È questa la volontà dichiarata dell’AOP Cerises de France, che ha aperto la sua giornata di filiera anche ai non aderenti, con l’obiettivo di dinamizzare gli scambi tra professionisti e far crescere il collettivo.
Oltre 80 produttori, operatori commerciali, tecnici e ricercatori si sono riuniti a inizio marzo a Bessenay (69), attorno alla filiera della ciliegia.
Questa giornata, promossa dall’AOP Cerises de France, ha permesso di affrontare le principali sfide tecniche della produzione, favorendo al contempo la coesione dei partecipanti attorno alle missioni della struttura.

Un’organizzazione al servizio della filiera
Fondata nel 2009, l’AOP si presenta come un attore centrale nella strutturazione economica della ciliegia da consumo fresco in Francia.
Oggi riunisce una quindicina di aderenti, tra cui OP, SICA ed esportatori, come Sicoly, Val de Nesque, Paysans du Ventoux e Califruits, distribuiti in quattro grandi bacini produttivi (PACA, AURA, Occitania e Centro-Valle della Loira).
«Dopo aver ottenuto il riconoscimento nazionale nel 2011, l’AOP è l’interlocutore ufficiale presso il Ministero», ha ricordato il presidente Jean-Christophe Neyron, sottolineando l’importanza di una rappresentanza della filiera quanto più ampia possibile.
In qualità di portavoce del settore, l’AOP conduce azioni trasversali, dalla produzione alla commercializzazione: migliore conoscenza dei volumi per bacino per regolare l’offerta, partecipazione ai lavori di omologazione con il CTIFL, fino all’ottenimento di deroghe fitosanitarie in collaborazione con la FNPF e le altre AOP.
Come ha sintetizzato la direttrice Alexandra Lacoste, «è uno strumento di supporto alle decisioni per produrre in condizioni soddisfacenti».
Rafforzare il collettivo
Nonostante il numero di aderenti sia raddoppiato dalla sua creazione, l’AOP afferma di rappresentare ancora solo il 35% dei volumi francesi. Un margine di crescita che i responsabili intendono colmare rapidamente.
«Il futuro della ciliegia francese non si giocherà individualmente, ma in modalità collettiva», ha sottolineato Mathilde Chambe, direttrice di Chambe Agrifruits. «E mancano ancora operatori cruciali attorno al tavolo». Questa situazione evidenzia la vulnerabilità di una filiera ancora frammentata.
Gli attuali aderenti dell’AOP hanno quindi insistito sulla necessità di rafforzare l’unione del settore come leva strategica a più livelli. In primo luogo, consente di aumentare il peso dei professionisti nei confronti delle istituzioni, facilitando l’ottenimento delle deroghe fitosanitarie necessarie in un contesto di riduzione delle soluzioni disponibili.
Inoltre, contribuisce a una migliore organizzazione del mercato, anticipando i volumi e coordinando le immissioni per limitare i crolli improvvisi dei prezzi nei momenti di picco produttivo.
Infine, questa strutturazione collettiva mira a instaurare un dialogo più equilibrato con la grande distribuzione, parlando con una sola voce e difendendo una valorizzazione più equa della ciliegia francese.
«La presenza delle insegne durante questa giornata (come Grand Frais, Intermarché o Casino) deve essere interpretata come un segnale positivo», ha sottolineato Grégoire Limone, direttore commerciale di Comptoir Rhodanien.
Viene quindi lanciato un appello alla filiera francese della ciliegia per rafforzare il collettivo, con l’ambizione di superare la metà dei volumi nazionali, sul modello di altre filiere strutturate, come quella delle pesche e delle albicocche. Oltre alla strutturazione economica e commerciale, la sfida è anche tecnica: garantire soluzioni affidabili per il futuro della produzione.
Perrine Fortin-Dorie
Fonte: Végétable
Fonte immagine apertura: AOP Cerises de France
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