Meno volumi a nord, Sud del mondo sempre più centrale. Le ciliegie nel 2025 raccontano un settore in piena trasformazione, tra sfide produttive, nuove strategie logistiche e apertura di mercati chiave.
Il 2025 ha segnato un momento di transizione per l’industria globale delle ciliegie, con una produzione in calo nell’emisfero nord e un rafforzamento del ruolo esportatore del sud del mondo.

Cina e Cile protagonisti
La Cina si conferma primo produttore mondiale di ciliegie, sebbene la maggior parte dei frutti venga destinata al mercato interno. In Europa e Nord America, invece, il comparto ha dovuto fare i conti con un mix di fattori critici: condizioni climatiche avverse, carenza di manodopera e costi produttivi in aumento.
Paesi come Turchia, Stati Uniti, Spagna, Italia, Polonia e Grecia hanno vissuto una stagione ridimensionata.
In controtendenza, il Cile ha consolidato il suo primato come primo esportatore mondiale di ciliegie fresche. Nella finestra controstagionale, il Paese andino ha dominato i mercati, in particolare quello cinese, che continua a rappresentare la destinazione principale.
Tuttavia, l’industria cilena punta oggi su una maggiore diversificazione, con l’obiettivo di rafforzare la propria presenza in Stati Uniti, Europa, America Latina e India.
Accanto al Cile, anche il Sudafrica ha messo a segno una buona stagione esportativa, mentre Australia, Nuova Zelanda e Argentina hanno mantenuto un profilo più contenuto, concentrandosi su mercati di nicchia e finestre commerciali strategiche.
Qualità e produzione globale
Il 2025 ha evidenziato come la qualità e la condizione del prodotto siano ormai requisiti imprescindibili per competere sui mercati globali. La pressione sui prezzi e la crescente concorrenza tra i paesi produttori hanno reso indispensabile l’efficienza logistica e il miglioramento continuo degli standard post-raccolta.
Secondo il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), nel 2025/26 la produzione mondiale di ciliegie potrebbe subire un calo superiore al 10%, con Turchia, Stati Uniti e Unione Europea in flessione.
Al contrario, sono attesi aumenti nei raccolti di Cina e Cile, che contribuiranno a bilanciare la contrazione globale.
In questo scenario, Frutas de Chile ha previsto per la stagione 2025-2026 spedizioni per un totale di 131 milioni di casse. Tuttavia, secondo Fedefruta, il volume potrebbe risultare inferiore rispetto agli anni precedenti, a causa di scelte agronomiche mirate a migliorare calibro e qualità, ma anche per un effetto di “resaca produttiva” dopo annate particolarmente abbondanti.
Sud del mondo in crescita
In Cile, la stagione è attualmente in pieno svolgimento. L’attenzione è rivolta alla logistica e al mantenimento della qualità lungo tutta la catena del valore, con l’attivazione di nuovi impianti di confezionamento in aree esenti da restrizioni fitosanitarie.
Anche il Sudafrica sta vivendo una stagione positiva, con previsioni di aumento della produzione grazie al meteo favorevole. Il Paese punta inoltre all’apertura del mercato cinese per la stagione 2026/27.
L’Argentina, dal canto suo, continua a presidiare mercati di nicchia e si distingue per l’attenzione alla qualità e alla diversificazione oltre il canale cinese.
Europa e Stati Uniti
Il Vecchio Continente mantiene un ruolo importante nella produzione e nel consumo di ciliegie. In Spagna, la celebre ciliegia del Valle del Jerte ha avuto una raccolta abbondante, prolungando la disponibilità sul mercato europeo.
Italia, Grecia, Germania e Polonia continuano a registrare una forte domanda interna e volumi significativi di produzione.
Un evento chiave per la Spagna è stato l’accesso al mercato cinese, reso possibile dalla firma di un protocollo fitosanitario triennale. Le esportazioni saranno monitorate dal Ministero dell’Agricoltura, con standard stringenti per lavorazione, confezionamento e trasporto.
Negli Stati Uniti, la produzione ha subito un calo, in particolare in California e Michigan. Nonostante ciò, il Paese resta un attore di rilievo nel commercio internazionale della ciliegia.
Logistica e innovazione
La domanda cinese continua a trainare l’export cileno, spinta anche dalle festività del Capodanno Lunare. Intanto, l’India mostra segnali di crescente interesse, anche se i volumi esportati rimangono ancora limitati da fattori logistici.
Il rafforzamento della logistica è stato uno degli obiettivi centrali per il Cile nella campagna 2025/26. Tra le novità, il potenziamento del servizio Cherry Express per le spedizioni marittime dirette verso l’Asia, con tempi ridotti e maggiore competitività rispetto ai metodi tradizionali.
Rimangono tuttavia alcune sfide da affrontare: condizioni climatiche instabili, come le gelate, e la costante necessità di innovare nei processi post-raccolta per garantire che le ciliegie arrivino in perfette condizioni sui mercati di destinazione.
Prospettive future
La parola d’ordine per il futuro è qualità. In un mercato sempre più selettivo, la soddisfazione del consumatore finale — e la sua fidelizzazione — passano attraverso un’esperienza sensoriale impeccabile.
È su questo fronte che l’intera industria del sud del mondo sta investendo: integrando logistica avanzata, know-how agronomico e strategia commerciale, per cogliere le opportunità offerte da un mercato globale in continua evoluzione.
Fonte: www.portalfruticola.com
Fonte immagine: Cherrybrookfarms
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