Esportare ciliegie in Cina: una sfida affascinante per il Jerte

30 mag 2025
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La stagione delle ciliegie nel celebre Valle del Jerte, in Extremadura, ha preso il via con qualche settimana di ritardo a causa delle abbondanti piogge primaverili. Nonostante ciò, le previsioni produttive si mantengono ottimistiche.

Ma a far notizia è soprattutto l’apertura del mercato cinese alle ciliegie spagnole, grazie a un accordo bilaterale recentemente siglato tra Madrid e Pechino.

José Antonio Tierno, presidente della Denominazione di Origine Protetta “Cereza del Jerte” e dell’Agrupación de Cooperativas del Valle del Jerte, definisce questo nuovo orizzonte “una possibilità entusiasmante, ma complessa”.

Il dirigente sottolinea come la Cina rappresenti un mercato profondamente diverso da quello europeo, tanto da richiedere un adattamento rigoroso alle specificità del protocollo di esportazione.

Un mercato allettante

“L’accesso a nuovi mercati è fondamentale per un settore che compete con forza a livello europeo”, afferma Tierno, ricordando che la Spagna – esclusa la Turchia – è il principale produttore di ciliegie nel continente.

Tuttavia, l’esperienza passata con l’export di prugne verso la Cina invita alla prudenza: “All’inizio sembrava un successo per l’Extremadura, ma non ha avuto un seguito stabile. Con le ciliegie, dobbiamo procedere con i piedi per terra”.

Tierno invita dunque a considerare questo nuovo percorso come un cammino da costruire nel tempo, senza aspettative irrealistiche.

Un’eventuale apertura del mercato cinese favorirebbe anche altri territori produttivi spagnoli, il che potrebbe tradursi in un minor affollamento sui mercati europei tradizionali – oggi ancora i principali destinatari delle esportazioni del Jerte, con il Regno Unito in testa tra i Paesi extra-UE.

Prospettive per il 2025

Sul fronte della produzione, il 2025 promette una campagna di livello medio-alto. “Se il meteo ci assiste, potremmo arrivare a 40-45 milioni di chili”, afferma Tierno.

La fioritura, nonostante le piogge, è stata favorevole e la raccolta dovrebbe entrare nel vivo dalla seconda metà di maggio, con le prime ciliegie certificate attese dal 15 del mese.

Una novità rilevante è l’inserimento di tre nuove varietà nel disciplinare della DOP – Burlat, Van e Lapins – che estenderanno il calendario commerciale fino a metà agosto.

“È un passo in avanti per garantire la presenza del nostro marchio d’origine sui mercati per un periodo più lungo”, spiega Tierno, pur raccomandando un approccio graduale.

Le sfide strutturali

Oltre alle opportunità commerciali, il comparto continua ad affrontare problemi strutturali. In cima alla lista ci sono la carenza di manodopera stagionale e la necessità di soluzioni abitative adeguate per i lavoratori.

A queste si aggiungono richieste in materia di assicurazioni agricole – giudicate insufficienti – e di un maggiore supporto per l’agricoltura di montagna.

“La nostra agricoltura non è industriale: contribuiamo alla salvaguardia dell’ambiente e al presidio del territorio. Serve un riconoscimento concreto e politiche di sostegno per garantire la sostenibilità e favorire il ricambio generazionale”, conclude Tierno.

Fonte testo e immagine: valenciafruits.com


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