Microiniezioni per proteggere i ciliegi da Drosophila suzukii

08 ago 2024
2272

Gli esperimenti sulle microiniezioni nei tronchi dei ciliegi hanno permesso di definire le condizioni di utilizzo di questa tecnica e di valutarne le performances agronomiche con l’impiego di diversi prodotti fitofarmaceutici. Dal 2020 infatti, l’istituto di ricerca francese CTIFL (centro tecnico interprofessionale di frutta e verdura) studia questa tecnica, e grazie a degli studi preliminari i ricercatori del centro hanno trovato i parametri migliori di iniezione.

Ma facciamo un passo indietro. Che cos’è la microiniezione e come funziona? Questa tecnica innovativa permette la difesa degli alberi dall’interno, rivoluzionando il concetto di difesa da come lo consideriamo oggi. Secondo questo metodo, dopo aver praticato un foro nel tronco si procede direttamente all’iniezione del trattamento fitosanitario all’interno del sistema vascolare della pianta.

I vantaggi sono chiari: meno inquinamento dell’ambiente e degli operatori. Tuttavia, per ora questa tecnica è impiegata solamente per gli alberi ornamentali. Tramite gli studi preliminari condotti tra il 2011 e il 2018 è stata messa a punto un materiale di microiniezione adatto a tutti gli alberi e anche ai diversi problemi fitosanitari che possono presentarsi.

I prerequisiti di un trasporto efficace dei principi attivi all’interno della pianta sono quindi che le molecole siano solubili in acqua e che siano sufficientemente idrofile da non essere assorbiti da materiali lipofili, come la lignina, che si incontrano durante il percorso. Affinché i principi attivi entrino correttamente in funzione, è necessario riuscire a farli arrivare direttamente nel sistema vascolare grazie ad un corretto dimensionamento dell’ago.

I test condotti con aghi di 3 misure diverse (1.27 cm, 1.91 cm e 3.8 cm, rispettivamente) hanno mostrato che la migliore diffusione del prodotto si ha avuto con l’ago più lungo. Successivamente, i ricercatori hanno iniziato le prove direttamente in campo. Il primo studio era focalizzato sui tempi di cicatrizzazione dei punti di iniezione.

I risultati sono stati promettenti poiché non si sono evidenziati problemi come gomma, muffe o necrosi e inoltre la pianta è riuscita a sviluppare un nuovo anello vascolare anche in corrispondenza del punto di iniezione. Nel 2021 è stata poi iniziata una prova agronomica per valutare in campo l’efficacia nella protezione contro Drosophila suzukii e Rhagoletis cerasi.

Piante cv. Bellise e Folfer sono state impiegate. Per avere una protezione completa dei frutti, le iniezioni sono state effettuate sia in fioritura che all’invaiatura. Alla raccolta, 1000 frutti per varietà sono stati raccolti e aperti in cerca delle larve. Spinosad e spirotetramat hanno mostrato un tasso di efficacia del 35% mentre i trattamenti con cialotrine hanno avuto un tasso del 30%.

I risultati migliori li hanno mostrati i trattamenti con ciantranilprole, dove i tassi di efficacia hanno raggiunto valori vicino al 50%. Per quel che riguarda la sicurezza del consumatore, sono state eseguite le analisi residuali sui frutti. Nel 2021 sono state trovate tracce di spirotetramat ma a una dose 35 volte più bassa rispetto al limite massimo posto dall’Unione Europea di 3 mg/kg di frutta.

Nel 2022 nessuna delle molecole applicate alla pianta via microiniezione è stata riscontrata sui frutti. Sarà questa la difesa del futuro? Non abbiamo ancora risposte certe, ma sicuramente sembra molto promettente.

Fonte: La micro-injection sécurisée pour protéger les cerisiers contre Drosophila suzukii infos_ctifl 398 - CTIFL
Immagine: Rèussir

Melissa Venturi
Università di Bologna (IT)


Cherry Times - Tutti i diritti riservati

Potrebbe interessarti anche

Emergenze climatiche: oltre 900.000 euro di rimborso ai coltivatori di ciliegie spagnole in Estremadura

Produzione

25 dic 2025

La Junta de Extremadura ha distribuito 904.540 euro nel secondo pagamento dell’aiuto straordinario 2024 per i cerasicoltori colpiti dal maltempo. La misura, parte del Decreto Legge 3/2025, prevede un’ultima tranche da un milione di euro in arrivo nei prossimi giorni.

Varietà Tip Top: identificata esportazione cilena illegale col nome Rose Rainier

Varietà

12 gen 2026

Un test del DNA effettuato in Cina ha confermato che ciliegie esportate come Rose Rainier erano in realtà della varietà brevettata Tip Top (Skylar Rae®). ANA Chile® annuncia azioni legali e rafforza il monitoraggio sulle esportazioni cilene per tutelare i diritti varietali.

In evidenza

Pitting nel ciliegio: variabilità genetica e indicatori fisiologici della resistenza nel post-raccolta

Post-raccolta​

05 giu 2026

Uno studio di Holovousy, in Repubblica Ceca, analizza 35 accessioni di ciliegio dolce e mostra il ruolo di genetica, sostanza secca e acido ascorbico nella resistenza al pitting superficiale, criticità chiave per qualità, conservabilità e valore commerciale.

La produzione delle ciliegie inizia e si decide l'anno prima

Gestione

05 giu 2026

Nel ciliegio, la produttività nasce nel ciclo precedente: induzione floreale, differenziazione delle gemme, riserve, riego e gestione della chioma determinano fioritura, allegagione e qualità dei frutti della stagione successiva, rendendo decisiva la fase post-raccolta.

Tag Popolari