Tante varietà disponibili ma nessuna è perfetta

07 apr 2023
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Stefano Lugli - SL Fruit Service (IT)
Coordinatore comitato tecnico-scientifico di Cherry Times

Da una indagine condotta da Dondini et al (2019) e recentemente aggiornata (Lugli, 2023) risultano attivi nel mondo oltre 50 programmi di miglioramento genetico rivolti alla creazione di nuove varietà e portinnesti del ciliegio. Molti di questi progetti hanno alle spalle una tradizione quasi secolare che si tramanda da più generazioni di costitutori, per lo più operanti presso istituzioni pubbliche. 

Alcuni di questi progetti hanno ridotto negli anni gli investimenti e si avviano ad un decoroso tramonto. Qualcun’altro ha chiuso definitivamente la bottega che sfornava regolarmente nuove pagnotte varietali. Altri, nel tentativo di sopravvivere, hanno provato a riciclarsi stringendo nuove partnership con l’immissione di capitali privati. 

Nel frattempo, sono nati nuovi programmi di creazione varietale, con obiettivi ambiziosi e con primi risultati che appaiano davvero incoraggianti, sui quali Cherry Times® dedica alcuni approfondimenti.

Dal pubblico al privato

Si è passati da una conduzione a mano pubblica ad una quasi ovunque privatizzata. D’altronde, creare una nuova varietà è divenuta un’attività imprenditoriale a 360 gradi, un impegno che necessita di forti investimenti finanziari - umani, competenze tecnico - manageriali che il settore pubblico non può completamente garantire, se non per l’apporto scientifico, insostituibile, derivante dalla ricerca genetica di base. 

Come prima conseguenza di questo passaggio, la maggioranza delle nuove varietà di ciliegio diffuse sul mercato sono protette da brevetto e spesso commercializzate con marchi di impresa

Uno studio condotto da Fideghelli (2023) su CPVO Variety Finder, un database gestito dall'UCVV, l’Ufficio comunitario delle varietà vegetali contenente informazioni sui registri varietali internazionali, riporta oltre 500 varietà di ciliegio depositate. Di queste, circa 250 sono registrate e brevettate in Europa.

Fig. 1 - Varietà di ciliegio registrate presso UCVV

Un’altra significativa tendenza in atto nel comparto ciliegio è l’offerta ai produttori di pacchetti varietali, le così dette linee varietali, composti da più genotipi di uguale origine genetica, con tratti agronomici e parametri qualitativi molto simili tra loro e maturi in tempi diversi così da coprire parte o l’intero calendario di raccolta. 

A queste linee varietali, oltre al brevetto, viene associato un marchio commerciale. In questo modo si crea una stretta fidelizzazione tra chi crea le varietà (breeder), chi le sviluppa (editori e aziende vivaistiche) e chi le coltiva (produttori). L’intento di queste nuove formule di diffusione varietale è di arrivare al consumatore finale col proprio brand.

Fig. 2 - Esempi di nuove linee varietali

La varietà ideale

Ogni nuova varietà dovrebbe poter soddisfare esigenze che variano secondo i diversi attori della filiera, dal campo alla tavola. 

Per il produttore la varietà ottimale fruttifica regolarmente e in modo soddisfacente (10-12 t/ha); si adatta bene ai differenti sistemi di impianto: portinnesti, forme di allevamento e densità, coperture; porta a maturazione frutti di alta qualità, ovvero con calibro prevalentemente di almeno 28mm, consistenza superiore a 70 D25, dolcezza non inferiore a 18 °brix, buon livello di acidità per esaltarne l'aroma; presenta una finestra di raccolta di almeno una settimana; tollera le principali avversità abiotiche (cracking) e biotiche (funghi e batteriosi).

Fig. 3 -  L’uniformità di pezzatura alla raccolta è tra i caratteri più ricercati

Per le centrali di commercializzazione le varietà di ciliegio devono adattarsi alle moderne tecnologie di lavorazione (catena del freddo e selezione automatico) e conservazione (refrigerazione e confezionamento in atmosfera modificata) e poter garantire una buona shelf life. A questi importanti attributi vanno aggiunti i desideri dei consumatori: salubrità, freschezza, tipicità e giusto rapporto qualità/prezzo.


Dondini L., Lugli S., Sansavini S. (2019). Cherry Breeding: Sweet Cherry (Prunus avium L.) and Sour Cherry (Prunus cerasus L.), in: Al-Khayri J., Jain S., Johnson D., Advances in Plant Breeding Strategies: Fruits., Cham, Springer.

Fideghelli C. (2023). Nuove tecniche di breedinge privative vegetali alimentano l’innovazione. Frutticoltura, 4.

Lugli S. (2023). L’innovazione varietale nel ciliegio verso nuovi traguardi. Frutticoltura, 4


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