Come team Post-raccolta di Paclife, ogni stagione cerchiamo di andare oltre le prove in origine. Parte del nostro modo di lavorare è osservare ciò che accade dove il frutto viene davvero messo alla prova: a destinazione.
Per questo, durante l’ultima stagione delle ciliegie siamo andati in Cina per seguire da vicino l’arrivo di diversi carichi e valutare sul campo come si comporta la frutta dopo il lungo viaggio dal Cile. La prima cosa che abbiamo confermato è qualcosa che oggi è sempre più evidente per il settore: il tempo di conservazione a destinazione è una variabile critica. Abbiamo monitorato diversi arrivi sul mercato cinese e ci siamo resi conto che, quanto più lungo è il tempo di stoccaggio, tanto più diventa fondamentale l’utilizzo di un imballaggio tecnologico capace di proteggere la qualità del frutto. E questo mercato, così esigente, se ne sta già accorgendo.
Sul campo abbiamo anche osservato come i tempi di attesa a destinazione — spesso inevitabili — possano influenzare attributi come freschezza e consistenza. In questo contesto, disporre di soluzioni in grado di garantire stabilità per periodi prolungati smette di essere un vantaggio e diventa una necessità.

Durante il monitoraggio
Durante il monitoraggio abbiamo inoltre analizzato diverse strategie adottate dal settore per gestire le varietà più sensibili durante i lunghi trasporti. Un esempio chiaro è la varietà Regina. Come accade per molte altre varietà delicate, vengono utilizzati sacchetti speciali a bassa atmosfera o ad alta umidità. Tuttavia, nella pratica, abbiamo constatato che questo tipo di soluzioni non sempre è sufficiente per proteggere adeguatamente il prodotto.
Questo rafforza una linea di lavoro che portiamo avanti da diversi anni: sviluppare una soluzione di confezionamento solida e coerente per tutte le varietà di ciliegie, capace di mantenere la stabilità dei gas e dell’umidità anche in scenari logistici complessi.
Durante quest’ultimo viaggio abbiamo anche potuto confermare le buone prestazioni di queste soluzioni. Abbiamo osservato che l’imballaggio genera un’elevata umidità relativa, contribuendo a evitare la disidratazione e mantenendo le perdite di peso al di sotto dell’1%, mentre il comportamento dei gas rimane stabile anche in condizioni difficili a destinazione.
Ma non si tratta
Ma non si tratta solo di una busta in atmosfera modificata (MAP). Nella pratica si osserva una chiara differenza tra le aziende che utilizzano esclusivamente MAP e quelle che lavorano con un insieme integrato di tecnologie progettate per ogni fase del processo, tutelando il frutto dal confezionamento fino all’arrivo sul mercato.
Quanto osservato in Cina conferma inoltre che lo sviluppo di soluzioni post-raccolta deve rispondere alle sfide reali che il settore affronta oggi. La saturazione del mercato cinese, i lunghi trasporti marittimi, la sovrapproduzione e le perdite qualitative rendono sempre più necessario disporre di strumenti in grado di garantire maggiore sicurezza e stabilità al prodotto lungo tutto il processo di esportazione.
Il lavoro sul campo è stato intenso, in un porto che non si ferma mai. Ma è stata anche un’esperienza che ribadisce un aspetto fondamentale: quando la frutta deve percorrere migliaia di chilometri per arrivare al consumatore, osservare ciò che accade a destinazione è essenziale per continuare a perfezionare le soluzioni e offrire strumenti sempre più efficaci al settore.
Fonte immagini: Paclife
Gonzalo Quitral
Coordinatore Ricerca e Sviluppo, Paclife Cile
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