In Uzbekistan, la produzione cerasicola conta sull’implementazione di nuove tecniche d coltivazione intensiva. Per fare questo, uno dei primi passi è sicuramente la transizione verso l’impiego di portainnesti nanizzanti, che quindi devono essere prodotti in quantità (e in breve tempo). La propagazione via seme porta variabilità genetica, mentre quella vegetativa porta un rischio maggiore di trasmissione di malattie.
Tre istituti di ricerca di Tashkent (Uzbekistan) hanno condotto uno studio che ha analizzato la risposta alla micropropagazione clonale di differenti cultivar e portinnesti di ciliegio dolce, con l’obiettivo di individuare, per ciascun genotipo, le condizioni colturali più efficaci per la proliferazione dei germogli.
In particolare, sono stati confrontati diversi substrati nutritivi, tra cui il Driver and Kuniyuki Walnut (DKW), il Murashige and Skoog (MS) e il Woody Plant Medium (WPM), in combinazione con differenti concentrazioni di regolatori di crescita vegetale.

Risultati
I risultati hanno evidenziato una marcata variabilità genotipica nella risposta in vitro, confermando che l’efficienza della micropropagazione dipende sia dalla composizione del mezzo di coltura sia dal tipo e dalla concentrazione dei fitoregolatori utilizzati.
Tra i portinnesti esaminati, Krimskiy-5 ha mostrato una delle risposte più favorevoli, raggiungendo una media di 2,95 germogli per espianto e una lunghezza media di 1,84 cm su substrato DKW integrato con benzilaminopurina (BAP). Anche Gisela-5 e Gisela-6 hanno manifestato una buona capacità proliferativa, con rispettivamente 2,77 e 2,99 germogli, utilizzando condizioni colturali analoghe.
Il portinnesto Colt ha evidenziato una risposta positiva a concentrazioni differenti di BAP, raggiungendo circa 2,92 germogli per espianto con una lunghezza media di 1,78 cm. Questi risultati sottolineano il ruolo centrale delle citochinine, in particolare della BAP, nella stimolazione della divisione cellulare e della formazione di nuovi germogli durante la fase di moltiplicazione.
Cultivar
Anche le cultivar hanno presentato risposte differenziate. Bahor, Volove Serdse e Revershon hanno ottenuto risultati particolarmente interessanti quando il mezzo DKW è stato associato a combinazioni contenenti meta-topolina (mT). In tali condizioni, il numero di germogli ha superato 2,9 per espianto, mentre la loro lunghezza è risultata superiore a 2,1 cm.
La cultivar Kara Geles ha invece risposto maggiormente alla combinazione di acido naftalenacetico (NAA) e tidiazuron (TDZ), raggiungendo 3,22 germogli. Il valore più elevato di proliferazione è stato registrato nella cultivar Pink Napoleon, con 3,42 germogli e una lunghezza media di 3,52 cm, indicando una particolare attitudine genetica alla moltiplicazione in vitro.
Nel complesso, il mezzo DKW si è dimostrato più efficace rispetto ai mezzi MS e WPM per la proliferazione della maggior parte dei genotipi analizzati. Lo studio evidenzia quindi la necessità di sviluppare protocolli di micropropagazione specifici per genotipo, calibrando accuratamente composizione minerale, concentrazione dei fitoregolatori e condizioni di coltura.
Tali risultati possono contribuire alla produzione più efficiente di materiale vivaistico geneticamente uniforme e di elevata qualità, favorendo la propagazione su larga scala di cultivar e portinnesti di interesse agronomico.
Fonte: http://sabraojournal.org/wp-content/uploads/2026/02/SABRAO-J-Breed-Genet-58-1-368-377-MS25-86.pdf
Fonte immagine: Stefano Lugli
Melissa Venturi
Dottoressa di Ricerca in Scienze e Tecnologie Agrarie, Ambientali e Alimentari - Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree - Bologna, IT
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