Malattie del legno: strategie di difesa fitosanitaria nei ceraseti

28 lug 2026
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La gestione fitosanitaria del legno nel ciliegio deve basarsi su un modello che integri diverse modalità d’azione. Non può quindi dipendere da un unico strumento, poiché molte delle soluzioni disponibili sono sinergiche tra loro e non si escludono a vicenda.

Il periodo di riposo invernale inizia visibilmente con la caduta delle foglie, fase durante la quale si apre una finestra favorevole all’infezione da parte di diversi patogeni, a causa delle numerose ferite naturali prodotte dalla loro abscissione. Una gestione proattiva in questa finestra è determinante: un errore diagnostico o la mancata esecuzione di trattamenti preventivi in questa fase comportano inevitabilmente una perdita di potenziale produttivo nelle stagioni successive.

L’importanza tecnica di questo periodo risiede nella drastica riduzione della carica iniziale di inoculo. Un equilibrio preciso tra controllo chimico, controllo biologico e pratiche colturali rappresenta l’unica strada per limitare la colonizzazione da parte dei patogeni che minacciano le piante. È fondamentale comprendere che l’efficacia di qualsiasi programma di difesa inizia dalla corretta identificazione tassonomica degli agenti in grado di colonizzare il legno.

Distinzione eziologica

La distinzione eziologica tra batteriosi e funghi del legno è indispensabile per selezionare correttamente le sostanze attive. L’applicazione indiscriminata di prodotti senza una diagnosi preventiva determina inefficienza biologica e una spesa economica ingiustificata.

Oltre ai principali patogeni, il monitoraggio deve considerare la presenza di:

  • Chondrostereum purpureum
  • Schizophyllum commune
  • Cadophora sp. e Callophorina sp.
  • Eutypa lata

Pilastri della gestione colturale e preventiva

Le pratiche colturali rappresentano la prima barriera di biosicurezza. La loro esecuzione tecnica non è facoltativa: l’obiettivo è ridurre la vulnerabilità fisiologica dell’albero e chiudere le vie d’ingresso generate dalle condizioni ambientali e dalle operazioni colturali.

È obbligatorio integrare le seguenti pratiche per ridurre il rischio d’infezione:

  • Gestione della nutrizione e del vigore: assicurare concimazioni azotate equilibrate per evitare la formazione di tessuti eccessivamente succulenti e vulnerabili.
  • Materiale genetico sano: utilizzare esclusivamente piante provenienti da vivai e dotate di certificazione fitosanitaria.
  • Calendario di potatura: eseguire rigorosamente gli interventi nei periodi caratterizzati da un basso rischio ambientale, in assenza di piogge e gelate.
  • Potatura sanitaria: eliminare chirurgicamente il legno malato per rimuovere i focolai attivi d’inoculo prima degli interventi di regolazione della carica produttiva o delle potature di rinnovo.
  • Gestione del materiale infetto: rimuovere immediatamente e completamente i residui di potatura dal frutteto, bruciandoli oppure interrandoli.
  • Igiene operativa: disinfettare accuratamente forbici, seghetti e altri strumenti dopo ogni intervento, utilizzando permanganato di potassio oppure acido peracetico associato a perossido di idrogeno.
  • Protezione delle ferite: verniciare immediatamente i tagli di potatura e applicare fungicidi o battericidi.
  • Protezione solare: utilizzare prodotti schermanti per prevenire lo stress termico del legno durante i mesi estivi, come fosfolipidi o caolinite.
  • Verniciatura dei tronchi: creare una barriera fisica contro gli sbalzi termici e gli agenti esterni.
  • Prevenzione dei danni da radiazione solare: proteggere il legno dalle scottature per impedire la formazione di crepe che potrebbero trasformarsi in vie d’ingresso.
  • Controllo della fauna: gestire attivamente i danni fisici provocati dai conigli.
  • Controllo delle gelate: adottare sistemi attivi o passivi per limitare le lesioni da freddo, che rappresentano una delle principali vie d’ingresso per P. syringae.
  • Progettazione strutturale: adottare sistemi di allevamento adeguati alla zona climatica, in modo da ottimizzare ventilazione e luminosità.

Strategia di controllo e riduzione dell’inoculo

La strategia di controllo durante il riposo vegetativo ha come obiettivo principale quello di «ridurre la carica d’inoculo», sanificando le superfici vegetali e proteggendo i punti critici attraverso i quali possono penetrare spore e batteri.

A mio avviso, è fondamentale includere e alternare diverse modalità d’azione, coerenti con le problematiche fitosanitarie e con le pressioni presenti nel frutteto, tenendo presente che nessuna di queste soluzioni esclude le altre. Di seguito sono indicate alcune alternative con le quali è possibile impostare un programma fitosanitario sulla base delle rispettive modalità d’azione e dei momenti d’intervento.

Strumenti per il controllo delle batteriosi

Strumenti per il controllo delle batteriosi (Pseudomonas syringae)

  • Composti rameici particellari: ossido rameoso, idrossidi di rame e ossicloruro di rame.
  • Composti rameici solubili: pentaidrati, composti rame-calcio e gluconati di rame, caratterizzati da elevata mobilità ed efficacia.
  • Battericidi e antibiotici: pyraclostrobin, dodina e antibiotici come gentamicina associata a ossitetraciclina, kasugamicina e streptomicina.
  • Ossidanti: acido peracetico e perossido di idrogeno.
  • Metaboliti secondari: impiego strategico di Wert e Bactofus.
  • Microrganismi: Bacillus.

