Come la stagionalità dei consumi influisce sulle prestazioni ambientali delle filiere frutticole: il caso delle ciliegie in Cina

07 set 2023
2842

Alessandro Palmieri - Università di Bologna (IT)
Comitato tecnico-scientifico di Cherry Times

La globalizzazione e l’affermarsi di nuovi modelli di consumo stanno progressivamente rimodellando i comportamenti dei consumatori. In Cina, ad esempio, l’aumento della disponibilità economica e dell’attenzione alla salute sta determinando una crescita della domanda di frutta fresca. Di riflesso, tuttavia, tra i consumatori si va perdendo sensibilità nei confronti della stagionalità dei prodotti, che si traduce nella richiesta di frutta fresca disponibile tutto l’anno.

Per quanto riguarda le ciliegie, la necessità di mantenere la disponibilità dell’offerta tutto l’anno per i consumatori cinesi, si realizza alternando prodotto locale ottenuto in pieno campo (da maggio a luglio) a prodotto coltivato in serra (marzo e aprile) ed integrando l’offerta con consistenti importazioni provenienti soprattutto da Cile, Stati Uniti e Turchia, sia via nave, sia via aerea.

In particolare, nel 2019, su un totale di 622.000 tonnellate di ciliegie consumate, si è registrato il 25% di prodotto nazionale da pieno campo, il 44% di origine nazionale coltivato in serra e il 31% da importazioni da paesi terzi.

Come intuibile, le conseguenze di questo modello di consumo possono essere rilevanti in termini di costi ambientali. Tramite il modello della LCA (Life Cycle Analysis) spazio-temporale su scala stagionale, pertanto, sono stati misurati gli impatti ambientali dovuti a diverse tipologie di consumo di ciliegie in Cina, valutati attraverso alcuni tra i principali indicatori ambientali.

Tra questi, il più noto e significativo è quello relativo alle quantità emesse di gas serra (GHG), misurate tramite l’indicatore GWP (Global Warming Potential) che considera il potenziale contributo all'effetto serra delle molecole di ogni specie gassosa presente in un'emissione in atmosfera.

I modelli di consumo considerati sono complessivamente 13 e derivano dalla combinazione tra la produzione di frutti in pieno campo e in serra nelle provincie dello Shandong e del Liaoning, distribuiti via terra e via aereo e l’importazione di frutti (coltivati in pieno campo) da Cile, Stati Uniti e Turchia, distribuiti via mare o per via aerea. Il punto di arrivo considerato per tutte le tipologie di consumo considerate è la città di Pechino.

I dati inventariali necessari all’esecuzione della LCA sono stati rilevati tramite l’analisi dei processi produttivi in imprese campione, ubicate in Cina e nei 3 paesi fornitori considerati, sia per la fase produttiva, sia per quella di condizionamento. Alle emissioni calcolate per queste due fasi, in ultimo, sono state aggiunte le emissioni derivanti dalle provenienze e modalità di trasporto di cui sopra.

In questo modo è stato possibile definire l’impatto ambientale, in termini di emissioni di gas serra, del consumo di ciliegie extra-stagionali, derivanti da coltivazioni in serra locali oppure importate, nei confronti del consumo di prodotto stagionale.

I risultati in termini di emissioni di GHG sono evidenziati in figura 1. Come rilevabile, l’indicatore GWP dei diversi modelli considerati è risultato molto variabile, da 1,33 a 6,38 kg CO2-eq. Le minori emissioni si registrano per le produzioni locali da pieno campo che riescono a mantenersi sotto i 2 kg CO2-eq, anche nel caso siano trasportate per via aerea, ma anche per i frutti di importazione cilena, purché trasportati via mare.

All’opposto, le emissioni più elevate derivano dalle ciliegie cilene importate per via aerea, ma solo poco più sotto si collocano le produzioni in serra dello Shandong, il cui impatto nella fase agricola è di gran lunga il maggiore tra i casi considerati a causa del carbone impiegato per il riscaldamento.

