L’effetto della temperatura sulla vitalità del polline: confronto di otto genotipi in Serbia

13 mag 2026
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Il cambiamento climatico sta modificando profondamente le condizioni ambientali in cui si sviluppano le colture frutticole, con effetti importanti sui processi riproduttivi.

Nel ciliegio dolce, la buona riuscita dell’impollinazione e della fecondazione dipende in larga misura dalla vitalità del polline e dalla capacità del tubetto pollinico di svilupparsi rapidamente; caratteristiche che possono essere fortemente influenzate dalle condizioni termiche primaverili.

Un recente studio ha analizzato come la temperatura influenzi la germinazione del polline e la crescita del tubetto pollinico in diverse cultivar di ciliegio dolce, con l’obiettivo di individuare genotipi più stabili in un contesto climatico sempre più variabile.

Lo studio

Lo studio è stato condotto in Serbia, su otto genotipi: ‘Burlat’, ‘Canetova’, ‘Dolga Šiška’, ‘G-2’, ‘Kordia’, ‘Lapins’, ‘Rita’ e ‘Sunburst’, valutando in vitro la germinazione del polline e la lunghezza del tubetto pollinico in due anni consecutivi (2022 e 2023).

Gli esperimenti sono stati realizzati a due temperature, 17 °C e 20 °C, ritenute rappresentative delle condizioni che si possono verificare durante il periodo di fioritura nei ceraseti.

I risultati hanno evidenziato una marcata variabilità tra i genotipi analizzati.

I valori di germinazione sono risultati compresi tra il 9,3% osservato in ‘Kordia’ ed il 53,9% registrato in ‘Lapins’, mentre la lunghezza del tubetto pollinico ha mostrato una variabilità ancora più ampia, passando da circa 180,8 μm nel caso di ‘Dolga Šiška’ fino a 669,3 μm in ‘Lapins’.

La germinazione

Contrariamente a quanto spesso ipotizzato, la germinazione del polline è risultata generalmente più elevata a 17 °C rispetto che a 20 °C, suggerendo che temperature primaverili leggermente più fresche possano favorire alcuni processi riproduttivi del ciliegio.

L’analisi statistica ha inoltre evidenziato che la crescita del tubetto pollinico è principalmente determinata dal genotipo, indicando una forte componente genetica di questo carattere.

Al contrario, la germinazione del polline è risultata maggiormente influenzata dall’interazione tra genotipo e anno, segno che le condizioni ambientali annuali possono modulare la risposta dei diversi materiali genetici.

Tra i genotipi esaminati, ‘Lapins’ si è distinta per le ottime prestazioni, mostrando valori elevati e costanti sia di germinazione sia di allungamento del tubetto pollinico nei due anni di prova.

I genotipi

Anche ‘Canetova’ e ‘G-2’ hanno evidenziato una buona stabilità, mantenendo livelli moderati ma relativamente costanti per entrambi i parametri analizzati.

Questi risultati suggeriscono che tali genotipi possiedano una maggiore resilienza alle variazioni ambientali e possano quindi rappresentare buoni candidati come impollinatori affidabili nella progettazione degli impianti.

Al contrario, ‘Dolga Šiška’ e ‘Sunburst’ hanno mostrato una marcata riduzione delle prestazioni in condizioni meno favorevoli, indicando una maggiore sensibilità agli stress ambientali.

Dal punto di vista applicativo, lo studio conferma che le caratteristiche di vitalità del polline rappresentano un indicatore importante della resilienza riproduttiva dei genotipi di ciliegio dolce.

Le applicazioni

In un contesto climatico caratterizzato da primavere instabili, con episodi di caldo anomalo o brusche variazioni termiche, l’identificazione di cultivar in grado di mantenere una buona vitalità del polline assume un’importanza strategica per garantire l’allegagione e la stabilità produttiva dei frutteti.

L’integrazione di queste informazioni nei programmi di miglioramento genetico e nelle scelte varietali potrebbe contribuire a rendere la cerasicoltura più resiliente.

Fonte: Čolić, S., Marić, S., Đorđević, M., Glišić, I., Radičević, S., Lukić, M., & Rakonjac, V. (2025). In vitro pollen germination and pollen tube length as indicators of temperature effects on sweet cherry genotypes. Voćarstvo, 59(225-226), 85-94. https://doi.org/10.18485/pomology.2025.59.225_226.2 

Fonte immagine: Stefano Lugli

Andrea Giovannini
Dottore di Ricerca in Scienze e Tecnologie Agrarie, Ambientali e Alimentari - Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree, Università di Bologna, IT


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