Ritardi nelle spedizioni e saturazione del mercato: occorre incrementare la ricerca post-raccolta

19 feb 2025
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Il ricercatore del Laboratorio di Qualità dei Frutti di INIA Quilamapu sottolinea l'importanza di conoscere le condizioni ottimali di conservazione delle ciliegie destinate all'esportazione. Questo per evitare perdite dovute a stoccaggi prolungati ed eventuali guasti logistici nel trasporto.

Il recente guasto della nave Maersk Saltoro, che trasportava 1.363 container (circa 5 milioni di casse) di ciliegie cilene verso la Cina, ha evidenziato la vulnerabilità dell'industria frutticola. L'imbarcazione ha subito un'avaria al motore principale il 13 gennaio, rimanendo alla deriva nell’oceano Pacifico.

Il ritardo del suo arrivo, previsto per il 20 gennaio, è stato particolarmente critico per la distribuzione della frutta in Cina. Questo evento ha mostrato l’importanza di una gestione ottimale della conservazione post-raccolta.

Dipendenza dal mercato cinese

La situazione è aggravata dall’elevata concentrazione del mercato cinese, che rappresenta oltre il 90% delle esportazioni di ciliegie cilene. Questo eccesso di offerta ha determinato un calo significativo dei prezzi, incidendo sulla redditività dei produttori.

L'incidente potrebbe tradursi in perdite milionarie per i produttori cileni, compromettendo la qualità delle ciliegie in un periodo critico. Avrebbero dovuto arrivare sul mercato poco prima del Capodanno cinese, celebrato tra il 29 gennaio e il 12 febbraio.

Sebbene i container dispongano di alimentazione elettrica per mantenere la catena del freddo, il prolungamento della conservazione genera effetti negativi sulla frutta. La perdita di freschezza incide sulla qualità e sull'accettazione del prodotto nei mercati.

La ricerca sulla post-raccolta

A tal proposito, il ricercatore in qualità dei frutti di INIA Quilamapu, Cristián Balbontín, ha evidenziato l’importanza della ricerca sulla post-raccolta per mitigare questi rischi.

“Parametri come la compattezza, il colore e la disidratazione del peduncolo sono fondamentali per l'accettazione del prodotto nei mercati internazionali. Inoltre, disordini fisiologici come il pitting (ammaccature), la pelle di lucertola e l’imbrunimento interno possono svilupparsi durante la conservazione prolungata.”

Balbontín ha sottolineato che nel Laboratorio di Qualità dei Frutti di INIA Quilamapu da anni si studia l'impatto della conservazione su diverse varietà di ciliegie coltivate nella regione di Ñuble. Gli studi hanno analizzato periodi di conservazione di 10, 30 e 50 giorni, oltre al tempo di esposizione sugli scaffali, che varia tra i 2 e i 6 giorni.

Varietà e conservazione

“In generale, più lungo è il tempo di conservazione, maggiore è l’incidenza di disordini come l’imbrunimento interno nelle varietà Regina e Kordia. Mentre la perdita di compattezza è più marcata in Santina e Lapins” ha affermato Balbontín.

In questo contesto, lo specialista ha sottolineato che il lavoro svolto in laboratorio “ci permette di comprendere meglio il tempo ottimale per mantenere la qualità della frutta, in base alla varietà e al mercato di destinazione”.

Il ricercatore ha anche evidenziato che la qualità delle ciliegie varia notevolmente a seconda della zona di produzione e delle condizioni climatiche di ogni stagione. “Fattori come ondate di calore, piogge o ritardi nella raccolta dovuti a temperature primaverili più basse possono influenzare il potenziale di conservazione post-raccolta.”

Il futuro della competitività

Infine, Balbontín ha ribadito l’importanza di potenziare la ricerca sulla post-raccolta per garantire la competitività delle ciliegie cilene nei mercati internazionali.

“Se vogliamo accedere a nuovi mercati e mantenere la redditività del settore, è fondamentale la collaborazione tra ricercatori, produttori ed esportatori. Solo così potremo ottimizzare le pratiche post-raccolta e assicurare che le ciliegie cilene continuino a essere un punto di riferimento per la qualità a livello globale”, ha concluso.

Fonte: PortalAgroChile


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