Il Cile prevede di esportare 132 milioni di cassette e 667.000 tonnellate di ciliegie. Per chi acquista ciliegie IQF, solfitate o disidratate, tuttavia, il dato che determina l'andamento della stagione è un altro: il 20% del raccolto che non raggiunge gli standard richiesti per il mercato del fresco.
Il Cile si prepara alla stagione cerasicola 2026/27 con una previsione preliminare di 132 milioni di cassette da 5 kg, equivalenti a circa 667.000 tonnellate destinate all'esportazione, a fronte di una produzione stimata di 727.000 tonnellate.
Si tratta di un incremento del 16% rispetto alla stagione precedente, conclusasi con 569.492 tonnellate dopo una flessione del 9%.
Per chi acquista ciliegie IQF, solfitate o disidratate, tuttavia, il dato più importante non è il possibile record produttivo, ma la quota di raccolto che non verrà mai caricata su un aereo diretto a Shanghai.

Un raccolto record e la distribuzione delle superfici coltivate
La previsione è stata pubblicata da Frutas de Chile all'inizio di settembre ed è ancora preliminare. I dati vengono aggiornati a metà ottobre, dopo l'allegagione, quando è possibile stimare con maggiore precisione la quantità di frutti presenti sugli alberi.
L'incremento produttivo non deriva da nuovi impianti, ma dall'entrata in piena produzione dei frutteti realizzati tra il 2021 e il 2023, che raggiungono una resa commerciale significativa soltanto a partire dal quarto o quinto anno.
La superficie potenzialmente produttiva è stimata in 76.000 ettari, su un totale di 80.000 ettari coltivati, concentrati principalmente in due regioni:
- Maule: 32.801 ettari, pari al 42,2% della superficie nazionale.
- O'Higgins: 29.935 ettari, equivalenti al 38,5%.
Complessivamente, queste due regioni rappresentano oltre l'80% della superficie cerasicola cilena.
Sul fronte varietale dominano Santina, Lapins e Regina, quest'ultima in crescita del 13%. Perdono invece terreno Bing, Sweetheart e Royal Dawn, mentre si stanno affermando nuove varietà come Sweet Aryana, Nimba, Pacific Red, Areko, Sweet Lorenz e Sweet Gabriel.
La composizione varietale rappresenta un elemento fondamentale anche per l'industria di trasformazione, poiché determina calibro, consistenza e soprattutto grado Brix, un parametro decisivo per stabilire se una partita sia adatta alla disidratazione.
Il 20% del raccolto escluso dal mercato del fresco
Ogni raccolto di ciliegie comprende una quota di frutti che non soddisfa gli standard richiesti per l'esportazione come prodotto fresco. Tra le principali cause di esclusione figurano calibro insufficiente, ammaccature e depressioni della buccia (pitting), spaccature provocate dalla pioggia (cracking), distacco del peduncolo e maturazione non uniforme.
Bruno Ceroni, direttore commerciale di GoodValley, azienda specializzata nella disidratazione delle ciliegie nella valle di Colchagua, stima questa quota intorno al 20% della produzione totale.
Applicando tale percentuale alle 727.000 tonnellate previste, si ottiene un volume indicativo di 145.000 tonnellate che devono trovare uno sbocco industriale oppure rischiano di rimanere nei frutteti.
Questa produzione rappresenta la materia prima destinata alla trasformazione in ciliegie congelate, solfitate e disidratate.
Si comprende quindi perché una stagione record per il mercato del fresco possa tradursi contemporaneamente in un'abbondante disponibilità di prodotto per l'industria: all'aumentare del raccolto complessivo cresce, in termini assoluti, anche il potenziale volume destinato alla trasformazione.
ddc.cl
La linea di selezione è il punto in cui viene stabilita la destinazione di ciascun lotto: i frutti che non soddisfano gli standard del mercato fresco vengono indirizzati alla trasformazione industriale.
Ciliegie congelate, solfitate e disidratate: tre destinazioni industriali differenti
I tre prodotti derivano dalla stessa materia prima, ma richiedono processi produttivi, caratteristiche qualitative e mercati di riferimento differenti.
Il congelato rappresenta il segmento che ha registrato la crescita più rapida. Nel 2024 il Cile ha esportato 8.690 tonnellate di ciliegie congelate, mentre per il 2025 le previsioni indicavano un volume vicino alle 19.000 tonnellate.
Il prodotto viene commercializzato quasi sempre denocciolato, una caratteristica che richiede una linea di lavorazione specifica, comprendente rimozione del peduncolo, denocciolatura, lavaggio, congelamento e selezione in base a colore, forma e controlli a raggi X.
Si tratta di un processo più lento rispetto alle normali linee di confezionamento del prodotto fresco.
Nel sistema IQF (Individual Quick Freezing), il congelamento rapido favorisce la formazione di cristalli di ghiaccio molto piccoli, limitando i danni alle strutture cellulari e riducendo la perdita di liquidi durante lo scongelamento.
I principali mercati di destinazione sono Stati Uniti, Canada, Cina e Giappone, mentre Europa e Turchia mostrano una crescita significativa.
Gonzalo Bachelet, direttore generale di Vitafoods e presidente di Chilealimentos, indicava per le ciliegie congelate un prezzo di circa 0,50 dollari al chilogrammo (circa 0,43 euro al chilogrammo): un valore nettamente inferiore rispetto al prodotto fresco, ma comunque superiore a quello della frutta che rimane inutilizzata nei campi.
