Come gli ormoni endogeni regolano lo sviluppo precoce dei frutti nel ciliegio

10 set 2026
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Nelle drupacee, molte delle caratteristiche che determinano resa, pezzatura e qualità alla raccolta vengono definite molto prima della maturazione. È infatti nelle prime fasi successive alla fioritura: impollinazione, fecondazione, allegagione, intensa divisione cellulare e indurimento del nocciolo, che l’ovario viene indirizzato verso lo sviluppo di un frutto oppure verso l’arresto della crescita e l’abscissione.

Una recente review ha analizzato le evidenze più aggiornate sul ruolo degli ormoni endogeni nello sviluppo precoce del frutto delle specie del genere Prunus, evidenziando come auxine, gibberelline (GA), citochinine (CTK) e acido abscissico (ABA) costituiscano il nucleo di una rete regolatoria dinamica.

Lo sviluppo segue generalmente una curva doppio-sigmoide: nella prima fase prevalgono divisione ed espansione cellulare, sostenute da auxine, gibberelline e citochinine; la seconda coincide invece con lignificazione dell’endocarpo e indurimento del nocciolo, mentre la terza è caratterizzata dall’intensa espansione del mesocarpo e dalla maturazione.

Auxina e allegagione

Tra i regolatori considerati, l’auxina rappresenta uno dei principali segnali di avvio dell’allegagione. Dopo la fecondazione, l’aumento della biosintesi di acido indol-3-acetico (IAA) nell’ovulo e il potenziamento del trasporto polare attraverso il peduncolo favoriscono l’attivazione della crescita del frutticino.

Una disponibilità insufficiente di auxina è invece associata all’aborto, mentre il mantenimento del suo trasporto contribuisce a preservare il collegamento del frutto alla pianta. Le gibberelline svolgono una funzione complementare: oltre a sostenere divisione ed espansione cellulare, possono sostituire in determinate condizioni i segnali normalmente derivanti da impollinazione e fecondazione, favorendo allegagione e partenocarpia.

L’interazione tra auxina e GA appare quindi particolarmente importante: l’IAA contribuisce ad avviare il programma di sviluppo, mentre le GA ne sostengono la crescita. Le citochinine rafforzano questo sistema promuovendo la proliferazione cellulare.

Nella pesca, ad esempio, i livelli di CTK raggiungono valori elevati durante le prime settimane dopo la piena fioritura, in concomitanza con la fase di intensa divisione cellulare; livelli più elevati sono inoltre associati a cultivar a frutto più grosso.

Ruolo dell’ABA

Sul versante opposto si colloca l’ABA, che agisce prevalentemente come segnale inibitorio. Il suo accumulo può limitare la crescita, favorire senescenza e abscissione; e assume particolare rilevanza in condizioni di stress o in caso di fecondazione non riuscita.

Il punto chiave della review è dunque che nessun ormone agisce isolatamente: il destino del frutticino dipende dal rapporto dinamico tra segnali promotori e inibitori.

Questa rete viene continuamente rimodulata in funzione dello stadio di sviluppo, del tessuto e delle condizioni ambientali; siccità, temperatura e altri stress possono infatti incrementare l’ABA e antagonizzare le vie di GA, CTK e auxina.

Gestione del ceraseto

Per la gestione del ceraseto e delle altre drupacee, questa visione suggerisce quindi di considerare la regolazione ormonale non come una semplice applicazione di singoli fitoregolatori, ma come un sistema integrato da modulare attraverso una corretta gestione nutrizionale, ambientale e colturale.

L’obiettivo è favorire le condizioni che sostengono l’allegagione e la crescita iniziale, limitando al contempo l’accumulo prematuro di ABA. Secondo i ricercatori, una migliore comprensione di queste interazioni potrà contribuire a migliorare l’allegagione, ridurre le cascole precoci e aumentare la costanza produttiva.

Fonte: Zhang, S., Sun, Y., Zhou, X., & Deng, Z. (2026). The Role of Endogenous Hormones in Regulating Early Development of Stone Fruit. Plants, 15(6), 890. https://doi.org/10.3390/plants15060890 

Fonte immagine: Stefano Lugli

Andrea Giovannini
Dottore di Ricerca in Scienze e Tecnologie Agrarie, Ambientali e Alimentari - Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree, Università di Bologna, IT


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