Ciliegie argentine da record: fino a 30 euro al chilo con la prima raccolta

07 nov 2025
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Prezzi alle stelle per le prime ciliegie della stagione in Argentina, complice una disponibilità limitata e una domanda guidata dai consumatori alto-spendenti. Il mercato interno diventa sempre più appetibile anche rispetto all’export.

La stagione 2025 delle ciliegie in Argentina si è aperta con un vero e proprio balzo nei prezzi, segnando un record storico per il mercato interno. Le prime partite arrivate da Mendoza hanno toccato i 45.000 pesos al chilo nei punti vendita al dettaglio, spinti da una disponibilità estremamente ridotta e da una domanda sostenuta da un pubblico d’élite disposto a pagare per la qualità.

Dati record dal mercado central

Secondo quanto riportato dal Mercado Central de Buenos Aires (MCBA), il 29 ottobre i prezzi all’ingrosso hanno raggiunto i 30.400 pesos al chilo, con un incremento superiore al 350% rispetto allo stesso periodo del 2024. La varietà attualmente in vendita è la Nimba, di categoria “elegido” e calibro medio, mentre l’anno scorso, nello stesso periodo, circolava la varietà Royal Lee, anch’essa di qualità scelta ma venduta sfusa.

Sebbene la differenza varietale e il tipo di confezionamento possano influire parzialmente sul confronto, l’aumento di prezzo risulta comunque eclatante, evidenziando un mercato molto più dinamico e competitivo.

Prezzi al dettaglio triplicati

Nelle principali aree commerciali del nord della Grande Buenos Aires e nella capitale, il prezzo al dettaglio ha toccato i 45.000 pesos al chilo — circa 31 dollari (circa 29 euro) al cambio ufficiale — ovvero tre volte tanto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo trend conferma l’ascesa delle ciliegie argentine a bene premium all’interno del mercato nazionale.

Secondo le fonti del MCBA, però, rispetto al 2024 i margini tra il prezzo all’ingrosso e quello al dettaglio non si sono ampliati in maniera significativa: gran parte dell’aumento si concentra nella filiera intermedia, tra grossista e dettagliante.

Il prezzo medio all’ingrosso, sempre riferito al 29 novembre, si è attestato a 29.600 pesos al chilo, registrando un’impennata superiore al 400% su base annua, sintomo di una disponibilità ancora molto bassa di frutta di qualità sul mercato.

"Chi cerca qualità è disposto a pagare"

Dallo stesso MCBA confermano che i consumatori disposti ad acquistare ciliegie in questo periodo dell’anno appartengono al segmento socioeconomico più alto (ABC1), motivati dalla ricerca di un prodotto eccellente. "Quando la ciliegia è buona, il prezzo passa in secondo piano", afferma un operatore del mercato.

Un chilo di ciliegie di alta qualità esposto in un supermercato di fascia alta nella zona di Pilar, ad esempio, supera i 45.000 pesos: una cifra che, secondo alcuni analisti, garantisce ai produttori un ritorno superiore all’export.

Interno vs Cina: la sfida della redditività

Il confronto con l’export, in particolare verso la Cina, offre spunti interessanti. Sebbene il prezzo al chilo superi i 40 dollari (circa 37 euro) nel mercato cinese, i costi di trasporto, imballaggio e logistica internazionale riducono sensibilmente i margini dei produttori argentini.

Il mercato interno, al contrario, risulta logisticamente più semplice e meno rischioso, con distanze massime di 1.300 km tra i centri di confezionamento e le principali aree di consumo. Una condizione che, almeno nella fase iniziale della stagione, rende il mercato nazionale un’opzione strategicamente più vantaggiosa.

Le prossime settimane: attesa per nuova offerta

L’arrivo di volumi maggiori da Mendoza e dal nord della Patagonia è previsto nei prossimi giorni, e potrebbe portare a una graduale stabilizzazione dei prezzi. Tuttavia, secondo gli analisti, sarà difficile tornare ai livelli del 2024, complice l’aumento dei costi di produzione e il contesto inflazionistico nazionale.

Rimane però una variabile da tenere sotto controllo: l’eventuale ingresso di ciliegie cilene nel mercato argentino. Con una produzione nettamente superiore e costi più bassi, la concorrenza del Cile potrebbe generare una pressione al ribasso sui prezzi interni, mettendo a rischio la redditività dei produttori locali.

Un mercato in evoluzione, tra opportunità e incognite

Il boom dei prezzi riflette la crescente percezione della ciliegia come prodotto premium, ma sottolinea anche la necessità di pianificare con maggiore attenzione la produzione e la logistica, per evitare squilibri che penalizzino i consumatori e creino incertezze nella filiera.

Se la qualità e la disponibilità saranno gestite con equilibrio, il mercato interno argentino — storicamente subordinato all’export — potrebbe diventare un canale di vendita sempre più rilevante e profittevole per la ciliegia nazionale.

Fonte: masp-lmneuquen-com

Fonte immagine: Info Mendoza


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