Secondo il consulente e produttore Jorge Astudillo, quest’anno si prevede la data più precoce mai registrata nella zona, anche se stima che la produzione possa diminuire del 50%, scendendo sotto le mille tonnellate, rispetto alle circa 1.500 tonnellate raggiunte nella stagione 2025/26.
In modo molto simile a quanto accaduto nel 2023, questa campagna si prospetta complessa per i produttori di ciliegie della regione di Coquimbo.
In quella stagione riuscirono a ottenere una raccolta ultra-precoce, iniziata il 13 ottobre, ma a causa delle difficoltà climatiche la produzione fu molto inferiore alle aspettative, con andamenti in alcuni casi persino irregolari. In questa campagna, il quadro appare simile.

Raccolta ultra-precoce e calo produttivo
Secondo il consulente e produttore Jorge Astudillo, quest’anno le raccolte potrebbero iniziare già tra il 10 e il 15 ottobre, una delle date più precoci mai registrate nella zona.
Tuttavia, Astudillo stima che la produzione possa diminuire del 50%, scendendo sotto le mille tonnellate, rispetto alle circa 1.500 tonnellate raggiunte nella stagione 2025/26 in questa zona settentrionale.
Nonostante questo andamento e il calo produttivo, Astudillo sottolinea che il “bicchiere mezzo pieno” consiste nel fatto che, con una minore produzione, i frutti potranno raggiungere calibri maggiori e un più elevato contenuto zuccherino.
Calibro, zuccheri e rischio spaccatura
Astudillo spiega: “I rischi di spaccatura sono ovviamente permanenti, soprattutto per varietà come Nimba o Brooks, che sono le più suscettibili. E in caso di piogge da qui in avanti, sarà chiaramente necessario prestare molta attenzione.
In termini di zuccheri dovremmo avere buoni risultati, perché le temperature elevate e le giornate soleggiate che stiamo avendo, insieme a notti piuttosto fresche, favoriscono un buon funzionamento della pianta.
Sto osservando che già nella fase 1, quella della divisione cellulare, i frutti hanno raggiunto un buon calibro: nel caso di Brooks ho visto almeno 16-17 millimetri in alcuni casi, una dimensione che raddoppia al termine della fase 2. Possiamo quindi pensare di superare tranquillamente i 30 millimetri.
Questi sono i vantaggi che ci offrono la minore quantità di frutti e il fenomeno El Niño: uscire presto sul mercato, con calibri maggiori e più zucchero, ovviamente garantendo irrigazione e nutrizione adeguate, utilizzando biostimolanti e mantenendo costantemente sotto controllo lo stato sanitario”.
Mercati alternativi alla Cina
Nonostante ciò, la principale differenza rispetto alla campagna precedente è che quest’anno i focolai di mosca della frutta impediranno a molti produttori di esportare le proprie ciliegie in Cina.
Per questo motivo, la ricerca di nuovi mercati sarà fondamentale per ottenere buoni ritorni economici.
“I produttori si sono preparati adottando il Systems Approach per poter esportare in Corea, Giappone o Vietnam. È su questo che abbiamo lavorato, affinché da Ovalle si possa avere l’opportunità di raggiungere altre parti del mondo e non soltanto la Cina”, ha commentato Astudillo a Redagrícola.
Pressione della botrite
Uno dei problemi provocati dalle abbondanti piogge registrate in questa stagione è stata l’insolita comparsa di Botrytis nei frutteti della zona.
Secondo Astudillo, la pressione esercitata dal patogeno è legata soprattutto ai frutteti nei quali il programma di difesa fitosanitaria non è stato applicato con sufficiente rigore, considerata la combinazione tra le precipitazioni e le alte temperature registrate.
“Bisogna prestare molta attenzione e seguire i programmi in modo estremamente preciso, conoscendo bene la persistenza dei prodotti e i tempi di carenza, così da prendere le decisioni migliori per quanto riguarda i calendari dei trattamenti”, ha concluso Astudillo.
Fonte immagine: Stefano Lugli
Miguel Patiño, Redagricola
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