Ciliegie: il Cile vola con i privati, l’Argentina sogna la ripartenza

11 set 2025
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Nel Sud del mondo, il business delle ciliegie si è affermato come uno dei settori agroesportatori più dinamici. Ma se il Cile si è imposto come leader grazie a una strategia basata su investimenti privati e politiche statali di supporto indiretto, l’Argentina cerca ora di rilanciarsi dopo anni di turbolenze economiche.

A delineare le differenze tra i due modelli è Marcela Martínez, responsabile tecnica di San Jorge Packaging, azienda cilena all’avanguardia nella tecnologia per il confezionamento della frutta. In un’intervista a +P, Martínez analizza come le scelte di politica pubblica abbiano inciso profondamente sullo sviluppo del settore ciliegie nei due Paesi.

Cile: un ecosistema favorevole agli investimenti privati

Nel caso cileno, il punto di forza è stato un chiaro equilibrio tra pubblico e privato. “Il produttore ed esportatore cileno è un attore privato che opera in autonomia, assumendosi i rischi dell'investimento. Il ruolo dello Stato è quello di creare le condizioni: accordi bilaterali, protocolli fitosanitari, negoziazioni con mercati chiave come Cina e Stati Uniti”, spiega Martínez.

Questa impostazione ha consentito al Cile di moltiplicare la propria produzione in soli vent’anni, consolidando la Cina come principale mercato di destinazione. Stabilità macroeconomica, certezza del diritto e coerenza nelle politiche commerciali – indipendentemente dai cambi di governo – hanno favorito un contesto prevedibile e sicuro per pianificare sul lungo periodo. “Il merito è dei privati, ma è il quadro istituzionale che dà fiducia per innovare”, sottolinea Martínez.

Argentina: segnali di ripresa tra incertezze strutturali

Il confronto con l’Argentina mette in luce criticità e potenzialità. L’instabilità economica ha storicamente penalizzato le esportazioni: cambi normativi improvvisi, restrizioni valutarie, pressione fiscale e scarsità di credito hanno ostacolato la crescita del settore ciliegie.

“Qualsiasi cambiamento di politica pubblica si riflette immediatamente sull’esportatore argentino”, evidenzia Martínez. Questo ha spinto il Paese a privilegiare mercati come Europa e Stati Uniti, utilizzando perlopiù il trasporto aereo. Tuttavia, la crescente attrazione del mercato cinese sta incentivando un cambio di rotta, con un maggiore interesse per la logistica marittima e per soluzioni tecnologiche avanzate, come gli imballaggi in atmosfera modificata.

“Oggi si torna a parlare di nuovi impianti di ciliegie, un segnale che qualcosa sta cambiando. Le aspettative sono in risalita”, afferma Martínez, sottolineando un rinnovato clima di fiducia nel settore.

Tecnologia e packaging: il vero “plus” competitivo del Cile

Nel mondo competitivo dell’export ortofrutticolo, la tecnologia è diventata un elemento chiave per garantire qualità e posizionamento sui mercati premium. San Jorge Packaging, con sede in Cile, è uno degli attori principali nello sviluppo di soluzioni per la conservazione delle ciliegie.

“Oggi, il 100% delle ciliegie cilene destinate all’export via mare viaggia in confezioni con atmosfera modificata. È l’unico modo per arrivare in Cina con frutta che mantiene peduncolo verde, consistenza e colore intatti dopo oltre 40 giorni di viaggio”, spiega Martínez.

Questi imballaggi, realizzati in polietilene, riducono l’ossigeno e aumentano l’anidride carbonica all’interno, rallentando la respirazione del frutto e prevenendo muffe. Il risultato? Un prodotto che conserva le caratteristiche organolettiche dal campo alla tavola.

Automatizzazione e futuro: il Flowpack che guarda oltre il Cile

Per rispondere alla carenza di manodopera e migliorare l’efficienza, San Jorge Packaging ha sviluppato – in collaborazione con l’europea Ulma – un sistema Flowpack automatizzato capace di sigillare fino a 35 confezioni al minuto. “L’automazione è una risposta strategica: riduce l’intervento umano e garantisce uniformità del prodotto, un plus fondamentale per i mercati esigenti come quello cinese”, commenta Martínez.

E non si guarda solo al mercato cileno. L’Argentina, ora in fase di riorientamento verso l’export marittimo verso l’Asia, rappresenta una nuova frontiera per l’adozione di queste tecnologie. “L’obiettivo è servire tutto l’emisfero sud, mantenendo la qualità della frutta anche fuori stagione”, conclude Martínez.

Conclusione: due strade diverse, una stessa lezione

La storia parallela di Cile e Argentina dimostra che la stabilità istituzionale e l’apertura commerciale contano più dei sussidi diretti. Le ciliegie cilene, oggi protagoniste nei supermercati cinesi, sono il frutto di scelte strategiche, tecnologia e investimenti privati sostenuti da un sistema che offre certezze. Per l’Argentina, il cammino è ancora in corso, ma i primi segnali positivi ci sono. E il packaging – come quello sviluppato da San Jorge – potrebbe essere l’elemento chiave per fare la differenza.

Fonte testo e immagine: masp-lmneuquen-com


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