Protocollo di micropropagazione per Gisela 17 testato in un vivaio commerciale in India

28 ott 2025
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Gisela 17 è un portainnesto ottenuto dall’incrocio tra Prunus canescens × Prunus avium e si distingue per caratteristiche peculiari: ha un portamento semi-nanizzante, induce una precoce entrata in produzione e le varietà innestate su questo portainnesto producono frutti di buona pezzatura.

Altre caratteristiche di interesse sono le minime esigenze pedoclimatiche, in quanto si adatta bene anche a terreni poveri, è resistente al reimpianto e ha un’alta tolleranza al virus del nanismo delle drupacee (Prunus dwaf virus, PDV) e al virus della maculatura anulata delle drupacee (Prunus necrotic ring spot virus, PNRSV).

Particolarmente indicato per cultivar autofertili, Gisela 17 può rappresentare una scelta strategica per la frutticoltura moderna.

Propagazione in vitro

Per soddisfare la crescente domanda di materiale di propagazione di qualità, il settore vivaistico si sta orientando verso la propagazione in vitro, più efficiente rispetto ai metodi vegetativi convenzionali.

La micropropagazione consente la clonazione su larga scala di portinnesti difficili da radicare, come il Gisela 5 (Prunus cerasus × P. canescens), i portinnesti di Prunus spp. e il susino "Saint Julien" (Prunus domestica subsp. insititia).

Sebbene siano già stati condotti numerosi studi sulla propagazione in vitro di Gisela 5 e Gisela 12, nessuna ricerca finora aveva riguardato Gisela 17.

Obiettivi e metodi dello studio

L’obiettivo dello studio condotto in un vivaio commerciale ad Aurangabad (India) era sviluppare un protocollo affidabile per la coltura in vitro e la crescita dei germogli di Gisela 17.

Sono stati utilizzati due tipi di espianti—apici vegetativi (E1) e segmenti nodali (E2).

Gli espianti sono stati accuratamente puliti e tenuti sotto acqua corrente per un'ora. Successivamente, sono stati trattati con 2-3 gocce di detergente per 10 minuti, lavati di nuovo con acqua e trasferiti in flusso laminare.

Il materiale espiantato è stato successivamente trattato con cinque protocolli diversi di sterilizzazione, per capire quale può essere il sistema più efficace.

Risultati e protocolli

Inoltre, gli espianti sono stati coltivati in due tipi di terreno: Murashige e Skoog (MS) e Woody Plant Medium (WPM), a cui sono state applicate anche varie combinazioni di fitoregolatori (benzil-amino-purina -BAP- e acido indol-3-acetico -IBA).

I risultati migliori si sono ottenuti trattando gli apici vegetativi con cloruro mercurico (HgCl₂) allo 0,05% per 5 minuti, seguiti da etanolo al 70% per 10 secondi.

Questo ha garantito il 75,33% di campioni senza contaminazioni (asepsi) e l'80,33% di sopravvivenza delle piante.

Per iniziare la coltura, il terreno MS arricchito con BAP e IBA (rispettivamente 1 e 0,01 mg/L) ha dato i migliori risultati, con un tasso di successo dell’83,33%.

Proliferazione e conclusioni

La maggiore proliferazione, pari al 92%, è stata ottenuta sempre su terreno MS, ma con solo BAP a 0,75 mg/L.

I segmenti nodali hanno dato risultati peggiori: solo il 26,66% è riuscito ad attecchire, e la proliferazione è stata del 68,66%, utilizzando il terreno WPM.

Questo studio rappresenta la prima ricerca in vitro mai condotta su Gisela 17, aprendo la strada alla produzione rapida di materiale di propagazione sano e privo di virus—una svolta per la cerasicoltura.

Con una percentuale di proliferazione del 92%, il protocollo sviluppato offre solide basi per la propagazione e il miglioramento genetico del portinnesto Gisela 17, particolarmente adatto alle regioni temperate.

Poiché i metodi tradizionali non hanno ancora permesso la produzione di materiale resistente al reimpianto e ai virus, questa ricerca segna un importante traguardo per lo sviluppo di materiale vivaistico in tempi ridotti.

Fonte: Manzoor, I.; Bhat, K.M.; Mir, M.A.; Nair, N.M.; Pandit, A.H.; Kulsum, U.; Quadri, S.; Deshmukh, S.; Pasternak, T. The Optimization of In Vitro Culture Establishment and Shoot Proliferation of “GiSelA 17” (Prunus canescens × Prunus avium): A Novel Cherry Rootstock. Int. J. Plant Biol. 2025, 16, 33. https://doi.org/10.3390/ijpb16010033 

Fonte immagine: SL Fruit Service

Melissa Venturi
Università di Bologna


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