Per rafforzare la competitività delle ciliegie cilene serve una revisione delle strategie

30 giu 2026
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Alla 4ª edizione di CherryTech 2026 ha partecipato Jordi Casas, consulente tecnico internazionale specializzato in drupacee, uva, kiwi e ciliegie, che ha analizzato la stagione passata e quella futura delle ciliegie cilene.

Durante la sua presentazione, Casas ha svolto un’analisi tecnica e commerciale della stagione, indicando che la produzione è diminuita rispetto al record storico di 125 milioni di casse e che sono stati ottenuti calibri migliori, grazie a pratiche agronomiche che hanno permesso una regolazione del carico più efficiente nei frutteti.

Nonostante ciò, i prezzi hanno continuato a scendere.

“Con un volume uguale o inferiore, e con un frutto che in teoria era migliore, avremmo dovuto avere una risposta positiva dal mercato. Tuttavia, questo non è accaduto”, ha evidenziato.

Ha spiegato che nella scorsa stagione il Cile ha ridotto del 9% le spedizioni verso la Cina e ha aumentato gli invii verso altri mercati.

Ha aggiunto che l’industria ha dovuto affrontare anche importanti problemi di qualità e condizione del prodotto. Ha specificato che in alcuni casi è stato rilevato un aumento di frutti molli, imbrunimenti, disidratazione dei pedicelli, spaccature e altri difetti che hanno compromesso la percezione del prodotto a destinazione.

Secondo Casas, il principale fattore che ha contribuito al calo dei prezzi è stata la gestione commerciale dell’offerta. Ha spiegato che la ritenzione della frutta nei momenti di elevato volume ha generato un accumulo che ha finito per esercitare un’ulteriore pressione al ribasso sui valori.

“Stiamo parlando di un prodotto altamente deperibile. Quando arriva molto volume, i mercati più sviluppati capiscono che bisogna fare promozioni e movimentare rapidamente la frutta. Trattenerla può finire per danneggiare il mercato e accelerare la caduta dei prezzi”, ha affermato.

Ciliegie cilene e processo di adattamento

Nonostante le difficoltà, Casas ha dichiarato che il Paese sudamericano mantiene una posizione privilegiata come principale fornitore di ciliegie dell’emisfero australe e che continuerà a essere l’attore dominante nei prossimi anni.

Tuttavia, ha avvertito che questo vantaggio competitivo richiede una maggiore coordinazione e una più ampia capacità di adattamento ai cambiamenti.

“La sfida non è più soltanto produrre di più. Dobbiamo imparare a gestire meglio questa macchina che abbiamo costruito come industria”, ha sostenuto.

Decisioni urgenti per recuperare la redditività

Senza dubbio, uno dei principali punti di svolta del business delle ciliegie cilene è la redditività.

Casas ha sottolineato che il nuovo scenario sta obbligando ad analizzare ogni appezzamento e ogni varietà in modo individuale, per determinare quali siano ancora sostenibili e quali debbano uscire dal business.

“Ci sono frutteti e varietà che non sono più redditizi. Se le condizioni produttive e commerciali sono cambiate, dobbiamo prendere decisioni adesso e non continuare ad aumentare le perdite”, ha indicato.

A suo giudizio, il ricambio varietale sarà uno strumento chiave per il futuro, come già accaduto in passato per specie come uva da tavola, melo e nettarino.

Con una visione di lungo periodo, il consulente ha sottolineato che la competitività del settore dipenderà sempre di più dalla capacità di produrre frutta costante e di alta qualità.

A tal fine, ha menzionato come priorità una gestione più precisa dell’irrigazione, un’adeguata regolazione del carico, un uso equilibrato dei regolatori di crescita, programmi fitosanitari rigorosi e un controllo stretto delle operazioni in campo.

Nuova strategia

Lo specialista ha spiegato che l’industria cilena deve avanzare verso una nuova strategia più coordinata, prendendo come esempio modelli di successo, come quello di Zespri nel kiwi. Ha sottolineato che non si tratta di replicare esattamente quello schema, ma di recuperare uno dei suoi principali insegnamenti: la capacità di costruire una relazione diretta con il consumatore.

“Noi continuiamo a lavorare principalmente con gli importatori e i distributori. La sfida è conquistare il consumatore e recuperare il valore della ciliegia cilena”, ha dichiarato.

Infine, ha invitato a rafforzare la diversificazione dei mercati, a stabilire standard di qualità più esigenti sia in origine sia a destinazione, e a recuperare il carattere premium che storicamente ha contraddistinto la ciliegia cilena.

“Abbiamo una posizione privilegiata e un enorme vantaggio competitivo. Ma se continuiamo a fare sempre le stesse cose, otterremo esattamente gli stessi risultati. Questa stagione ci ha lasciato molte lezioni e dobbiamo sfruttarle per costruire un’industria più solida e sostenibile”.

Fonte: Macarena Bravo, Portal Fruticola

Fonte immagine: Stefano Lugli


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