I coltivatori di ciliegie della Tasmania si adattano ai cambiamenti climatici

06 ago 2026
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Una nuova sperimentazione punta ad aiutare l’industria cerasicola della Tasmania, valutata 66 milioni di dollari (circa 40,3 milioni di Euro), ad affrontare estati più calde e asciutte e fenomeni piovosi estremi sempre più frequenti. Al centro dello studio ci sono le coperture antipioggia e il loro impatto sul microclima dei ceraseti, sulla fisiologia degli alberi e sulla qualità dei frutti.

L’obiettivo è individuare strategie di gestione capaci di proteggere le produzioni premium, limitare i rischi climatici e migliorare i ritorni economici per i produttori.

Un progetto nazionale per ottimizzare la produzione protetta

La ricerca è condotta dalla dottoressa Leticia Reis, fisiologa degli alberi da frutto presso il Tasmania Institute of Agriculture, nell’ambito di prove commerciali in pieno campo.

Le attività fanno parte del progetto nazionale triennale Optimising Protected Cherry Production (CY24004), coordinato dal NSW Department of Primary Industries and Regional Development.

La sperimentazione analizza il modo in cui le coperture antipioggia modificano il microclima del frutteto e quali conseguenze producono sulla crescita degli alberi e sulla qualità delle ciliegie, con osservazioni effettuate anche a livello delle singole branche.

I risultati dovrebbero contribuire alla definizione di nuove tecniche di gestione, permettendo alle aziende di utilizzare le coperture in modo più efficace e di ottimizzare qualità, produttività e valore commerciale dei frutti.

Protezione dal cracking, ma cambia il microclima

Le coperture antipioggia sono già diffuse nei ceraseti di ciliegio dolce della Tasmania. Secondo Leticia Reis, rappresentano uno strumento pratico ed efficace per ridurre problemi come il cracking dei frutti.

Le spaccature possono verificarsi quando piogge particolarmente intense colpiscono i frutteti durante il periodo di raccolta, provocando perdite economiche significative per le aziende.

La protezione offerta dalle coperture, tuttavia, modifica anche le condizioni interne al ceraseto. Può ridurre la quantità di luce solare disponibile e influire sulla temperatura e sull’umidità dell’aria.

Cambia inoltre la qualità della luce che raggiunge la chioma, producendo un effetto paragonabile a quello di un paio di occhiali con lenti colorate. Gli alberi reagiscono a queste variazioni ambientali e le loro risposte possono riflettersi direttamente sulle caratteristiche qualitative delle ciliegie.

Sensori e monitoraggio in tempo reale nella Tamar Valley

Per comprendere meglio questi effetti, Leticia Reis ha allestito un sito sperimentale all’interno di un ceraseto commerciale nella Tamar Valley, in Tasmania.

L’impianto è dotato di diversi sensori destinati a monitorare la luce, il microclima e la fisiologia fogliare. Una valutazione aggiuntiva della qualità dei frutti sarà effettuata al momento della raccolta commerciale.

Per realizzare la strumentazione e il sistema di rilevazione continua, il gruppo di ricerca ha collaborato con l’ag tech innovation studio del Tasmania Institute of Agriculture.

La struttura sviluppa tecnologie di sensoristica, acquisizione e gestione dei dati destinate a sostenere la ricerca agricola e l’innovazione del settore. Nel caso della prova sulle ciliegie, sono stati progettati sensori personalizzati e sistemi capaci di trasmettere informazioni in tempo reale.

L’esperienza di Calthorpe Orchards

La sperimentazione è ospitata da Brent McClintock, di Calthorpe Orchards, azienda appartenente all’AAAW Group. Nel suo frutteto le coperture antipioggia vengono utilizzate da cinque anni.

McClintock osserva che negli ultimi anni numerose aziende cerasicole della Tasmania hanno effettuato investimenti importanti in queste strutture. Considerando la loro crescente diffusione, ritiene difficile immaginare il futuro della produzione locale senza la coltivazione protetta.

La priorità, adesso, è capire come utilizzare le coperture nel modo più efficiente possibile.

Secondo il produttore, è necessario investire tempo e risorse nella ricerca per verificare scientificamente ciò che viene osservato quotidianamente nei frutteti.

Dati solidi e riduzione della luce

Dati solidi possono offrire agli operatori maggiore sicurezza nelle decisioni e chiarire l’effettivo impatto delle coperture sulla qualità delle ciliegie e sulla produttività aziendale.

Tra gli aspetti ancora da approfondire figura soprattutto la riduzione della luce: occorre quantificare quanta radiazione venga persa, stabilire se il fenomeno rappresenti una limitazione rilevante e capire fino a che punto possa condizionare gli alberi.

I benefici della protezione dalla pioggia sono evidenti, ma devono essere valutati insieme alle possibili criticità generate dalle nuove condizioni microclimatiche.

I produttori coinvolti nelle prove aziendali

Il gruppo di ricerca ha invitato i cerasicoltori della Tasmania a partecipare a sperimentazioni condotte direttamente nei frutteti e a specifiche indagini sul campo.

Le attività serviranno ad analizzare come le coperture antipioggia influenzino qualità, resa e ambiente produttivo nelle diverse condizioni aziendali.

Le informazioni raccolte saranno utilizzate per elaborare casi di studio e materiali tecnici di riferimento destinati all’intero comparto.

In uno scenario climatico caratterizzato da temperature più elevate, periodi asciutti e piogge estreme, la capacità di combinare protezione fisica, monitoraggio digitale e gestione agronomica potrebbe diventare decisiva.

Per la filiera cerasicola della Tasmania, la sfida non sarà soltanto difendere i frutti dagli eventi atmosferici, ma trasformare le coperture in uno strumento di precisione al servizio della qualità e della redditività.

Fonte: www.treecrop.com.au

Fonte immagine: Australian Tree Crop


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