La potatura è una delle tecniche agronomiche più efficaci per ottimizzare l'equilibrio tra sviluppo vegetativo e riproduttivo nei frutteti. Un recente studio condotto nella Repubblica della Moldavia ha valutato gli effetti del periodo di esecuzione della potatura sulla cultivar di ciliegio dolce 'Kordia' innestata sul portinnesto MaxMa 14, evidenziando come il momento dell'intervento possa influenzare significativamente la crescita della chioma, la produttività e, di conseguenza, l'efficienza complessiva dell'impianto.
Lo studio è stato realizzato in un ceraseto (sesto 5 x 3 m) con alberi allevati a volume ridotto e sottoposti a quattro differenti strategie di potatura: durante il riposo vegetativo (controllo), in fioritura, dopo la raccolta estiva e all'inizio dell'autunno. L'obiettivo era individuare il periodo più favorevole per massimizzare il potenziale produttivo senza compromettere il corretto sviluppo vegetativo delle piante.

I risultati mostrano innanzitutto che la crescita della chioma costituisce un valido indicatore del potenziale produttivo del ciliegio. Con l'aumentare dell'età degli alberi si osserva un progressivo incremento dell'altezza, della larghezza e del volume della chioma, accompagnato da una maggiore superficie fotosinteticamente attiva e da un più elevato livello di copertura del suolo. Nell'undicesimo anno dall'impianto gli alberi hanno raggiunto dimensioni considerate ottimali per esprimere pienamente il proprio potenziale produttivo.
Periodo di potatura
Il periodo di potatura ha influenzato lo sviluppo vegetativo. La potatura eseguita dopo la raccolta e quella effettuata all'inizio dell'autunno hanno favorito la formazione di germogli più lunghi, indice di una maggiore vigoria vegetativa rispetto agli interventi eseguiti durante il riposo vegetativo o la fioritura. Analogamente, gli alberi potati all'inizio dell'autunno hanno raggiunto le maggiori altezze della chioma.
La cultivar 'Kordia' ha concentrato la maggior parte dei mazzetti di maggio sul legno di due anni, questo numero è diminuito progressivamente sui rami di tre e quattro anni. La potatura effettuata dopo la raccolta ha determinato il maggior numero complessivo di mazzetti fruttiferi, suggerendo una migliore capacità di rinnovare il legno produttivo. Parallelamente, è emerso che i rami annuali più corti presentano una maggiore densità di gemme a fiore rispetto ai germogli più lunghi, indicando come il controllo dell'accrescimento vegetativo possa contribuire a mantenere elevata l'efficienza produttiva della chioma.
Sebbene le rese abbiano mostrato una fisiologica variabilità tra le diverse annate, influenzata anche dalle condizioni climatiche, il confronto pluriennale evidenzia una chiara tendenza a favore della potatura autunnale precoce. In media, questa strategia ha consentito di ottenere la resa più elevata, pari a circa 19,8 kg di frutti per albero, rispetto ai 18,1 kg registrati negli alberi potati durante il riposo vegetativo. Anche la potatura post-raccolta ha fornito risultati produttivi superiori rispetto agli interventi tradizionali, confermando i vantaggi degli interventi eseguiti alla fine della stagione vegetativa.
Indicazioni finali
In conclusione, lo studio dimostra che il timing della potatura è un fattore gestionale importante per ottimizzare le prestazioni degli impianti di 'Kordia' su MaxMa 14 in Moldavia. L'adozione di interventi eseguiti subito dopo la raccolta o, soprattutto, all'inizio dell'autunno favorisce una migliore combinazione tra sviluppo vegetativo e capacità produttiva, contribuendo a valorizzare il potenziale della cultivar. Questi risultati offrono utili indicazioni a tecnici e cerasicoltori per ottimizzare le strategie di gestione della chioma nei moderni ceraseti, migliorando sia l'efficienza agronomica che la sostenibilità economica della produzione.
Fonte: Bîlici, I., Balan, V., Şarban, V., Buză, C., & Talpalaru, D. (2025). The influence of pruning on vegetative growth, yield and quality of cherry fruits of the ʻKordiaʼ variety grafted on ʻMaxMa 14ʼ (Prunus avium). Scientific Papers. Series B. Horticulture, (2), 70-75.
Fonte immagine: Stefano Lugli
Andrea Giovannini
Dottore di Ricerca in Scienze e Tecnologie Agrarie, Ambientali e Alimentari - Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree, Università di Bologna, IT
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