Il Tasmanian Institute of Agriculture (TIA) sta collaborando con il comparto cerasicolo della Tasmania per capire come l’acido gibberellico (GA₃) possa migliorare la consistenza delle ciliegie dolci nei sistemi produttivi a clima fresco. Il progetto è uno dei diciotto realizzati nell’ambito del programma sostenuto da Hort Innovation Frontiers, “Sustainably growing horticulture value in cool climate Australia (AS20004)”.
Il GA₃ è ampiamente impiegato nei ceraseti commerciali per migliorare la consistenza e la pezzatura dei frutti, ma i produttori hanno ancora dubbi sul dosaggio e sulla tempistica più adatti, soprattutto in presenza di coperture antipioggia. Sono temi particolarmente rilevanti in Tasmania, dove le condizioni fresche possono prolungare lo sviluppo dei frutti e offrire al contempo l’opportunità di puntare su mercati di fine stagione di maggior valore.

Tre stagioni di prove nei ceraseti della Tasmania
Negli ultimi tre anni, i ricercatori del TIA hanno testato programmi a base di GA₃ in ceraseti commerciali di ‘Lapins’ coltivati sotto reti e coperture antipioggia. Le prove hanno incluso dosaggi differenti, da 44 a 132 ppm, e applicazioni in momenti diversi, tra cui la caduta dei residui fiorali (shuckfall) e lo stadio verde traslucido (translucent green), per comprendere meglio la risposta del GA₃ alle condizioni produttive locali.
I risultati in sintesi
Consistenza media
≈ +20%
nei frutti trattati rispetto a quelli non trattati
Dosaggi testati
44–132 ppm
in prove condotte nell’arco di tre stagioni
Ritardo della maturazione
Da pochi giorni a 2 settimane
a seconda del programma, con ritardi fino a due settimane ai dosaggi più elevati
L’interpretazione dei risultati raccolti nelle tre stagioni indica che i frutti trattati con GA₃ sono risultati mediamente circa il 20% più consistenti. Il trattamento ha aumentato anche la pezzatura, la sostanza secca e la forza necessaria per staccare il peduncolo. Non è emersa un’indicazione di un aumento generalizzato del cracking dei frutti.
Consistenza dei frutti
Differenza media riportata tra frutti trattati con GA₃ e frutti non trattati.
Variazione media indicata nello studio; il grafico evidenzia il dato percentuale e non rappresenta valori assoluti di consistenza.
I risultati mostrano che un dosaggio maggiore non produce necessariamente un aumento proporzionale della consistenza. I dosaggi più bassi hanno determinato miglioramenti sostanziali, suggerendo che rate e tempistica vadano adattate all’obiettivo produttivo, anziché aumentare semplicemente la quantità applicata.
Intervallo dei dosaggi testati
Le prove hanno confrontato programmi compresi tra 44 e 132 ppm.
44 ppm 132 ppm
Consistenza e calendario di raccolta
Il GA₃ può ritardare la maturazione: nelle prove in campo, alcuni programmi a dosaggio più basso hanno comportato un rinvio di pochi giorni, mentre con i dosaggi più elevati si è arrivati a due settimane. Per i produttori, un ritardo prevedibile può diventare uno strumento per allungare la raccolta o puntare su una finestra di mercato successiva. La sfida è trovare il giusto equilibrio tra consistenza, pezzatura e momento della raccolta.
Ritardo della maturazione osservato
Il ritardo è variato in funzione del programma di applicazione.
Alcuni programmi a dosaggio più basso
Ritardo di pochi giorni
Programmi a dosaggio più elevato
Ritardo fino a due settimane
Effetti sulla fioritura di ritorno e nuove ricerche
Il progetto ha monitorato la fioritura della stagione successiva, poiché ricerche precedenti avevano suggerito che il GA₃ potesse ridurre lo sviluppo delle gemme a fiore. Nelle tre stagioni considerate non è stata osservata una diminuzione complessiva costante. In alcune situazioni, tuttavia, la fioritura è risultata ridotta: stagione, condizioni del ceraseto e programma di applicazione sembrano interagire nel determinare la risposta.
Il progetto passa dal verificare se il GA₃ funziona al comprendere come agisce. Il dottorando Naveed Ur Rehman Rana (Fig. 1) sta studiando l’influenza del GA₃ sui componenti della parete cellulare e sugli ormoni vegetali naturalmente presenti durante lo sviluppo e la maturazione dei frutti. I frutti sono stati campionati ripetutamente, poco dopo l’applicazione del GA₃ e fino alla raccolta, per rilevare i cambiamenti nel tempo.
Le prossime prove in campo indagheranno come la tempistica possa migliorare la consistenza, con o senza ritardare la maturazione, e se la risposta cambi tra cultivar con caratteristiche di consistenza diverse.
Alieta Eyles
Cherry Growers Australia
Fonte: Freshplaza
Fonte immagine: Stefano Lugli
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