Strumenti per il controllo dei funghi del legno

Strumenti per il controllo dei funghi del legno (Cytospora, Calosphaeria, mal del piombo)

  • Fungicidi di contatto: mancozeb, dodina o captano.
  • Fungicidi sistemici – benzimidazoli: tiofanato-metile, carbendazim e benomil.
  • Strobilurine: pyraclostrobin e azoxystrobin.
  • Triazoli: tebuconazolo, difenoconazolo e fenbuconazolo.
  • Acidi carbossilici: Carboxigram Zn.
  • Ossidanti: acido peracetico e perossido di idrogeno.
  • Metaboliti secondari: impiego strategico di Wert e Bactofus.
  • Microrganismi: impiego di Bacillus e Trichoderma.

Durante il periodo di caduta delle foglie, il trattamento a base di una fonte di rame deve essere sempre accompagnato da un fungicida di contatto, per controllare sia i batteri sia i funghi del legno. Il numero di applicazioni in questa fase dipenderà in larga misura dalle condizioni meteorologiche avverse e dal tempo necessario per completare l’abscissione fogliare. Potrebbero essere necessarie da tre a cinque applicazioni, eseguite ogni cinque-sette giorni.

Intervento critico: chirurgia dei cancri

L’asportazione fisica dei corpi fruttiferi e la pulizia dei tessuti necrotici sono determinanti per arrestare la progressione sistemica della malattia e ridurre la carica d’inoculo nel frutteto. Il protocollo operativo può basarsi sull’asportazione dei tessuti e prevede i seguenti passaggi:

La disinfezione degli strumenti è obbligatoria dopo ogni intervento e deve essere effettuata utilizzando permanganato di potassio al 2% oppure ipoclorito di sodio al 10%.

Raschiare il cancro, eliminando completamente il materiale necrotizzato e lasciando sempre un margine di tessuto sano intorno alla lesione. Successivamente, sigillare la ferita utilizzando mastici commerciali per potatura come Coraza (Bionativa), Fitosil (Fitologycal), Silitec Q Poda (Lansa) o Podexal F 500 (Basf).

Nota tecnica

Nota tecnica: per potenziare Silitec o Podexal, aggiungere a ogni gallone (3,785 litri) di mastice 100 cc di Crop Defense Poda (Agroqtral) e una fonte di chitosano, così da favorire la cicatrizzazione dei tessuti.

Smaltimento dei residui: il materiale asportato deve essere raccolto in sacchi sigillati, trasportato fuori dall’area produttiva e quindi interrato o bruciato.

Anche l’irrorazione localizzata con pompa a spalla nelle aree in cui sono presenti cancri o emissioni gommose, effettuata con metaboliti secondari come Wert (Tavan) al 4%, ha fornito risultati eccellenti.

Biostimolazione e rafforzamento del sistema immunitario (SAR/ISR)

La moderna difesa delle piante integra il rafforzamento del sistema immunitario, affinché la pianta possa rispondere attivamente alla pressione esercitata dai patogeni. Questa strategia è fondamentale in qualsiasi frutteto, poiché saranno sempre presenti piante affette da patologie di base, di origine batterica o fungina.

Potenziare la resistenza sistemica acquisita, o SAR, è quindi indispensabile affinché la pianta possa convivere con il patogeno e riuscire a esprimere il proprio potenziale produttivo. A mio avviso, questo intervento è fondamentale e trova applicazione quando la pianta è attiva e presenta foglie, poiché il suo meccanismo d’azione richiede la sistemicità.

Gli elicitori possono essere inseriti in qualsiasi momento in cui la pianta sia fisiologicamente attiva e generano una sinergia con le strategie basate sull’impiego di battericidi e fungicidi.

Opzioni disponibili

Le opzioni disponibili sono numerose e possono essere applicate per via fogliare oppure al terreno. Tra queste:

  • Fosfito di potassio: Fosfimax 60/40.
  • Acido salicilico: Rezist.
  • Chitosano: Resisgard, Biomovens, Biorrend.
  • Acibenzolar-S-metile: Bion 50 WG.
  • Pseudomonas protegens: Taniri WP.
  • Laminarina: Vacciplant.

Attraverso applicazioni al terreno è inoltre possibile introdurre consorzi biologici per contrastare alcuni patogeni tellurici. A questo scopo, consiglio l’applicazione di Consorcio AZO SL alla dose di 2 l/ha oppure di Biolife Rhizo alla dose di 1 kg/ha, sempre accompagnati da una fonte di carbonio.

La gestione fitosanitaria del legno nel ciliegio deve dunque seguire un modello fondato sull’integrazione di differenti modalità d’azione. Non può dipendere da un unico strumento, poiché molte delle soluzioni disponibili sono sinergiche tra loro e non si escludono a vicenda.

È indispensabile mantenere un monitoraggio costante durante tutta la stagione, concentrando l’attenzione sui momenti di maggiore vulnerabilità alle infezioni, come la caduta delle foglie, il germogliamento, la fioritura, le operazioni di potatura e le gelate.

Fonte testo e immagine: mundoagro.io


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