Uno sguardo ai parassitoidi di Drosophila suzukii nel sud est degli USA

27 gen 2025
2122

La Drosophila suzukii (Matsumura), è un insetto che appartiene all’ordine dei ditteri, come mosche e moscerini. Nonostante sia di piccolissime dimensioni, si riconosce grazie alle maculature di colore scuro presenti sulle ali il che lo caratterizza anche nel suo nome comune inglese, spotted-wing drosophila (SWD). I danni che può causare sono rilevanti poiché grazie al suo particolare ovopositore riesce a deporre le uova direttamente all’interno del frutto.

La larva, poi, si nutrirà di questi tessuti rendendo quindi i frutti colpiti non commercializzabili. Considerando che il ciclo vitale di questo insetto è breve, specialmente in primavera, il tasso di infestazione all’interno del ceraseto può diventare molto alto.

Infine, per la sua alimentazione non è selettivo e riesce a sopravvivere nutrendosi di svariate tipologie di frutti. E’ per questo che la drosofila rappresenta un serio pericolo per il benessere economico di diverse piccole realtà frutticole sia in Europa che nelle Americhe. Per ridurre l’impiego di prodotti chimici di sintesi e per sviluppare quindi una gestione più sostenibile della Drosophila suzukii, una tecnica potenziale è l'uso dei parassitoidi per il controllo biologico.

In Nord America, per poter utilizzare i parassitoidi come agenti di biocontrollo, è fondamentale riconoscerne e comprenderne la presenza, così come le loro preferenze e i modi in cui si sono adattati al loro ambiente.

Tra il 2021 e il 2022, i ricercatori del dipartimento di entomologia dell’Università della Georgia hanno condotto due indagini sul campo per studiare i parassitoidi della drosofila suzukii nativi del Nord America. Queste indagini si sono svolte nelle principali regioni produttrici di mirtilli nel sud-est della Georgia, negli Stati Uniti d'America. Un totale di 371 parassitoidi di Drosophila è stato raccolto attraverso la predisposizione di trappole sentinella che consistevano in esche con frutta.

Dai risultati è emerso che i parassitoidi appartenevano tutti all’ordine degli imenotteri, e nello specifico a tre famiglie: Figitidae, Pteromalidae e Diapriidae.

Immagine 1: Pachycrepoideus vindemmiae.

Pachycrepoideus vindemmiae e Leptopilina boulardi erano le specie più prevalenti. L'abbondanza di parassitoidi è stata maggiore durante il periodo di massima maturazione dei mirtilli fino alla fine della stagione di raccolta rispetto a tutte le altre fasi fenologiche. Di tutti i parassitoidi della drosofila nativi del Nord America che sono stati raccolti, Pachycrepoideus vindemmiae è stato in grado di parassitizzare efficacemente Drosophila suzukii nel suo ambiente naturale.

Dall'altra parte, L. boulardi è stato in grado di parassitare le larve di drosofila in laboratorio ma ad un tasso del 7%.

Inoltre, non è riuscito a emergere da tutti gli individui che aveva parassitato, mostrando difficoltà a completare il suo ciclo di sviluppo. Questo significa che anche quando viene rilevata un’alta presenza di parassitoidi in alcuni momenti della stagione, questo numero è soggetto ad alta variabilità con probabilità di calo della popolazione in quanto non tutti i parassitoidi riescono ad arrivare allo stadio adulto.

I ricercatori sono giunti alla conclusione che i parassitoidi locali già presenti in Nord America non sono sufficienti per ridurre con successo le infestazioni di Drosophila suzukii in queste aree.

È stato determinato che in queste regioni è necessario implementare un intervento pianificato che includa il rilascio classico di parassitoidi specializzati nativi asiatici, oltre alle classiche misure di controllo già implementate in precedenza.

Fonte: Subin B Neupane, Jason M Schmidt, William E Snyder, William G Hudson, Xingeng Wang, Matthew Buffington, Kent M Daane, Ashfaq A Sial, Assessing native parasitoids of the invasive pest Drosophila suzukii (Diptera: Drosophilidae) in the Southeastern USA, Environmental Entomology, Volume 53, Issue 6, December 2024, Pages 966–972, https://doi.org/10.1093/ee/nvae086.
Immagini: Waspweb

Melissa Venturi
Università di Bologna (IT)


Cherry Times - Tutti i diritti riservati

Potrebbe interessarti anche

Uno studio mostra come gli afidi vengono influenzati dai cambiamenti climatici

Difesa

17 lug 2024

Uno studio turco prevede che i cambiamenti nei valori delle temperature influenzeranno l'espansione delle aree di distribuzione delle specie invasive, la sopravvivenza durante la stagione invernale, l'aumento del numero di generazioni e la trasmissione di malattie delle piante.

Ciliegie peruviane pronte a conquistare la Cina: al via i test in sei regioni andine

Produzione

21 nov 2025

Il Perù punta sulle ciliegie come nuova coltura da esportazione. Dopo 10 anni di sperimentazioni, sei regioni testano varietà resistenti. Obiettivo: entrare nel mercato cinese, dominato oggi dal Cile, sfruttando la logistica del nuovo megaport di Chancay.

In evidenza

Resilienza del ciliegio agli stress abiotici: il ruolo delle proteine HSP

Breeding

21 ago 2026

Uno studio genomico identifica 17 geni HSP70 e HSP90 nel ciliegio dolce e chiarisce come rispondono a caldo e salinità. I risultati evidenziano geni chiave, tra cui PavHSP90-5, utili per selezionare cultivar più resilienti agli stress climatici e ambientali più intensi.

L'equilibrio azoto/fosforo è deteminante per una buona conservazione delle ciliegie

Post-raccolta​

21 ago 2026

Uno studio nel sud del Cile mostra come la nutrizione minerale, in particolare il rapporto tra azoto e fosforo, possa influire sull’imbrunimento interno delle ciliegie Regina, sulla qualità post-raccolta e sulla capacità dei frutti di resistere alla lunga conservazione.

Tag Popolari