Ciliegie da esportazione: le migliori cultivar e tecniche per mercati internazionali

26 ago 2025
2219

Le ciliegie destinate ai mercati internazionali devono mantenere frutto e peduncolo in condizioni ottimali per periodi che possono superare anche le 4 settimane, soprattutto in caso di spedizioni via mare.

Un recente studio, condotto per due anni consecutivi, ha valutato l’evoluzione dei parametri di qualità delle ciliegie dopo la selezione ed il confezionamento commerciale, seguiti da 4 settimane di conservazione in sacchetti ad atmosfera modificata (MA) a temperatura ottimale (−0,6 °C) e sub-ottimale (4,4 °C), simulando possibili interruzioni della catena del freddo.

L’analisi ha considerato sia parametri fisico-chimici (durezza, forza di ritenzione del peduncolo, colore, solidi solubili, acidità) sia difetti visivi (cracking, pitting, pebbling, stato del peduncolo).

Le cultivar di ciliegio su cui sono stati eseguiti i test erano cinque: “Chelan”, “Black Pearl”, “Bing”, “Regina”, e “Skeena”.

Risultati dello studio

I risultati mostrano come “Black Pearl” e “Chelan” risultino “migliori” in termini di alta durezza, elevato contenuto di zuccheri e acidi, buona tenuta del peduncolo, basso tasso di difetti e bassa respirazione.

L’analisi multivariata ha mostrato che durezza, forza di distacco peduncolo-frutto (PFRF) e percentuale di frutti con peduncolo sono i principali fattori discriminanti fra cultivar, come anche il tasso di respirazione.

Inoltre, la temperatura di conservazione ha avuto un impatto netto: a 4,4 °C si sono osservati cali più marcati in durezza, PFRF, acidità e variazioni cromatiche, confermando la necessità di mantenere la catena del freddo per preservare la qualità.

Difetti visivi e confezionamento

Tra i difetti visivi, la frequenza di pitting, pebbling e cracking non è risultata particolarmente legata alla cultivar, ma piuttosto influenzati dalle pratiche di raccolta, manipolazione e confezionamento.

In particolare, l’utilizzo del “cluster-cutter” nelle linee di confezionamento, che rimuove la porzione distale del peduncolo, è associato a rapporti peso/lunghezza più bassi e quindi a maggiore disidratazione.

La qualità del peduncolo, sebbene spesso trascurata rispetto a quella del frutto, è un sensibile indicatore di freschezza, e può deteriorarsi rapidamente in condizioni di umidità o temperatura non ottimali (anche se nello studio le condizioni in atmosfera modificata ad alta umidità hanno limitato tale effetto).

Respirazione e conservazione

Il tasso di respirazione ha mostrato differenze fra cultivar, con “Black Pearl” che ha mostrato i valori più bassi e “Regina” i più alti, indipendentemente dalla temperatura.

In alcune cultivar si è osservato un aumento di durezza durante la conservazione in atmosfera modificata a bassa temperatura, fenomeno già documentato in letteratura e attribuito, fra le altre cause, all’utilizzo di acido gibberellico in pre-raccolta.

Conclusioni operative

Le conclusioni operative dello studio mostrano che, nella gestione della filiera per l’export, la scelta varietale incide su alcuni parametri chiave (durezza, PFRF, solidi solubili, acidità, respirazione), ma molti altri aspetti visivi e fisiologici dipendono da pratiche agronomiche, raccolta e gestione post-raccolta.

“Black Pearl” e “Chelan” sono emerse come le cultivar più adatte per i mercati lontani, soprattutto se abbinate ad un rigoroso mantenimento della catena del freddo ed a tecniche di confezionamento che preservino il peduncolo.

La conoscenza puntuale dei punti di forza e delle criticità di ciascuna cultivar, unitamente a strategie di gestione mirate, può supportare decisioni più efficaci nella pianificazione produttiva e commerciale, riducendo il rischio di perdite qualitative e soddisfare le esigenze dei mercati di destinazione.

Fonte: Leisso, R., Turner, J., McMurtrey, S., Klarer, E., Emmons, J., Wiessner, J., Wang, K., Wang, E., & Imler, C. (2025). Postpacking Sweet Cherry Stem and Fruit Quality Attributes Influenced by Cultivar. HortTechnology, 35(2), 258-266. https://doi.org/10.21273/HORTTECH05585-24 

Fonte immagine: Marca

Andrea Giovannini
Università di Bologna


Cherry Times - Tutti i diritti riservati

Potrebbe interessarti anche

Nuovo Field Day del PMG, il programma di breeding di INIA per le nuove varietà cilene

Breeding Varietà

10 nov 2023

Secondo Giovanni Lobos, ricercatore dell'INIA, l'obiettivo dell'attività era quello di mostrare i progressi e lo stato dei segreganti che, in futuro, potrebbero diventare possibili varietà che si adattino al clima della Regione di Coquimbo o di altre aree precoci del Paese.

In Turchia la campagna 2024 è stata la migliore degli ultimi cinque anni

Mercati

01 nov 2024

Le prospettive sono favorevoli per gli esportatori di ciliegie turchi, che nel 2024 hanno vissuto una delle migliori stagioni degli ultimi anni, grazie a una performance già migliorata l'anno precedente. Nel 2023 le esportazioni sono state pari a 83 milioni di USD.

In evidenza

Estratti acquosi di polline come alternativa all’IBA nella micropropagazione dei portinnesti di ciliegio

Portinnesti

14 lug 2026

Uno studio valuta estratti acquosi di polline di noce e nocciòlo come alternativa naturale all’IBA nella micropropagazione dei portinnesti di ciliegio CAB-6P e Gisela 6, evidenziando effetti su radicazione, crescita, clorofilla e qualità fisiologica delle piante in vitro.

Dalle persone ai robot: acquisire le decisioni di potatura per la futura implementazione robotica

Gestione

14 lug 2026

Uno studio condotto nei frutteti di Prosser, Washington, analizza come esperti, coltivatori e potatori decidono dove tagliare ciliegi e meli, trasformando esperienza e intuizione in regole utili alla potatura dormiente automatizzata e alla gestione del carico produttivo.

Tag Popolari