A livello produttivo, in Cina le più elevate emissioni si sono registrate per l’apporto di fertilizzanti ed agrofarmaci, mentre negli altri paesi fornitori, soprattutto Cile e Stati Uniti, è l’impatto della meccanizzazione ad incidere pesantemente sulle emissioni. L’impatto del trasporto può essere molto considerevole, ma estremamente variabile: tra i casi considerati, come rilevabile, esso incide da meno dell’1% fino ad oltre il 75% delle emissioni complessive di ogni modello di consumo.

Tirando le somme sulla base delle emissioni dei singoli modelli, dei volumi di ciliegie consumate e della distribuzione temporale degli stessi, nel 2019 sono state emesse in Cina quasi 1,3 milioni di tonnellate di CO2-eq. Circa 1/3 delle emissioni sono derivate dalla produzione locale in pieno campo, il 45% da produzione locale in serra e il restante 22% da prodotto di importazione.

In figura 2 si può osservare la distribuzione mensile dei consumi e delle relative emissioni. Considerando come “fuori stagione” la produzione di frutti in serra, il plus di emissioni dovuto al consumo non stagionale ammonta dunque al 45%, mentre considerando il concetto di stagionalità locale ed includendo quindi anche il prodotto importato, il plus di emissioni sale al 67%.

In conclusione, le considerazioni che si possono trarre, sono diverse. In primo luogo, è di grande importanza migliorare l’efficienza della gestione dei frutteti, il cui impatto è comunque rilevante sulle emissioni totali ed evidenti le differenze nel confronto, ad esempio, tra Cile e Cina. Per le produzioni in serra è basilare limitare l’impatto del riscaldamento, favorendo l’impiego di combustibili più verdi.

In fase distributiva, invece, occorre senza dubbio favorire sistemi di trasporto a basso impatto, come quelli via mare, rispetto a quelli molto impattanti, come l’aereo. In fase di consumo, infine, può essere utile introdurre un sistema di etichettatura che renda noto l’impatto ambientale del processo produttivo e distributivo, abbinato ad opportune politiche di prezzo, al fine di accrescere la consapevolezza e la sensibilità sulle conseguenze ambientali derivanti da un modello di consumo destagionalizzato della frutta fresca.

Fonte: Xin Xiong, Junyi Shen, Yan Hao, Lixiao Zhang, Rui Zhao, Shoujuan Tang, Xinqing Li & Zhimin Shi (2023). How seasonality affects the environmental performance of fresh appetite: Insights from cherry consumption in China. Journal of Environmental Management, 327


Cherry Times - Tutti i diritti riservati

Potrebbe interessarti anche

Staccato: la battaglia legale Canada-USA che rivoluziona i brevetti vegetali in agricoltura

Varietà

04 apr 2025

Il caso Staccato™ tra Canada e Stati Uniti ridefinisce le regole sui brevetti vegetali. Una disputa sulle ciliegie tardive che evidenzia l’importanza della tutela IP in agricoltura. Scopri le 3 lezioni chiave per proteggere le varietà frutticole innovative.

Ibridi interspecifici come nuove fonti per la selezione delle ciliegie dolci e delle amarene

Breeding

11 dic 2023

A Dresda-Pillnitz sono stati effettuati vari incroci interspecifici e back-cross negli ultimi 20 anni. Gli obiettivi di questo programma di selezione sono lo sviluppo di nuove caratteristiche dei frutti e un più alto livello di resistenza agli stress biotici e abiotici.

In evidenza

Il miglioramento genetico del ciliegio e altri fruttiferi in Bielorussia

Breeding

16 giu 2026

La cooperazione tra Bielorussia e VNIISPK rafforza il miglioramento genetico di melo, ciliegio e ribes, selezionando varietà produttive, resistenti e adatte alle condizioni locali per una frutticoltura più innovativa, resiliente e competitiva in Europa orientale.

Stagione delle ciliegie italiane: sui Colli Euganei, la frutta locale diventa storia di clima, identità e agromarketing

Tipicità

16 giu 2026

La stagione 2026 delle ciliegie nei Colli Euganei racconta clima instabile, raccolto abbondante e vendita diretta. A Vò, Laura Ambrosi spiega come qualità, calibri fino a 30 mm, fiducia e identità territoriale creino valore concreto per produttori, turisti e consumatori.

Tag Popolari