All’Università del Cile, è stato condotto uno studio che analizza l’efficacia di diversi agenti chimici utilizzati per stimolare il germogliamento nel ciliegio, con particolare attenzione all’influenza del momento di applicazione durante il periodo di riposo invernale.
Il tema è particolarmente interessante nell’ottica di una nuova strategia di adattamento ai cambiamenti climatici, che stanno riducendo la disponibilità di freddo invernale necessario per un corretto sviluppo fisiologico delle piante decidue.
Il ciliegio, infatti, richiede un determinato accumulo di ore di freddo per garantire un germogliamento uniforme, una fioritura regolare e un’adeguata allegagione dei frutti. Quando tali condizioni non sono soddisfatte, si verificano problemi produttivi rilevanti, tra cui disomogeneità nello sviluppo delle gemme e riduzione della resa.
Per mitigare questi effetti, la ricerca agronomica ha sviluppato strategie basate sull’impiego di composti chimici in grado di “forzare” o anticipare la ripresa vegetativa. Lo studio si propone quindi di valutare non solo l’efficacia di diversi promotori chimici del germogliamento, ma anche il ruolo cruciale del timing di applicazione.

La sperimentazione
La sperimentazione è stata condotta su varietà ‘Santina’, in un ceraseto situato nella regione del Maule, in Cile, durante la stagione produttiva 2023. Sono stati testati vari trattamenti: cianammide idrogenata, tidiazuron ed Erger® associato a nitrato di calcio, oltre a nitrato di potassio e a un gruppo di controllo senza applicazioni.
Un elemento metodologico rilevante è la comparazione tra due epoche di applicazione distinte: una anticipata (45 giorni prima del germogliamento stimato) e una più tardiva (30 giorni prima). Questo approccio consente di analizzare come la tempistica influenzi velocità e uniformità del processo di germogliamento.
Le osservazioni sono state effettuate sia in condizioni di campo sia in ambiente controllato, permettendo una valutazione dettagliata dello sviluppo delle gemme. I risultati evidenziano differenze significative tra i trattamenti, legate sia al tipo di prodotto sia al momento di applicazione.
I risultati
La cianammide idrogenata si dimostra particolarmente efficace nell’anticipare il germogliamento: quando applicata precocemente, consente di raggiungere il 50% di gemme aperte in circa 12 giorni. Un’applicazione tardiva tende invece a concentrare il processo in un intervallo più breve, pari a circa 8 giorni.
Tuttavia, questo composto presenta potenziali effetti collaterali come la fitotossicità nelle fasi più avanzate dello sviluppo. Il tidiazuron si distingue per la capacità di uniformare il germogliamento lungo la chioma della pianta, indipendentemente dal momento di applicazione.
Inoltre, quando utilizzato in epoca tardiva, favorisce una miglior allegagione dei frutti, con valori elevati nelle settimane successive alla piena fioritura. Altri trattamenti, come quelli basati su bioregolatori naturali o sali nutritivi, mostrano effetti più variabili e meno prevedibili.
Le conclusioni
Nel complesso, lo studio dimostra che la gestione della schiusura delle gemme nei ciliegi non può basarsi esclusivamente sulla scelta del prodotto. È necessario considerare in modo integrato anche il momento di intervento agronomico, che risulta determinante nel modulare la risposta fisiologica delle piante.
In conclusione, la ricerca evidenzia come l’uso mirato di agenti chimici, combinato con una corretta pianificazione, possa contribuire a stabilizzare la produzione e migliorare la qualità delle colture frutticole.
Fonte: Flores Canelo, S. (2025).Efectividad de agentes químicos promotores de la brotación aplicados en dos épocas durante la latencia invernal de cerezos. Disponible en https://repositorio.uchile.cl/handle/2250/208083
Fonte immagine:
Melissa Venturi
Dottoressa di Ricerca in Scienze e Tecnologie Agrarie, Ambientali e Alimentari - Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree, Università di Bologna, IT
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