Con una serie di valutazioni in campo nelle regioni di Ñuble, La Araucanía e Los Ríos, si è conclusa la fase finale del programma di miglioramento genetico dei portainnesti per il ciliegio, promosso dal Centro de Estudios Avanzados en Fruticultura (CEAF) in collaborazione con il Centro Fruticultura Sur.
Obiettivo dichiarato: selezionare materiali clonali in grado di adattarsi alle sfide climatiche e fitosanitarie della zona centro-meridionale del Paese, migliorando al contempo produttività, sostenibilità e compatibilità agronomica.
UACH, Valdivia (Los Ríos Region).
UFRO, Maquehue (La Araucanía Region).
UDEC, Chillán (Ñuble Region).
Genetica al servizio della resilienza
Il progetto ha previsto incroci mirati tra linee genetiche selezionate per le loro caratteristiche agronomiche di interesse, in particolare la resistenza a stress biotici — come funghi, batteri e nematodi — e abiotici, tra cui siccità, salinità e ipossia del suolo.
Questi fattori rappresentano oggi ostacoli critici per la produzione cerasicola nel sud del Cile, una delle aree chiave per l’espansione del comparto.
Valutazioni in campo e collaborazione accademica
Tra il 2021 e il 2022 sono state impiantate tre parcelle dimostrative sperimentali in collaborazione con le Università di Concepción (UDEC), La Frontera (UFRO) e Austral de Chile (UACH).
Le prove sono state condotte rispettivamente nelle località di Chillán, Maquehue e Valdivia. In ciascuna parcella sono state messe a confronto dieci selezioni clonali sviluppate dal programma con due portainnesti di riferimento ampiamente utilizzati: Gisela 12 e Colt.
Durante le visite tecniche effettuate a dicembre 2025, i ricercatori del CEAF, i dottori Mauricio Ortiz e Ismael Opazo, insieme al team del Centro Fruticultura Sur, composto da Claudia Jorquera e Alejandra Vinagre, hanno raccolto dati fondamentali su fenologia, vigoria, sopravvivenza e adattamento agronomico.
Parallelamente, presso i laboratori CEAF nella regione di O’Higgins, sono state approfondite le valutazioni su propagazione, compatibilità e risposta agli stress testati.
Team in Chillán (Ñuble Region).
Team in Maquehue (La Araucanía Region).
Team in Valdivia (Los Ríos Region).
Un punto di arrivo e una nuova partenza
La chiusura di questa fase rappresenta un traguardo strategico per la frutticoltura cilena. Grazie alla diversificazione genetica dei portainnesti, sarà possibile affrontare meglio le sfide ambientali e produrre ciliegie in modo più efficiente e sostenibile, anche in condizioni agroclimatiche variabili.
Il lavoro congiunto di centri di ricerca e università ha permesso di sistematizzare le conoscenze acquisite e identificare i candidati più promettenti per l’adozione su scala commerciale nei prossimi anni.
Il CEAF e i partner del Centro Fruticultura Sur ribadiscono così il proprio impegno verso un’innovazione che parte dalla genetica, ma guarda alla competitività dell’intera filiera cerasicola cilena.
Il pitting richiede soluzioni di pre e post-raccolta, con l'imballaggio che gioca un ruolo fondamentale. PacLife lavora con polimeri plastici come il polietilene a bassa densità e il polipropilene biorientato che riducono la perdita di peso e mantengono la consistenza dei frutti.
“I frutti sono in formazione e stanno assumendo un colore rossastro in alcune varietà precoci - ha dichiarato Aníbal Caminiti - Abbiamo avuto un accumulo significativo di ore di freddo. La zona della Patagonia supera del 15% l'accumulo di freddo degli ultimi sei anni".
Le piogge di primavera in Cile hanno spaccato le ciliegie precoci al Nord, mentre a O’Higgins, dove si concentra oltre l’80% dei volumi, i danni restano marginali. Restano sotto osservazione malattie fungine, terreni saturi e possibili ricadute sulla stagione 2026/27.
Da 14 anni, il PMGCe della PUC in Cile seleziona varietà precoci di ciliegio, a basso fabbisogno in freddo e resistenti a caldo, siccità e cracking. Tre selezioni avanzate e 1.000 individui sono valutati in quattro siti: l’obiettivo è registrare una varietà entro il 2030.