la fase di selezione, deve avvenire utilizzando acqua gelida in modo che il prodotto non torni a scaldarsi. Raffreddarlo nuovamente in cella comporterebbe infatti un dispendio energetico”.

Il vantaggio di allungare la vita del prodotto, attraverso il raffreddamento rapido, è anche quello di poter raggiungere clienti più lontani e di poter quindi puntare ad aumentare il ventaglio di potenziali destinazioni delle ciliegie.

Al momento, ha raccontato poi Matteo Danese a Cherry Times, il DHS è installato soprattutto in Italia, ma ce ne sono anche in Europa dell’Est (i Paesi dell’ex galassia URSS e la stessa Russia stanno vivendo infatti, negli ultimi anni, un vero e proprio boom per quanto riguarda la coltivazione del ciliegio dolce) e c’è interesse in Cile.

“Non vendiamo direttamente in quei Paesi. Tramite rivenditori e capo-commessa però sappiamo che i nostri DHS sono installati anche in Europa dell’est e fino in Sud America. Nei Paesi ex URSS si pianta intensivo e quindi ci è capitato di progettare DHS che possono lavorare anche 10 tonnellate l’ora di prodotto”.

Barbara Righini


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