L’industria cilena delle ciliegie sta entrando in una nuova fase: crescere creando valore. Dopo decenni di espansione, il settore si trova ad affrontare una delle sfide più importanti della sua storia.
Ciò è dovuto al fatto che il costante aumento della produzione, la forte crescita delle spedizioni e l’elevata dipendenza dal mercato cinese hanno ridotto la redditività di un comparto che, per anni, è stato il principale motore delle esportazioni frutticole del Cile.
Per conoscere il contributo del mondo accademico, Portalfruticola.com ha intervistato Juan Pablo Zoffoli, docente della Facoltà di Agronomia e Sistemi Naturali della Pontificia Università Cattolica del Cile e punto di riferimento nella ricerca sulla post-raccolta.

Zoffoli ha spiegato che il successo raggiunto dall’industria non è stato frutto del caso, ma il risultato di anni di ricerca, introduzione di tecnologie, sviluppo varietale e stretta collaborazione tra produttori, esportatori, ricercatori e operatori commerciali.
«Il Cile ha saputo cogliere un’opportunità unica. Ha introdotto varietà autofertili, nuovi portinnesti e tecnologie produttive, sviluppando inoltre soluzioni per la post-raccolta che oggi vengono utilizzate persino da altri Paesi», ha affermato.
Ha inoltre evidenziato lo sviluppo di tecnologie per il trasporto marittimo su lunghe distanze, tra cui sistemi ad atmosfera modificata e protocolli che consentono di spedire le ciliegie per oltre 40 giorni senza perdere competitività: «Una sfida che non esiste negli altri Paesi produttori», ha dichiarato.
Il grande errore
Secondo il docente, il principale problema che l’industria si trova oggi ad affrontare non è l’aumento dei volumi produttivi, bensì l’assenza di una strategia volta ad ampliare i consumi nei mercati già consolidati.
«Siamo abituati a crescere aprendo nuovi mercati, ma non abbiamo sviluppato con la stessa determinazione la domanda nei Paesi in cui siamo già presenti», ha affermato.
Zoffoli sostiene che la promozione delle ciliegie cilene sia stata eccessivamente legata agli attributi visivi del prodotto o a specifiche occasioni di consumo, come il Capodanno cinese, senza costruire una narrazione di lungo periodo capace di sostenere la domanda durante l’intera stagione.
«Oggi i consumatori cercano alimenti in grado di apportare benefici alla salute e noi dobbiamo dimostrarlo attraverso evidenze scientifiche», ha sottolineato l’esperto.
La qualità deve essere comunicata
Un’altra trasformazione che il settore deve attuare riguarda la comunicazione della qualità della frutta, che deve essere «misurata oggettivamente, quantificata e comunicata durante la stagione».
«Non possiamo aspettare la fine della stagione per formulare una diagnosi, quando le decisioni commerciali sono già state prese», ha osservato Zoffoli.
A titolo di esempio, ha ricordato che la stagione 2025-2026 ha presentato una qualità potenziale significativamente superiore rispetto alla precedente, grazie al minor carico di frutti per albero. Tuttavia, questa differenza non è stata praticamente riconosciuta dai mercati.
Il mondo accademico come partner strategico
Secondo Zoffoli, gran parte dei progressi che oggi sostengono la competitività delle ciliegie cilene è nata dalla ricerca condotta dalle università e dai centri scientifici. Il docente ha spiegato di essere attualmente alla guida di diverse linee di ricerca finalizzate a rispondere alle nuove sfide del settore.
Tra queste figura un progetto interdisciplinare volto a comprendere l’imbrunimento interno, uno dei principali disordini fisiologici che colpiscono i frutti durante i lunghi viaggi verso i mercati asiatici.
L’obiettivo della ricerca è identificare marcatori genetici che consentano di selezionare nuove varietà meno suscettibili a questo problema, considerando che cultivar come Regina presentano un’elevata sensibilità a questo disordine, nonostante le loro eccellenti caratteristiche agronomiche.
Parallelamente, Zoffoli sta sviluppando un progetto FONDEF incentrato su nuove tecnologie di confezionamento capaci di rilasciare composti naturali durante il trasporto, allo scopo di preservare la qualità e le condizioni dei frutti.
A ciò si aggiunge un progetto realizzato insieme al Centro Avanzato per i Trasporti, la Logistica e la Competitività (CATLeC), finalizzato a ottimizzare il trasporto internazionale delle ciliegie attraverso una migliore gestione dei container refrigerati.
Una nuova narrazione per le ciliegie cilene
Zoffoli propone di dimostrare, attraverso evidenze scientifiche, i benefici nutrizionali delle ciliegie cilene e di costruire una nuova narrazione intorno a questo frutto.
Sebbene l’iniziativa si trovi ancora in una fase iniziale, la ricerca viene condotta insieme a specialisti in Medicina e Nutrizione della Pontificia Università Cattolica.
«Vogliamo produrre informazioni che consentano di supportare scientificamente gli attributi legati alla salute, come il contenuto di composti antiossidanti e di altri metaboliti bioattivi, perché l’industria ha bisogno di costruire una narrazione basata sulla scienza», ha spiegato il docente.
Una strategia comune per affrontare il futuro
Secondo Zoffoli, lo scenario attuale richiede un maggiore coordinamento tra tutti gli attori del settore, valorizzando il ruolo del mondo accademico, dei produttori, degli esportatori, del Comitato delle ciliegie e dei diversi centri di ricerca.
A suo avviso, i progressi futuri saranno più complessi rispetto a quelli raggiunti durante la fase di espansione produttiva. Sarà quindi indispensabile operare nell’ambito di una pianificazione strategica di lungo periodo.
«Ciò che il Cile ha costruito in questi anni è unico. Ora dobbiamo proteggere questa leadership rafforzando la qualità, sviluppando nuove varietà, migliorando la logistica e costruendo una proposta di valore basata sulla conoscenza scientifica», ha affermato.
«Oggi abbiamo bisogno che i consumatori acquistino le ciliegie non soltanto perché sono attraenti, ma perché desiderano inserirle nella propria alimentazione. Questo cambiamento può fare la differenza per il futuro dell’industria cilena», ha concluso.
Fonte immagine: Stefano Lugli
Macarena Bravo
Portal Fruiticola
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