Impatto dell'applicazione di GA3 sullo sviluppo del frutto in ciliegio

21 ott 2024
4753

Un recente studio inglese ha testato l'applicazione di acido gibberellico (GA3) sul ciliegio per lo sviluppo del frutto. Il GA3 è noto per la sua capacità di indurre la partenocarpia, ovvero la formazione di frutti senza semi, in diverse specie vegetali. Tuttavia, l'efficacia di questo trattamento varia a seconda della specie.

Nel caso studio del ciliegio, l'applicazione di GA3 ha attivato il processo di sviluppo del frutto, ma la crescita si è arrestata dopo un periodo di 28 giorni, suggerendo che, oltre le gibberelline, sono necessari ulteriori segnali per completare lo sviluppo ed arrivare alla maturazione.

L’acido gibberellico è un ormone che svolge un importante ruolo nella regolazione dello sviluppo degli organi vegetativi e riproduttivi. Precedenti studi su altre specie, come il melo e la vite, hanno dimostrato che il trattamento con GA3 può portare alla formazione di frutti partenocarpici. Tuttavia, nel ciliegio, pur avviando lo sviluppo del frutto, il GA3 non è stato sufficiente per portare a termine il processo di maturazione, ed i frutti hanno iniziato a cadere dai rami dopo 35 giorni dal trattamento.

I risultati dello studio hanno evidenziato che, sebbene GA3 induca un'ampia crescita iniziale dell'ovario nei fiori non impollinati, la mancanza di semi nel frutto porta ad un'interruzione dello sviluppo. Questo fenomeno è probabilmente legato all'assenza di segnali provenienti dal seme in via di sviluppo, necessari per il mantenimento della crescita del frutto stesso.

Il trattamento con GA3 ha permesso la crescita iniziale del frutto fino a 21 giorni, periodo in cui lo sviluppo sembrava seguire un modello simile a quello dei frutti impollinati, ma successivamente è stato osservato un arresto della crescita.

Immagine 1: Pannello che mostra (A) ovari non impollinati (N.C.); (B) ovari trattati con EtOH70%; (C) trattati con 300 mg/L GA3; (D) trattati con 500 mg/L GA3; e (E) impollinati aperti (O.P.) Barre di scala = 1 cm. DAT = giorni dopo il trattamento. Il pannello in basso a destra mostra uno schema delle caratteristiche misurate (adattato da Vignati et al. [14]. I frutti sono stati divisi dal peduncolo alla coda. Il lato più spesso dell'ovario e della parete del frutto è stato definito “dorsale”, mentre il lato opposto più sottile è stato definito “ventrale”. Cinque ovari o frutti sono stati fotografati per ogni trattamento in ogni momento. Le misure delle dimensioni sono state effettuate con ImageJ1. Fonte: Vignati et al: Vignati et al., 2024.

Il trattamento con GA3 ha promosso la crescita del tessuto ovarico in modo simile ai frutti impollinati, fino al punto in cui normalmente inizierebbe la lignificazione dell'endocarpo, ossia la formazione del nòcciolo nel frutto. Tuttavia, poiché non era presente alcun seme, la crescita si è interrotta, ed il tessuto ha iniziato a deteriorarsi. Questo suggerisce che l'assenza di segnali derivanti dal seme, o la mancanza di un'ulteriore stimolazione ormonale, possa essere la causa dell'interruzione dello sviluppo.

L'arresto della crescita osservato nel frutto trattato con GA3 indica che, per ottenere un frutto partenocarpico maturo in ciliegio, potrebbe essere necessario integrare il trattamento con ulteriori applicazioni di fitormoni o combinare il GA3 con altri stimolatori della crescita, come le auxine. Inoltre, è possibile che un'applicazione ripetuta del GA3 nel tempo possa prolungare il processo di sviluppo del frutto.

Questi risultati suggeriscono che, nonostante l’acido gibberellico possa avviare lo sviluppo del frutto in ciliegio, non è sufficiente, da solo, a portarlo alla maturazione. Per superare questo limite, le future ricerche potrebbero concentrarsi sull'integrazione di altri fitormoni o sulla manipolazione genetica per ottenere frutti partenocarpici completamente sviluppati.

La creazione di ciliegie senza semi rappresenterebbe una grande novità, con probabile attrattività ed interesse da parte dei consumatori, offrendo frutti più facili da consumare e processare.

Fonte: Vignati, E., Caccamo, M., Dunwell, J. M., & Simkin, A. J. (2024). Morphological changes to fruit development induced by GA3 application in sweet cherry (Prunus avium L.). Plants, 13(15), 2052. https://doi.org/10.3390/plants13152052.
Immagine: Vignati et al., 2024; SL Fruit Service

Andrea Giovannini
Università di Bologna (IT)


Cherry Times - Tutti i diritti riservati

Potrebbe interessarti anche

World Fresh presenta al mondo cinque nuove varietà di ciliegie canadesi

Varietà

05 mag 2026

World Fresh Exports introduce sui mercati globali le nuove ciliegie canadesi Sansia e Safirah, varietà dolci scure nate dal programma AAFC di Summerland, progettate per ampliare la stagione con qualità, calibro, consistenza e ottima tenuta post-raccolta.

Il tempo delle potature, un momento cruciale per determinare la resa del ceraseto

Gestione

12 feb 2024

Una ricerca in Moldavia ha valutato l'impatto della data di potatura sulla fruttificazione nelle cv. Kordia e Regina innestate su MaxMa 14. In Regina è stata riscontrata produzione più alta del 6.1% e del 12.2% quando la potatura è stata eseguita in Luglio ed a inizio settembre.

In evidenza

Avvio, dosaggio e frequenza dell'irrigazione nei ceraseti: è il terreno a decidere

Gestione

26 ott 2026

Negli ultimi anni è aumentata la quantità di informazioni disponibili: scavi pedologici eseguiti correttamente, misurazioni della portata, sonde e stazioni meteorologiche aziendali permettono di sostituire le valutazioni basate sull’abitudine con dati concreti.

Le ciliegie autoctone albanesi puntano ai mercati europei di fascia alta

Tipicità

26 ott 2026

Godolesh, vicino a Elbasan in Albania, è un’area chiave per le ciliegie. La varietà nativa, circa 700 tonnellate annue e pratiche sostenibili sostengono l’ambizione di raggiungere mercati europei, dall’Italia alla Germania, valorizzando qualità, origine e tradizione.

Tag Popolari