Effetti dell’atmosfera controllata sulla qualità post-raccolta delle ciliegie dolci

05 feb 2026
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La ciliegia dolce è un frutto di elevato valore commerciale, ma la sua struttura delicata la rende particolarmente suscettibile a danni fisici e a deterioramento fisiologico durante le fasi di gestione post-raccolta.

Questi fattori limitano in modo significativo la sua shelf life, soprattutto durante lunghi periodi di conservazione e trasporto.

Per questo motivo, l’utilizzo della conservazione in atmosfera controllata ha suscitato un crescente interesse come strategia efficace per ridurre le perdite post-raccolta e preservare la qualità del frutto, rallentando i processi metabolici e ritardando la senescenza.

Obiettivo dello studio

L’obiettivo di questo studio è stato quello di indagare gli effetti di diverse composizioni di atmosfera controllata sulla qualità post-raccolta.

L’esperimento è stato condotto presso il Centro di Studi Post-Raccolta della Facoltà di Scienze Agronomiche dell’Università del Cile, situato a La Pintana, nella Regione Metropolitana di Santiago.

È stato adottato un disegno sperimentale fattoriale che ha combinato cinque diverse composizioni atmosferiche con due durate di conservazione sulle cultivar ‘Bing’ e ‘Lapins’.

Le combinazioni, espresse come percentuali di ossigeno e anidride carbonica (% O₂ + % CO₂), sono state: 20 + 1 (aria normale, utilizzata come controllo), (13 + 7), (11 + 14), (11 + 11) e (9 + 11).

Metodo di conservazione

Le ciliegie sono state conservate a 0 °C per 35 o 42 giorni in tali condizioni.

Al termine della conservazione a freddo, i frutti sono stati trasferiti in atmosfera normale e mantenuti per ulteriori tre giorni a 10 °C, al fine di simulare le condizioni di commercializzazione.

Durante il periodo di valutazione è stata analizzata un’ampia gamma di parametri qualitativi di natura fisica e chimica.

Tra questi, la perdita di peso, la consistenza del frutto, il colore della buccia, il contenuto di solidi solubili (SS) e l’acidità titolabile (AT).

Parametri analizzati

Inoltre, è stata attentamente registrata l’incidenza di disordini fisiologici e patologici quali pitting, marciumi e imbrunimento del peduncolo, poiché tali difetti influenzano fortemente l’accettabilità del prodotto da parte del consumatore e la sua commerciabilità.

I risultati hanno evidenziato differenze significative tra i trattamenti e tra le cultivar, sottolineando l’importanza di adattare le condizioni di atmosfera controllata alle specifiche risposte varietali.

Nelle ciliegie ‘Bing’, l’atmosfera composta da 9% O₂ e 11% CO₂ si è dimostrata particolarmente efficace, determinando una colorazione della buccia rosso più chiara e una minore incidenza di disordini esterni rispetto ai frutti conservati in aria normale.

Inoltre, tutti i trattamenti in atmosfera controllata hanno contribuito a una marcata riduzione dell’imbrunimento del peduncolo, uno dei disordini post-raccolta più penalizzanti dal punto di vista visivo.

Risultati sulle cultivar

Nella cultivar ‘Lapins’, tutte le combinazioni di atmosfera controllata hanno costantemente superato l’aria normale nel mantenimento del colore del frutto e nella riduzione dell’incidenza dei marciumi.

In particolare, la combinazione gassosa di 11% O₂ e 14% CO₂ si è rivelata particolarmente efficace nel preservare l’acidità titolabile e nel ridurre i disordini esterni del frutto, anche dopo periodi di conservazione prolungati oltre i 42 giorni.

Questi risultati suggeriscono una maggiore tolleranza delle ciliegie ‘Lapins’ a livelli elevati di CO₂, consentendo una conservazione più lunga senza compromettere la qualità.

Nel complesso, lo studio dimostra che la conservazione in atmosfera controllata rappresenta uno strumento efficace per prolungare la vita post-raccolta delle ciliegie dolci.

Conclusioni

Ottimizzando le concentrazioni gassose in funzione della cultivar e della durata di frigoconservazione, è possibile mantenere le principali caratteristiche qualitative, ridurre i disordini fisiologici e migliorare le prestazioni del frutto durante la fase di commercializzazione.

Fonte: https://repositorio.uchile.cl/handle/2250/205984

Fonte immagine: Stefano Lugli

Melissa Venturi
Università di Bologna


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