Ingegnerizzare i portainnesti di ciliegio per aumentare la resistenza ai virus

05 feb 2024
2612

Le ciliegie dolci e le amarene, come anche altre specie di Prunus, sono vulnerabili a diversi virus potenzialmente dannosi, come il Prunus necrotic ringspot virus (PNRSV). Questo virus può essere trasmesso attraverso vari mezzi, tra cui l'innesto, la potatura, il polline, gli insetti (ad esempio, afidi e cavallette) e i parassiti sotterranei (es. nematodi).

Sebbene le cultivar di ciliegio dolce presentino in genere sintomi minimi o assenti di infezione da PNRSV, alcuni ceppi virali specifici sono in grado di indurre la malattia del mosaico rugoso, una condizione che influisce negativamente sulla qualità dei frutti e sul periodo di maturazione nonché sullo stato di salute in generale delle piante.

Per quel che riguarda i portainnesti invece, la tolleranza o l'ipersensibilità ai virus, compreso il PNRSV, varia. Tuttavia, nel caso in cui una cultivar di ciliegio sia tollerante ad un particolare ceppo di PNRSV ma il portinnesto non lo sia, quando il virus raggiunge il punto d’innesto si verifica una reazione di ipersensibilità, che può portare alla necrosi vascolare, culminando infine nella morte dell'albero.

Tradizionalmente, la selezione di cultivar resistenti al virus è poco comune, poiché richiede molto tempo a causa di problemi come l'eterozigosi, la lunga fase di giovinezza delle piante e  l’assenza di fonti naturali di resistenza. Sebbene l'ingegneria genetica abbia il potenziale per consentire l'integrazione di geni singoli o multipli in genotipi di ciliegio dolce, l'attuazione di tali strategie è stata ostacolata dalle preoccupazioni relative al flusso di transgeni e alla produzione esogena di proteine.

Inoltre, analogamente a numerose colture legnose da frutto perenni, la trasformazione genetica delle ciliegie è attualmente un processo complesso e irregolare. Trasformare singolarmente ciascuna delle varietà attualmente su mercato richiederebbe un'enorme quantità di tempo e risorse.

Uno degli approcci più promettenti per aumentare la resistenza delle piante ai virus è il silenziamento genico post-trascrizionale, che impiega l'interferenza dell'RNA (RNAi) per impedire la patogenicità e la replicazione del virus. La ricerca condotta dai ricercatori della Michigan State University (USA) ha utilizzato un vettore specifico per introdurre la resistenza all'infezione da PNRSV in due portainnesti ibridi di ciliegio, 'Gisela 6' e 'Gisela 7', rispettivamente tolleranti e suscettibili all'infezione da PNRSV.

Un anno dopo aver ricevuto il PNRSV più il Prune Dwarf Virus come inoculante, i portainnesti di 'Gisela 6' non transgenici non hanno mostrato alcun sintomo ma un notevole titolo di PNRSV, mentre in 'Gisela 6' transgenico non ha mostrato alcun sintomo e un titolo di PNRSV trascurabile.

A differenza delle loro controparti transgeniche, gli alberi non transgenici innestati su 'Gisela 7' invece sono morti. I risultati di questo studio indicano che l'utilizzo dell'interferenza dell'RNA (RNAi) per sviluppare la resistenza virale nei portainnesti da frutto è fattibile.

L'implementazione dell'RNAi per creare portainnesti transgenici potrebbe potenzialmente aumentare la resa delle varietà di frutta non geneticamente modificate, aggirando al contempo le sfide associate al flusso di transgeni e alla sintesi di proteine esogene che sono intrinseche ai genotipi da frutto trasformati.

I risultati illustrano l'efficacia del silenziamento genico mediato dall'interferenza a RNA nel promuovere la resistenza virale nei portainnesti di ciliegio. L'utilizzo di portainnesti transgenici resistenti offre risorse eccezionali per studiare: (i) la produzione di cultivar commerciali di frutta non geneticamente modificate attraverso l'uso di portainnesti transgenici e (ii) la prevenzione, la riduzione o l'eliminazione dell'infezione virale nelle cultivar di marze innestate sul portainnesto transgenico

Fonte: Song, G.-q., Sink, K.C., Walworth, A.E., Cook, M.A., Allison, R.F. and Lang, G.A. (2013), Engineering cherry rootstocks with resistance to Prunus necrotic ring spot virus through RNAi-mediated silencing. Plant Biotechnol J, 11: 702-708. https://doi.org/10.1111/pbi.12060.

Melissa Venturi
Università di Bologna (IT)


Cherry Times - Tutti i diritti riservati

Potrebbe interessarti anche

Ciliegie della Patagonia: tecnologie e gestione per migliorare la qualità e ridurre le perdite

Mercati Produzione Rassegna Stampa

24 gen 2024

Grazie alla loro qualità differenziata, queste ciliegie hanno ottenuto la prima Denominazione di Origine della provincia. Inoltre, le ciliegie prodotte a Los Antiguos sono le ultime ad essere raccolte nell'emisfero meridionale, nel periodo tra dicembre e metà febbraio.

Come combattere la Drosophila suzukii nel 2024: la guida del CTIFL

Difesa

03 mag 2024

Nel 2023 il CTIFL ha avviato una prova di valutazione delle strategie di protezione confrontando sei strategie basate su prodotti disponibili con autorizzazione all'immissione in commercio perenne o con autorizzazione all'immissione in commercio di 120 giorni nel 2023.

In evidenza

Impianti di ciliegio ad alta densità: confronto tra sistemi di allevamento

Gestione

03 lug 2026

Studio in Moldavia, sul ciliegio dolce: il Thin spindle aumenta produttività, qualità dei frutti e gestione della chioma negli impianti ad alta densità su Gisela 6, mentre l’Improved thin spindle valorizza calibro, uniformità e potenziale commerciale delle ciliegie premium.

La stagione delle ciliegie 2025/26 in Cile: una nuova alba

Mercati

03 lug 2026

Le ciliegie cilene 2025/26 affrontano un mercato cinese più saturo, prezzi FOB fermi e maggiore pressione su qualità, timing e destinazioni. Diversificazione verso Stati Uniti e altri mercati diventa decisiva per proteggere redditività ed export del Cile nel futuro.

Tag Popolari