Impatto dell'applicazione di GA3 sullo sviluppo del frutto in ciliegio

21 ott 2024
2785

Un recente studio inglese ha testato l'applicazione di acido gibberellico (GA3) sul ciliegio per lo sviluppo del frutto. Il GA3 è noto per la sua capacità di indurre la partenocarpia, ovvero la formazione di frutti senza semi, in diverse specie vegetali. Tuttavia, l'efficacia di questo trattamento varia a seconda della specie.

Nel caso studio del ciliegio, l'applicazione di GA3 ha attivato il processo di sviluppo del frutto, ma la crescita si è arrestata dopo un periodo di 28 giorni, suggerendo che, oltre le gibberelline, sono necessari ulteriori segnali per completare lo sviluppo ed arrivare alla maturazione.

L’acido gibberellico è un ormone che svolge un importante ruolo nella regolazione dello sviluppo degli organi vegetativi e riproduttivi. Precedenti studi su altre specie, come il melo e la vite, hanno dimostrato che il trattamento con GA3 può portare alla formazione di frutti partenocarpici. Tuttavia, nel ciliegio, pur avviando lo sviluppo del frutto, il GA3 non è stato sufficiente per portare a termine il processo di maturazione, ed i frutti hanno iniziato a cadere dai rami dopo 35 giorni dal trattamento.

I risultati dello studio hanno evidenziato che, sebbene GA3 induca un'ampia crescita iniziale dell'ovario nei fiori non impollinati, la mancanza di semi nel frutto porta ad un'interruzione dello sviluppo. Questo fenomeno è probabilmente legato all'assenza di segnali provenienti dal seme in via di sviluppo, necessari per il mantenimento della crescita del frutto stesso.

Il trattamento con GA3 ha permesso la crescita iniziale del frutto fino a 21 giorni, periodo in cui lo sviluppo sembrava seguire un modello simile a quello dei frutti impollinati, ma successivamente è stato osservato un arresto della crescita.

Immagine 1: Pannello che mostra (A) ovari non impollinati (N.C.); (B) ovari trattati con EtOH70%; (C) trattati con 300 mg/L GA3; (D) trattati con 500 mg/L GA3; e (E) impollinati aperti (O.P.) Barre di scala = 1 cm. DAT = giorni dopo il trattamento. Il pannello in basso a destra mostra uno schema delle caratteristiche misurate (adattato da Vignati et al. [14]. I frutti sono stati divisi dal peduncolo alla coda. Il lato più spesso dell'ovario e della parete del frutto è stato definito “dorsale”, mentre il lato opposto più sottile è stato definito “ventrale”. Cinque ovari o frutti sono stati fotografati per ogni trattamento in ogni momento. Le misure delle dimensioni sono state effettuate con ImageJ1. Fonte: Vignati et al: Vignati et al., 2024.

Il trattamento con GA3 ha promosso la crescita del tessuto ovarico in modo simile ai frutti impollinati, fino al punto in cui normalmente inizierebbe la lignificazione dell'endocarpo, ossia la formazione del nòcciolo nel frutto. Tuttavia, poiché non era presente alcun seme, la crescita si è interrotta, ed il tessuto ha iniziato a deteriorarsi. Questo suggerisce che l'assenza di segnali derivanti dal seme, o la mancanza di un'ulteriore stimolazione ormonale, possa essere la causa dell'interruzione dello sviluppo.

L'arresto della crescita osservato nel frutto trattato con GA3 indica che, per ottenere un frutto partenocarpico maturo in ciliegio, potrebbe essere necessario integrare il trattamento con ulteriori applicazioni di fitormoni o combinare il GA3 con altri stimolatori della crescita, come le auxine. Inoltre, è possibile che un'applicazione ripetuta del GA3 nel tempo possa prolungare il processo di sviluppo del frutto.

Questi risultati suggeriscono che, nonostante l’acido gibberellico possa avviare lo sviluppo del frutto in ciliegio, non è sufficiente, da solo, a portarlo alla maturazione. Per superare questo limite, le future ricerche potrebbero concentrarsi sull'integrazione di altri fitormoni o sulla manipolazione genetica per ottenere frutti partenocarpici completamente sviluppati.

La creazione di ciliegie senza semi rappresenterebbe una grande novità, con probabile attrattività ed interesse da parte dei consumatori, offrendo frutti più facili da consumare e processare.

Fonte: Vignati, E., Caccamo, M., Dunwell, J. M., & Simkin, A. J. (2024). Morphological changes to fruit development induced by GA3 application in sweet cherry (Prunus avium L.). Plants, 13(15), 2052. https://doi.org/10.3390/plants13152052.
Immagine: Vignati et al., 2024; SL Fruit Service

Andrea Giovannini
Università di Bologna (IT)


Cherry Times - Tutti i diritti riservati

Potrebbe interessarti anche

Come prevenire il cracking dei frutti nei frutteti mediterranei con il sensing avanzato

Gestione

01 dic 2025

Il cracking dei frutti causa gravi perdite nei frutteti mediterranei. Scopri come le nuove tecnologie di sensing e l’agricoltura di precisione aiutano i produttori a prevenire lo spacco e a migliorare resa e sostenibilità in zone a rischio idrico e climatico.

Il fungo S16 aumenta la tolleranza alla siccità del ciliegio dolce su Gisela 5

Gestione

19 ago 2025

Uno studio cinese rivela che il fungo endofita S16 potenzia la tolleranza del ciliegio dolce alla siccità su portinnesto Gisela 5, attivando difese antiossidanti, vie metaboliche protettive e migliorando la composizione del microbioma radicale. Un’innovazione agronomica prometten

In evidenza

Con il marchio True Tart™ gli USA puntano a sviluppare e difendere l'industria delle amarene

Dettaglio

27 feb 2026

L’industria delle amarene USA lancia True Tart™, marchio di certificazione per valorizzare le Montmorency coltivate negli Stati Uniti. Obiettivo: differenziare dalle importazioni, aumentare i ritorni ai produttori e rafforzare la domanda con marketing, ricerca mirata.

Uno studio condotto dal CITA valuta l'impollinazione assistita nei ceraseti aragonesi

Gestione

27 feb 2026

Studio del CITA in Aragona sull’impollinazione assistita del ciliegio con polline esterno fornito da Zimex. Analizzati allegagione, vitalità e fertilità del polline in un frutteto di Albalate de Cinca, con risultati su resa, qualità del frutto e gestione della catena del freddo.

Tag Popolari