Ciliegie solfitate
Le ciliegie solfitate rappresentano la forma di trasformazione più tradizionale dell'industria cerasicola cilena, ma anche quella che ha registrato la contrazione più significativa negli ultimi anni.
La conservazione avviene mediante una soluzione contenente anidride solforosa (SO₂), che stabilizza il prodotto a temperatura ambiente e lo rende idoneo a successive lavorazioni industriali.
Le principali destinazioni comprendono la produzione di frutta candita, liquori e decorazioni per pasticceria.
In questo segmento, il calibro e la consistenza del frutto assumono un'importanza maggiore rispetto alle caratteristiche gustative.
Ciliegie disidratate
La disidratazione rappresenta una delle opportunità più recenti per l'industria cilena, ma anche una delle lavorazioni più esigenti in termini di qualità della materia prima.
Secondo Ceroni, le varietà precoci non sono adatte alla disidratazione, poiché presentano generalmente un grado Brix troppo basso, con il rischio di ottenere un prodotto finale poco saporito.
Per questa lavorazione è quindi necessario privilegiare varietà a maturazione intermedia e tardiva.
Il principale vantaggio competitivo del Cile deriva dall'impiego di ciliegie dolci, che consentono di ottenere un prodotto senza aggiunta di zuccheri, a differenza delle ciliegie acide che dominano il mercato delle importazioni.
Si tratta di un elemento particolarmente apprezzato in Cina, dove i consumatori attribuiscono crescente importanza alla naturalità degli alimenti.
GoodValley trasforma annualmente tra 200 e 300 tonnellate di ciliegie, destinate principalmente a Cina, Thailandia, Singapore, Malesia e, in misura minore, Nord America.
Nonostante cinque anni di attività, i volumi dell'azienda sono rimasti sostanzialmente stabili. Ceroni individua il principale ostacolo nella carenza di sviluppo commerciale, più che nei limiti della capacità produttiva.
Perché settembre e ottobre sono decisivi per la stagione
La raccolta delle ciliegie cilene si concentra tra novembre e gennaio.
I programmi di acquisto del prodotto trasformato, che comprendono volumi, calibri, formati, condizioni Incoterms e finestre di spedizione, devono essere definiti prima dell'arrivo della frutta negli stabilimenti.
Da questi accordi dipendono infatti l'organizzazione delle linee produttive e la selezione delle materie prime da destinare alle diverse lavorazioni.
Gli operatori che attendono dicembre per richiedere quotazioni rischiano di dover acquistare soltanto i quantitativi residui, anziché il prodotto effettivamente necessario alle proprie esigenze.
Un ulteriore elemento da considerare riguarda la progressiva diversificazione dei mercati di esportazione.
Cina e Hong Kong hanno assorbito l'87% delle spedizioni cilene di ciliegie fresche, la percentuale più bassa registrata in circa otto anni. Parallelamente, le esportazioni verso mercati alternativi sono aumentate del 27%, raggiungendo 74.535 tonnellate.
Questa diversificazione commerciale interessa anche il comparto della trasformazione.
Quando un unico mercato non riesce più ad assorbire la maggior parte dell'offerta, gli operatori della filiera cercano soluzioni alternative, privilegiando anche formati caratterizzati da una maggiore conservabilità e dalla possibilità di raggiungere destinazioni più lontane.
Quali prospettive per il settore? Il punto di vista di Prunavita
Secondo l'esperienza di Prunavita nell'acquisto e nella spedizione di frutta trasformata, uno degli errori più costosi per un importatore che si affaccia per la prima volta sul mercato non consiste necessariamente nel pagare un prezzo troppo elevato, ma nel definire specifiche tecniche insufficientemente precise.
Richiedere genericamente ciliegie congelate, senza indicare se debbano essere denocciolate, il calibro desiderato e le tolleranze ammesse per i difetti, può portare alla consegna di una partita formalmente conforme al contratto, ma inadatta alla linea produttiva dell'acquirente.
Lo stesso principio vale per le ciliegie disidratate: due lotti commercializzati con la medesima denominazione, ma caratterizzati da gradi Brix differenti, possono generare prodotti finali con differenze sensoriali immediatamente percepibili dal consumatore.
Per questo motivo, Prunavita mette a disposizione le specifiche tecniche prima della formulazione delle quotazioni commerciali.
Ciascun formato della gamma di prunavita.cl, comprese IQF, denocciolate, solfitate, disidratate e polpa, dispone di una prunavita.cl, contenente informazioni su calibro, grado Brix, umidità, parametri microbiologici e durata di conservazione.
Per le operazioni gestite dall'estero, il servizio di prunavita.cl comprende inoltre la verifica dei fornitori, le ispezioni prima della spedizione e la supervisione delle operazioni di carico.
Con una produzione prevista su livelli record e un potenziale surplus industriale destinato ad aumentare proporzionalmente, la stagione 2026/27 potrebbe offrire una buona disponibilità di ciliegie destinate alla trasformazione.
La finestra utile per definire i programmi commerciali, tuttavia, si chiude a ottobre.
Fonte: prunavita.cl
Fonte immagine: Fruiterra
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