Il professor Casali: "È una bevanda in grado di migliorare il recupero muscolare, con effetti dimostrati in diversi sport tra cui calcio, ciclismo e football americano"
Le bevande vegetali sono l’ultima frontiera dell’integrazione sportiva ad alti livelli. Dal succo di cetriolini di Sinner (e di tanti tennisti) fino al succo di ciliegia, utilizzato sempre più spesso sia in Premier League sia dai ciclisti professionisti.
L’ultimo, in ordine di tempo, è stato Florian Wirtz, centrocampista tedesco del Liverpool inquadrato dalle tv mentre beveva una bottiglia di succo dopo essere stato sostituito contro il Newcastle, ma ormai il succo di ciliegia è diffusissimo ovunque, dalla Premier alla Ligue 1 (è presente anche nello spogliatoio del PSG) fino al ciclismo di alto livello.
Questo perché “ha tantissimi effetti positivi per la salute che lo hanno reso particolarmente diffuso nel mondo dello sport” spiega a Gazzetta Active il professor Pietro Mariano Casali, medico dello sport e cardiologo dell’Istituto di Cura Città di Pavia - Gruppo San Donato.

Il succo di ciliegia e il recupero muscolare
Secondo diversi studi il succo di ciliegia appare in grado di incidere soprattutto su alcuni marcatori infiammatori che aumentano dopo uno sforzo intenso, riducendo l’infiammazione.
Spiega Casali: “Oltre ad essere in generale una bevanda benefica per la salute, i miglioramenti più importanti sono stati documentati sul recupero dopo un esercizio particolarmente intenso e soprattutto in sport nei quali sono presenti frenate, cambi di direzione, balzi, accelerazioni e decelerazioni, quindi movimenti che stressano molto il muscolo.
Ad esempio nei nuotatori e nei canottieri i risultati sono stati meno significativi rispetto al calcio. Fondamentalmente il succo di ciliegia riesce a ridurre la quantità di marcatori infiammatori – in particolare l’interleuchina 6 e interleuchina 8 – dopo un esercizio particolarmente intenso.
Il succo di ciliegia quindi agisce principalmente sull’infiammazione: il muscolo, soprattutto quando l’esercizio è intenso e violento come nel caso dello sport professionistico, produce una quantità di citochine muscolo-lesive e che causano l’infiammazione.
Polifenoli e antociani contro il danno muscolare
Grazie ai polifenoli e in particolare agli antociani presenti nella ciliegia, il succo è capace di modulare la produzione di questi metaboliti riducendo il danno muscolare. Di conseguenza, questa riduzione fa sì che il recupero dopo una partita o una gara sia più facile”
Nel 2010 i ricercatori della Northumbria University impegnati in uno studio su questa bevanda provarono a misurare il tempo di recupero dalla fatica in un gruppo di 20 maratoneti, dando a 10 di loro del succo di ciliegia e all’altra metà un placebo: i risultati hanno mostrato una differenza significativa tra i due gruppi per quanto riguarda l’impatto sul recupero e sullo stress ossidativo.
“Lo stress ossidativo è la produzione di specie reattive dell’ossigeno causata dall’utilizzo stesso dell’ossigeno da parte del muscolo” spiega Casali: “Durante l’esercizio intenso il lavoro dei mitocondri porta alla produzione di ROS, specie reattive dell’ossigeno come superossido e perossido di idrogeno.
Queste sostanze possono diventare talmente presenti da non essere più tamponate dal sistema antiossidante del muscolo, e si crea di conseguenza un danno. Ad esempio, mettiamo che all’inizio di uno sforzo la capacità dell’atleta di produrre uno sforzo sia 100.
Stress ossidativo e recupero dopo lo sforzo
Quando gareggia o scende in campo l’atleta produce progressivamente sostanze pro-infiammatorie, e quando arriva alla fine ha meno forza ed energia di quando è partito. Le stesse sostanze che hanno creato l’infiammazione promuovono la produzione di altre sostanze – come le resolvine – che spingono l’organismo e il muscolo in particolare a recuperare la condizione di partenza.
Questo succede soprattutto in allenamento, e infatti l’atleta allenandosi migliora. Quando però il carico è eccessivo, come può capitare in partita o in gara, la lesione può danneggiare il muscolo o comunque non essere recuperata in tempi utili: pensiamo ai calciatori che giocano ogni tre giorni, se il tempo di recupero dallo sforzo è superiore diventa un problema.
Per questo il succo di ciliegia può essere importante, perché è capace di modulare l’espressione di queste sostanze, riducendone i danni”.
Il succo di ciliegia è solo l’ultimo di una lunga serie di bevande vegetali sempre più conosciute e consumate nel mondo dello sport professionistico, come il succo di barbabietola o il succo di cetriolini.
Le altre bevande vegetali nello sport professionistico
“Su molte di queste bevande c’è una letteratura formidabile” sottolinea Casali: “Oltre alle ciliegie, pensiamo anche alle prugne, o alla barbabietola, interessantissima perché interagisce con il sistema dell’ossido nitrico, quindi offre soprattutto un miglioramento dei meccanismi di vasodilatazione.
Per quanto riguarda il succo di cetrioli, invece, non c’è ancora molta letteratura anche se ci sono delle suggestioni di efficacia.
Sul succo di ciliegia, invece, gli studi sono numerosi e ne documentano l’efficacia nel calcio, nel ciclismo, nel football americano, ma anche per la salute generale: il controllo dell’infiammazione portato dal succo di ciliegia ha effetti positivi sulla pressione, sul colesterolo, favorisce il sonno, favorisce il metabolismo dei lipidi”.
Fonte immagine: Bici.Pro
Francesco Palma
La Gazzetta dello Sport
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